31 gennaio 2012

+1

Leggo su Blogger Buzz che Blogger/Google ha deciso di introdurre la possibilità "di introdurre il contatore dei +1, che permetterà di vedere attraverso la bacheca quali sono i post più popolari del blog".
Io continuo a sostenere che questa filosofia del +1 et similia sia un imbarbarimento della comunicazione su internet. I blog in particolare, secondo me, dovrebbero essere uno spazio di discussione e di confronto di idee (anche idee stupide o superficiali, volendo). Per questo c'è la possibilità di lasciare i commenti. E pur essendo tendenzialmente pigro e decisamente sintetico nell'esprimermi, anche in qualità di lettore di blog, preferirò sempre lasciare un commento per esprimere all'autore l'apprezzamento riguardo a quello che ha scritto.

30 gennaio 2012

La leadership della Lega

Io non sono, nè sarò mai, elettore della Lega. Tutto mi separa dalle idee e dall'ideologia delle camicie verdi. Ma per quanto possa considerare, nella miglior ipotesi, sbagliate queste idee, devo ammettere che nel panorama politico italiano, la Lega è praticamente l'unico partito con una ideologia. Quasi tutti gli altri partiti sono partiti personali: quello di Berlusconi, quello di Casini, quello di Fini, quello di Di Pietro e quello di Vendola. Il PD non è un partito personale. Semmai ectoplasmico. Non si capisce bene quali sia l'ideologia di riferimento e di idee non ne vedo proprio. Di questa visione dei partiti italiani avevo già parlato in un'altro post tempo fa: la prima repubblica non si scorda mai.
Il concetto che voglio esprimere qui è che, visto che hanno un'ideologia di riferimento ed una base elettorale che si riconosce in questa ideologia, non hanno bisogno di un padre-padrone. Non hanno bisogno di un leader feudatario da cui dipendere e da seguire qualunque cosa dica o faccia. Per questo trovo estremamente stupido questo attaccamento a quel cerebroleso (è un dato di fatto, non un'opinione) di Bossi, che ormai si esprime soltanto con pernacchie e vaffanculi (e non che prima fosse tutto questo brillante politico, secondo il mio modesto parere). Se per sbaglio un leghista passasse da queste parti, lo prego di perdere cinque minuti a spiegarmi quale sia il motivo, ammesso che ne trovi uno, per cui Bossi è ancora a capo della Lega.

29 gennaio 2012

Skagen

Ad inizio Giugno 2010 sono stato ad Aalborg in Danimarca, anche in questo caso per un meting di lavoro a cui sono stato costretto ad andare per incontrare un tizio di Vienna. Di Aalborg non c'è davvero niente da dire. Ma per il gala dinner del meeting ci hanno portato a Skagen, la punta più settentrionale della Danimarca ad un centinaio di km da Aalborg. In realtà Skagen è il nome del paesino, mentre la striscia di sabbia con cui termina la Danimarca prende il nome di Grenen. In corrispondenza della punta, si incontrano le acque del Kattegat, il mare tra Danimarca e Svezia (prima propaggine del mar Baltico) e dello Skagerrat, ultima sezione del mare del Nord. La particolarità che rende meta turistica (??) il luogo è il caratteristico scontrarsi delle onde dei due mari che provengono da direzioni opposte. Questo pessimo video dovrebbe dare un'idea di cosa sto parlando. Nulla di eccezionale.
 

Mi sa che non c'è molto altro da dire se non mettere qualche fotografia della spiaggia con ingegneri al pascolo.


Posso concludere dicendo che il ristorante dove si è tenuto il gala dinner aveva una bella vista sul mare e sulle lande desolate circostanti ed abbiamo potuto ammirare anche uno splendido tramonto con tanto di sagoma di mega-nave la cui ombra si stagliava sul disco giallo del sole.
 

