5 novembre 2014

L'omino che mette gli hashtag nei titoli dei film in italiano


L'omino che traduce i titoli dei film in italiano si è accorto che Twitter va di moda ultimamente. Allora infiliamo un hashtag nel titolo italiano che fa figo e quelli che hanno Twitter vanno a vederlo al cinema e poi ne parlano tutti insieme in massimo 140 caratteri. Che poi magari non c'è neanche molto di più da dire sul film. Tranne che il titolo originale è molto più epistolare. Come sono antichi questi inglesi (il film è inglese, a quanto pare).

9 ottobre 2014

Peter Pan sul Monte Grappa

Il Peter Pan che tutti conoscono è il bambino che si rifiuta di crescere e che vive sull'isola che non c'è, creato nel 1902 dallo scrittore scozzese James Matthew Barrie e reso celebre dalla trasposizione disneyana degli anni '50.
Il Peter Pan che pochi conoscono, invece, è nato il 21 Agosto 1897, pochi anni prima del personaggio letterario, nella parte ungherese dell'Impero Austro-Ungarico. Il Peter reale non è riuscito a crescere, fagocitato dalla storia terribile di quegli anni è caduto da soldato del 30° reggimento Honvèd il 21 Settembre 1918, agli sgoccioli della Prima Guerra Mondiale, sul Col Caprile. Il soldato Peter Pan non vola ma riposa nell'ossario austro-ungarico del Sacrario Militare del Monte Grappa.


Il sacrario si trova in Veneto a 1770 metri sul livello del mare sulla vetta del Monte Grappa che fu sanguinoso teatro di numerose battaglie durante la Grande Guerra. Insieme a quelli di Peter Pan, il sacrario ospita i resti di altri 22900 soldati tra italiani e austo-ungarici (prevalentemente di origine ungherese). La stragrande maggioranza, 20mila circa, non hanno un nome e nessuno è mai riuscito ad identificarli.
Il sacrario è un'opera monumentale costruita nella prima metà degli anni '30 per unificare in un unico luogo i numerosi cimiteri militari che erano disseminati sulle pendici del monte.



Dopo la disfatta di Caporetto nell'ottobre del 1917 e il ripiegamento delle truppe italiane, il Monte Grappa si è trovato in prima linea e ad essere un crocevia chiave per arginare l'avanzata dell'esercito austro-ungarico che, conquistato il monte, si sarebbe trovato le porte spalancate verso la pianura veneta. La prima battaglia, svoltasi tra il novembre e il dicembre 1917, servì per arrestare l'avanzata dell'esercito nemico. Nel giugno del 1918, dopo un relativamente lungo periodo di stallo, ci fu una seconda battaglia in seguito all'attacco austro-ungarico che puntava a sfondare verso la pianura padana, ma fu respinto dagli italiani. Infine, nell'ottobre dello stesso anno, furono gli italiani ad attaccare ripetutamente portando gli austriaci ad abbandonare le proprie posizioni e alla definitiva vittoria sul Monte Grappa che contribuì alla conclusione della guerra sul fronte italiano.

Sul Monte Grappa, adesso meta soprattutto di appassionati di sport di montagna (principalmente parapendio e deltaplano), sono stato qualche giorno fa durante una due giorni in Veneto.

L'elenco degli altri post di viaggio a questo link: http://stb-09.blogspot.com/p/steal-this-trip.html

26 settembre 2014

Il giorno in cui è morta la musica

Don era un classico adolescente americano della periferia nord di New York alla fine degli anni '50. La musica era una parte importante della sua vita, era fan di quelli che adesso consideriamo come gli albori del rock&roll e sognava di essere al posto dei suoi idoli, ma intanto consegnava giornali a domicilio per mettere da parte qualche dollaro.
Ma un freddo giorno di inizio febbraio, i giornali che Don consegnava recavano in prima pagina una notizia che lo sconvolse e che pose fine alla sua età dell'innocenza e a quella che per lui era l'America spensierata degli anni '50. Il 3 febbraio 1959 per Don è il giorno in cui la musica è morta. In un incidente aereo perdevano la vita Buddy Holly, Ritchie Valens e The