28 gennaio 2012

Michel Martone e gli sfigati a 28 anni: un post impopolare

Prevedo che questo post sarà decisamente impopolare.
Francamente a me sembra decisamente ridicola questa indignazione, questa alzata di scudi contro le dichiarazioni del vice-ministro. Ovviamente al netto delle parole utilizzate che andrebbero prese come quello che sono, o almeno a me sembrano: una provocazione.
Chiaramente non c'è una formula matematica per dire entro quanto tempo uno si dovrebbe laureare e soprattutto ci sono delle eccezioni (uno può aver iniziato tardi l'università, oppure dover lavorare per mantenersi agli studi ed essere costretto a studiare nei ritagli di tempo). Ma il concetto mi sembra semplice, elementare e soprattutto sacrosanto. Se a ventotto anni non hai ancora finito l'università, vuol dire che invece che cinque ce ne stai mettendo almeno nove di anni, e se non rientri in una delle eccezioni stai semplicemente buttando via tempo. La cosa peggiore è che ho l'impressione che gli stessi che s'indignano per il vice-ministro sono anche quelli che lamentano il fatto che in Italia non ci sia meritocrazia o che non sia un paese per giovani.
Chi a ventotto anni si deve ancora laureare non è sfigato, ma nella maggior parte dei casi semplicemente non ha voglia di studiare oppure non ha le capacità per farlo. Forse sfugge che laurearsi è un diritto, non un dovere. Ci sono moltitudini di lavori dignitosi, che non  richiedono nessuna laurea.

24 gennaio 2012

Da Costanza a Lubecca attraverso la Germania

Qualche giorno fa in questo post avevo introdotto in maniera generale il percorso che ho intenzione di fare nel viaggio on the road attraverso l'Europa che sto progettando.
Man mano che la definisco, ho intenzione di descrivere in maniera dettagliata la strada da percorrere in ciascuno dei paesi attraversati. Inizio dalla Germania, visto che è la prima per cui ho studiato il percorso più in profondità. Per ciascun luogo ho messo anche un link a Wikipedia.

Entro in Germania dalla Svizzera a Costanza (A) per poi costeggiare l'omonimo lago fino a Lindau (C). Prendo la Deutsche Alpenstraße che come dice il nome costeggia le alpi tedesche, passando per Oberstdorf (D) fino a Füssen (E). Ovviamente tappa imprescindibile è il fiabesco Schloss Neuschwanstein e le altre attrazioni architettoniche e paesaggistiche locali.
Da lì in direzione di Monaco (F), nel caso che una mia amica che abita lì mi possa ospitare. Altrimenti la salto. Poi la Romantische Straße fino a Würzburg (I), passando da Rothenburg ob der Tauber (H) e altri paesini.
A questo punto il viaggio attraversa il cuore pulsante della Germania più classica. Bamberga (J), Coburg (L), Weimar (N), Naumburg (O) passando per la Thüringer Wald.
Andando verso Nord, i tipici paesi tedeschi lasciano piano piano spazio a città più nordiche e ad attrattive naturalistiche. Dopo Quedlinburg (P), c'è la catena montuosa delle Harz. Dopo Celle (R), la Lüneburger Heide, una brughiera.
Infine Lubecca (T) da dove puntare decisamente in direzione Scandinavia, partendo dalla Danimarca.

Ovviamente il percorso è suscettibile di modifiche varie ed eventuali.  Per esempio, mettendolo nero su bianco, mi sono accordo che la parte tedesca è molto orientata verso cittadine di piccole o medie dimensioni, mentre il progetto prevederebbe che prediligessi le scenic routes. Quindi qualcosa potrebbe essere tagliato. Oppure aggiunto. D'altra parte la Germania è la Germania. E questo è quello che offre. Ovviamente si accettano suggerimenti.

22 gennaio 2012

Scende lo spread

Tu nel tuo taxi al caldo
o nell'edicola al freddo
liberalizzato non fare il triste
Qui fuori dal tuo orto
il paese sta morendo
ma ognuno pensa solo a se stesso

Scende lo spread ma che fa
crolla il mondo intorno a me
e la Grecia sta fallendo

È cara la vita più che mai
il privilegio è accanto a me
voglio combatterlo per questo

E basta con i furbi
ora sei tu che paghi
ora evasore io ti conosco
Quello che mi dispiace
è che anche adesso
ognuno pensa solo a se stesso

Scende lo spread ma che fa
crolla il mondo intorno a me
e la Grecia sta fallendo

È cara la vita più che mai
l'evasione è accanto a me
voglio abbaterla per questo

Scende lo spread ma che fa
È cara la vita più che mai

20 gennaio 2012

E la morale di questa storia è che la merda non è così brutta come la si dipinge

Cito il sommo poeta Elio nel titolo di questo post, ma è solo il pretesto per reintrodurre la rubrica sulle chiavi di ricerca con cui l'ignoto navigatore finisce su questo blog. Il tema di oggi è scatologico.



Ora...io non so, ignoto visitatore, cosa tu abbia mangiato. Forse un evidenziatore. Ma un salto dal dottore, se fossi in te, lo farei.

16 gennaio 2012

Viaggio attraverso l'Europa: il punto della situazione

Come i lettori anziani (senza offesa eh...intendo quelli che leggono il blog da più tempo) forse ricordano, per questa estate, una volta finito questo benedetto (o maledetto) dottorato che sto facendo, ho in programma un viaggio on the road attraverso l'Europa. Come una foto che ho postato recentemente sul blog dimostra, il progetto sta prendendo forma.
La filosofia del viaggio è la seguente:
  • viaggiare lentamente, evitare autostrade, superstrade e strade a scorrimento veloce,
  • percorrere solamente strade secondarie dove è possibile fermarsi per ammirare un paesaggio, fare una foto e scegliere che deviazione prendere,
  • avere in mente in linea di massima il percorso da seguire, ma lasciare aperta la porta ad ogni cambiamento dettato dall'umore del momento o da quello che suggerisce la strada stessa,
  • evitare, quando possibile, di percorrere la stessa strada due volte, anche a costo di allungare il tragitto,
  • prediligere i paesaggi ed i piccoli paesi alle grandi città.
All'inizio il viaggio doveva attraversare tutti i paesi dell'Europa occidentale, dalla Sicilia a Capo Nord, dal nord della Scozia a Gibilterra, passando per Francia, Portogallo, Svizzera, Germania, Irlanda e chi più ne ha, più ne metta. Poi mi sono reso conto che le cose da vedere in ogni singolo paese sono troppe e che attraversarli tutti avrebbe voluto dire farlo di corsa, perdendosi per strada molte cose. Intanto perchè i soldi a disposizione non sono infiniti, anche se ne ho messi da parte un po' (almeno pagano bene in Belgio). E poi perchè non è infinito il tempo. Se tutto va bene dovre riuscire a partire al più presto all'inizio di luglio. E a quel punto l'autunno fa in fretta ad arrivare. Le prime a saltare dall'itinerario sono state le isole britanniche, poi l'Italia è stata ridotta al minimo indispensabile. Adesso anche Spagna e Portogallo sono state rimandate a data da destinarsi. E la Francia potrebbe fare la stessa fine. In ogni caso per adesso la programmazione del viaggio non si spinge così avanti. Cosa rimane? Pronti a mettere in moto? Ecco, tutto d'un fiato, il percorso.
Partenza da Firenze. Le prime due tappe in Italia sono simboliche, ma per adesso le mantengo riservate. Il primo vero obiettivo è costeggiare quasi per intero il Lago di Como. Entrare in Svizzera all'altezza di Tirano. Le alpi svizzere ed alcuni dei relativi famosi passi: Bernina, Furka, eccetera. Poi Interlaken, Berna e la zona del massiccio dello Jura. Poi percorrere le sponde svizzere del Reno fino al lago di Costanza. A questo punto entrare in Germania. Seguire l'Alpenstraße fino alla zona dei castelli di Ludwig II. Monaco (forse). E da lì la Romantische Straße fino a Würzburg. Il cuore della Germania tra Bamberg, Coburg e Weimar. Puntare più decisamente verso Nord passando dalle alture dell'Hartz alla regione di Lüneburg. Dalle parti di Lubecca dovrebbe esserci il primo incontro col mare. Poi arriva la Danimarca, che ho intenzione di passare abbastanza velocemente, ma fermandomi a Copenhagen qualche giorno. Poi prendere un traghetto ad Helsingør, ma non senza aver visitato l'amletico castello, per la Svezia. Ancora verso nord attraverso le coste rocciose del Bohuslän ed in direzione Norvegia. Evitare Oslo probabilmente con un traghetto per Sanderfjord. Attraversare il paese da Est ad Ovest verso Stavanger. E poi cascate, chiese di legno, ghiacciai e Bergen. I fiordi, Ålesund, l'Atlantic Road. E poi sempre più a nord, nel Nordland. Le Lofoten e Tromsø. Ancora più su finchè la terra non finisce a Capo Nord. Cercare una nuova fine del mondo fino a Vardø. Entrare in Finlandia ed iniziare a riscendere. La Lapponia fino a Rovaniemi. La regione dei mille laghi. Savonlinna. Saltare Helsinki in direzione ovest attraversando il paese fino a Rauma. Di nuovo il mare. Le isole Åland e di nuovo la Svezia. Stoccolma. Qualche giorno anche per lei. La costa orientale fino a Kalmar. Raggiunta la punta meridionale della Svezia, prendere un traghetto per l'isola di Rügen. Ed è Germania un'altra volta.
Qui la descrizione del tragitto si interrompe. Una volta arrivato a quel punto c'è da vedere a che punto sono i soldi. C'è anche da vedere che giorno di che mese è. E se ho ancora voglia di viaggiare (ammesso che riesca ad arrivare fino a questo punto). Nel caso potrei andare in direzione dell'Olanda.
Come ho detto, un po' di soldi li ho messi da parte e questo mi permette di progettare il viaggio senza l'acqua alla gola di rimanere senza a metà. Dalla breve esperienza della scorsa estate, ho capito che in Germania si può spendere anche molto poco per degli alberghi e ristoranti più che decenti. Ma d'altro canto la Norvegia è uno dei paesi più cari al mondo (ed il resto della Scandinavia non è da meno).
L'alloggio sarà la spesa più rilevante. Sto pensando a come contenerla. La prima idea è di portarmi dietro una tenda da sfruttare ogni tanto (utile anche come ultima spiaggia quando non trovassi altro alloggio). Fermarsi in qualche B&B o pensione in luoghi meno turistici. Sto anche pensando di iscrivermi al sito di Couchsurfing.
Col prezzo del petrolio alle stelle anche la benzina non scherza. Ma muovendomi su strade secondarie, ad una velocità moderata e con una utilitaria, non dovrei consumare troppo. A proposito, sto anche pensando di contattare la Opel (è una Corsa vecchia di una decina di anni la macchina che deve intraprendere il viaggio) per sentire se mi sponsorizza.
Per quanto riguarda il cibo, un pasto principale ed un altro leggero (in genere il pranzo che viaggiare con lo stomaco pieno non è il massimo). Sfruttare la colazione quando inclusa nel prezzo dell'alloggio. Cercare guesthouses e cabins con cucina annessa, per cucinare qualcosa al volo e risparmiare anche sul mangiare.
Per adesso passo e chiudo. Presto altri aggiornamenti. Spero.

Aggiungo una pagina scopiazzata da questo post anche come header nell'altro blog. A proposito, se non lo fate già, andate a darci un'occhiata: si chiama stealthistrip e c'è sempre il link in alto a destra sotto il profilo.

15 gennaio 2012

Valencia spaziale

Sono stato a Valencia nella primavera del 2009, anche in questo caso per motivi di lavoro, ammesso che sia lecito chiamarli così. La città è molto bella in generale, ma in questo post voglio parlare di una sua zona in particolare.
Negli anni '50 l'alluvione provocata dal fiume Turia, che fluiva in mezzo alla città, colpì al cuore Valencia. Per prevenire che un avvenimento del genere potesse ripetersi, il fiume fu deviato verso sud all'ingresso della città. Il letto del vecchio percorso del Turia è stato trasformato in un parco, un lungo serpente verde che attraversa la città. Nella parte terminale di questi giardini si trova la Ciudad de las Artes y las Ciencias, ed è di questa che voglio parlare nel post.
Di notte el Palau sembra proprio un'astronave
Progettata da Santiago Calatrava e costruita tra il 1996 e il 2005, la Città delle Arti e delle Scienze è formata da una serie di palazzi ultra-moderni circondati dall'acqua che hanno tutto l'aspetto di astronavi aliene atterrate per caso sulla terra. I colori che dominano sono il bianco delle costruzioni e l'azzurro (molto azzurro...azzurro da lago alpino) dell'acqua. La cittadella è formata dai seguenti palazzi:
  1. L'Hemisfèric, cinema e planetarium, primo dei palazzi costruiti, che secondo me ha tutto l'aspetto di un gigantesco bacarozzo acquatico,
  2. El Museu de les Ciències Príncipe Felipe, che come dice il nome è un museo della scienza, che assomiglia ad una trappola piena di spunzoni,
  3. L'Umbracle, una serie di archi che sovrastano un lungo giardino di piante tipiche della zona,
  4. L'Oceanogràfic, il più grande parco acquatico d'Europa che continene più di 500 specie diverse di animali acquatici, dagli squali ai trichechi,
  5. El Palau de les Arts Reina Sofia, il teatro dell'opera di Valencia, che sembra un enorme casco aerodinamico, come quelli che i ciclisti usane nella cronometro,
  6. L'Àgora, una costruzione adibita ad ospitare concerti ed eventi sportivi, che a dir la verità era ancora in costruzione quando ci sono stato io.
Da sinistra: l'Hemisfèric, el Museu de les Ciènces e l'Àgora
In primo piano il Museu de les Ciènces poi l'Hemisfèric e sullo sfondo el Palau de les Arts

13 gennaio 2012

11 gennaio 2012

Bordello

Spunta un'altra volta la vocazione di blog di servizio, suggerita dalle chiavi di ricerca che portano qui ignoti visitatori. L'ultima volta era per via di uno strano interesse nei confronti del guano.
Oggi invece parliamo di qualcosa di meno sorprendente. A causa di questo concerto dei Gogol Bordello a Bruxelles a cui sono andato un anno e mezzo fa, ogni tanto arriva sul mio blog qualche ignoto visitatore che cerca la seguente cosa:


Purtroppo in questo caso la mia indicazione all'ignoto viaggiatore della rete non potrà essere molto esauriente, visto che non ho mai frequentato le professioniste del mestiere più antico del mondo. Posso però dire al viandante di internet interessato all'argomento che il quartiere a luci rosse di Bruxelles è dalle parti della Gare du Nord.

9 gennaio 2012

8 gennaio 2012

Un anno di libri

Anobii mi dice che nel 2011 ho letto 26 libri (uno in più del 2010) per un totale di 7314 pagine. Prendo spunto da questa statistica per rivisitare brevemente quello che ho letto durante l'ultimo anno solare. Magari qualcuno potrà anche trovare qualche spunto per una futura lettura.
Su Anobii si possono votare i libri attraverso un sistema di cinque stelline. Quest'anno ho dato il massimo solo a tre libri (quelli dell'anno scorso con cinque stelline erano il doppio, sei). Ma d'altra parte non ce n'è nessuno che è sceso sotto le tre stelline, quindi la sufficienza. I tre con cinque stelle sono:
More about Comma 22 Il primo è Comma 22, un meraviglioso e assurdo libro sull'irragionavolezza della guerra. Avendone già parlato a suo tempo in uno specifico post, non aggiungo altro.
More about Lettere contro la guerra Il secondo libro che si è meritato cinque stelline è Lettere contro la Guerra di Terzani, di cui ho letto più o meno tutto ed è una delle mie fissazioni letterarie (anche se a voler essere puntigliosi è un giornalista e non uno scrittore). In questo volume sono raccolte delle lettere che ha scritto per il Corriere della Sera dopo l'11 Settembre durante una specie di pellegrinaggio di pace fra Afghanistan e Pakistan (ma anche dall'India e dalla sua Orsigna).
More about Strade blu L'ultimo della breve serie è Strade Blu dove William Least Heat-Moon, di origine pellerossa, racconta del suo viaggio con un furgoncino di tre mesi attraverso gli Stati Uniti d'America dopo aver lasciato il lavoro di professore universitario ed essere stato lasciato dalla moglie. Il blu delle strade del titolo è il colore con cui venivano contraddistinte le strade secondarie nelle vecchie cartine stradali americane. E il viaggio è un viaggio attraverso l'America dimenticata delle strade secondarie, è un viaggio attraverso gli americani che abitano gli sconosciuti paesini che sorgono ai bordi delle strade blu.

Per continuare la rivisitazione, fra i libri che ho letto ce n'è uno in lingua francese, Il Etait Minuit Cinq a Bhopal di Dominique Lapierre. Anche in questo caso, a suo tempo, scrissi un post sulla vicenda narrata nel libro. Ben quattro invece quelli in lingua inglese, di cui uno (V for Vendetta) la mia prima graphic novel. Ed è probabile che resti l'unica perchè il fumetto non è proprio il mio linguaggio preferito. Solo otto, invece, i libri di autori italiani (fra l'altro l'ultimo a Luglio). Finisco segnalando i due russi che ho letto quest'anno, Appunti di un giovane medico di Bulgakov (altro mio pallino) e I racconti di Pietroburgo di Gogol, entrambi ottimi libri.

7 gennaio 2012

Pergamonmuseum

Io non sono un grande amante dei musei. Per dirla breve, sono di Firenze e non sono mai stato agli Uffizi. Sono stato un paio di volte a Parigi, ma non sono mai andato al Louvre. Direi che ho reso bene l'idea. Quando visito una città mi piace vederla dal di fuori, camminare per le sue strade. Fatta questa premessa doverosa, come si dovrebbe capire dal titolo in questo post parlo di un museo. Si può dire con tranquillità che preferisco di gran lunga i musei archeologici (si chiamano così?) e storici alle pinacoteche ed affini. Il Pergamonmuseum ricade decisamente nella prima categoria.
Avevo già accennato di come e quando sono stato a Berlino in un altro post. Era inverno, era piuttosto freddo e quella domenica mattina, che dedicavo alla visita della città, piovigginava pure. L'idea di andare a quel museo mi era già entrata in testa. Il tempo atmosferico mi ha spinto ad assecondarla. Il Pergamonmuseum si trova sulla Museumsinsel, l'isola dei musei, sul fiume Spree nel quartiere Mitte di Berlino. L'isola ospita altri quattro musei e, per non farsi mancare niente, anche il Duomo.
Particolare dell'Altare di Pergamo
Non sorprenderà nessuno se dico che l'attrazione principale del museo è l'Altare di Pergamo (dedicato a Zeus), riassemblato (parzialmente...c'è solo la parte frontale) a Berlino dopo che i resti furono rinvenuti da archeologi tedeschi alla fine del diciannovesimo secolo in quella che un tempo era la Misia, regione dell'Asia Minore, e che geograficamente si trova nella moderna Turchia. Purtroppo spulciando tra le fotografie mi sono reso conto di non averne nessuna decente dell'altare, ma solo dei particolati. Forse perchè c'era troppa gente. In ogni caso rimando alla pagina Wikipedia.
Un altro imponente esempio di architettura proveniente dall'Asia Minore, ma questa volta risalente all'epoca romana, e ricostruito nel museo è la Porta del Mercato di Mileto.
Porta di Ishtar
Spettacolare è anche la ricostruzione della Porta di Ishtar, facente parte delle mura di Babilonia e risalente al VI secolo A.C., quando la città era dominata dal famigerato sovrano Nabucodonosor. Come si vede dalla foto qui accanto, la particolarità è il colore azzurro, dovuto al fatto che è costruita con lapislazzuli, che per l'appunto vuol dire pietra azzurra. Anche in questo caso quella ricostruita è una piccola parte dell'intera struttura originale che, anche volendo, non potrebbe stare all'interno del museo. Il resto, a quanto pare, è tenuto in magazzino.
Un'altra parte del museo è dedicata all'arte antica islamica. Il pezzo più pregiato (nella foto qui sotto) è una parte della facciata del castello del deserto di Mshatta in Giordania e risalente all'epoca del califfato omayyade. In conclusione, se fate un salto a Berlino, non lasciatevi sfuggire questo museo, anche nel caso questi ultimi non siano il vostro forte. C'è da rimanere a bocca aperta. Come nella maschera qui sotto.

4 gennaio 2012

Amiga 500

Il mio primo computer fu, nel lontano millenovecentononmiricordocosa, questo ferro da stiro qui


Risalendo all'era pre-cd funzionava con questi aggeggi infernali qui


che per i più giovani lettori di questo blog si chiamavano dischetti o floppy disk. Leggo su Wikipedia che aveva la bellezza di una CPU da 7MHz (i pc di ora suppongo viaggino tranquillamente sui 3GHz) e 512kB di RAM (e anche qui adesso siamo intorno ai 4GB, il mio portatile ha 512MB ed è vecchio come il cucco). La cosa più bella era che non aveva hard disk nè nulla del genere e per avviarlo c'era bisogno dei dischetti. In più questo voleva dire che non potevi neanche salvare nulla sul computer stesso. Insomma un inferno.

1 gennaio 2012

Un losco commercio

Il negozio di Gustave, sito nell'ultimo vicolo a sinistra scendendo per rue de la Loi verso place du Commerce proprio di fronte all'Ancienne Poissonnerie,  vende materiale informatico e tecnologico.
Il negozio di Gustave, le cui potenti luci bianche al neon illuminano a giorno quasi tutto il vicolo anche nel buio di questo tardo pomeriggio di fine Dicembre, oltre a vendere ufficialmente materiale informatico e tecnologico fa commercio illegale di oggetti il cui solo possesso è fuori legge, figuriamoci la vendita.
Per accedere ai suoi servigi, quelli illegali, è necessario essere nel giro. Io nel giro ci sono e si può dire che ci sia sempre stato. Entrare nel giro è difficile. Molto difficile. Quasi impossibile.
Ogni tipo di articolo fra quelli ufficialmente in vendita nel suo negozio funge anche da codice segreto. Quando uno del giro si presenta e chiede, per esempio, un certo modello di macchina fotografica digitale di una certa marca, Gustave va nel retrobottega, chè in negozio tiene solo gli esemplari in esposizione, a prendere una scatola sigillata di quella macchina fotografica. Solo che dentro non c'è la macchina fotografica.
Esiste anche una formula che serve a fargli capire quando ad uno del giro deve effettivamente consegnare quello che gli viene chiesto esplicitamente e non quello che viene inteso implicitamente. La parola magica è: vorrei. Ieri l'ho usata per la prima volta. "Vorrei un hard disk esterno da 2TB per il mio portatile". Non avevo veramente bisogno di un hard disk esterno. Ero andato lì per quello che il codice rappresenta. 
Sono stato costretto ad utilizzare la formula perchè un centinaio di metri prima di svoltare nel vicolo del negozio, mentre la pioggia ghiacciata mi pungeva il viso come se fosse formata da migliaia di spilli, un agente del MinComPro1 mi ha fermato per un controllo. Sentivo che mi avrebbe fermato da quando l'ho visto in lontananza in mezzo alla folla indaffarata per le compere natalizie. Probabilmente in tutta la strada ero l'unico a mani vuote. Senza pacchi, pacchetti o sacchetti. Viaggiare a mani vuote a dieci giorni dal Natale è alquanto sospetto. Non comprare, non consumare almeno fino al limite delle proprie possibilità è considerato un attentato alla stabilità economica del paese. Se si viene denunciati in quanto non-consumatiori si corre il rischio di vedere tutti i propri beni sequestrati, si ha la quasi certezza di perdere il lavoro e si viene privati di ogni servizio e diritto emanato dallo Stato.
Io sono un attentatore alla stabilità economica del paese, ma ieri stavo effettivamente andando a comprare qualcosa. Sapendo che per l'agente non sarebbe bastata la mia parola e che, come poi è successo, una volta uscito dal negozio l'avrei trovato ad aspettarmi pronto a verificare che l'avessi mantenuta, ho preferito non correre rischi. Metti che in un eccesso di zelo, che poi non ha avuto, decidesse di aprire la confezione per controllare il prodotto. Mi avrebbe trovato con le mani nella marmellata del mio vizietto decisamente illegale. La conseguente perquisizione del mio appartamento di rue du 5 Avril avrebbe potuto far trovare agli agenti il resto della mia collezione. Il nascondiglio è buono per il visitatore occasionale ma non abbastanza per degli agenti addestrati. A quel punto sarei stato condannato a non rivedere più la luce se non dietro le sbarre di una patria galera.
Quando si è invischiati al livello in cui sono invischiato io in un'attività molto illegale la prudenza non è mai troppa. Anche perchè non ci sono in gioco solamente io. Cosa succederebbe a Gustave non lo immagino neanche. O forse sì. Troverebbero il modo di fargli spifferare tutti i nomi dei suoi clienti e dei suoi fornitori. Quelli legati alla sua attività sottobanco. Ma anche alcuni di quelli ufficiali rischierebbero di passare un brutto quarto d'ora e di trovarsi a casa una squadra pronta a mettere tutto a soqquadro alla ricerca di qualcosa di anche lontanamente illegale.
Oggi sono tornato a farmi cambiare l'hard disk esterno comunicando a Gustave che quello che mi aveva venduto ieri era malfunzionante. La verità è che non ho neanche provato a farlo funzionare e lui lo sa benissimo. Mi sono limitato ad aprire la scatola per le apparenze. Ho accuratamente evitato la parola "vorrei" e adesso sono nel sicuro, spero, del mio alloggio, pronto ad aprire la confezione con la stessa bramosia di un bambino la mattina di Natale. Dentro non c'è un hard disk esterno.
Le sensazioni di quando me lo trovo tra le mani sono indescrivibili. Prima lo sfioro e lo tocco in ogni suo centimetro quadrato. Poi lo annuso sperando di cogliere quell'odore caratteristico che spesso negli esemplari che riesco a recuperare è portato via dal tempo. Lo guardo da ogni angolo e poi lo apro e lo sfoglio, ascoltando il dolce fruscio delle sue pagine. Gustave vende libri sottobanco. Fra le mani ho una brutta edizione francese di Per chi suona la campana.
Sono ormai cinque anni che è severamente vietato il possesso, il commercio o la stampa dei libri. La stessa cosa vale per i giornali e le riviste. All'inizio la posero come una questione ambientale. Abbattere alberi per produrre carta è immorale, dissero. E quella riciclata deve servire a scopi più nobili come la carta da pacchi, i quaderni per scuola, la carta igenica, aggiunsero. Già da prima la maggior parte della gente non leggeva. Molti altri smisero. E allora iniziarono a chiudere le biblioteche. Sono inutili enti succhiasoldi, affermarono. Da lì al rendere libri e giornali illegali il passo fu breve. In commercio esistono libri in versione digitale. Ma è il Ministero dell'Informazione a decidere cosa può e cosa non può essere pubblicato. Il che vuol dire quasi niente in generale ed assolutamente niente che si possa definire letteratura in particolare. Leggere è una perdita di tempo, dicono. Una perdita di tempo rivoluzionaria, dico io.
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1 Ministero del Commercio e del Progresso Economico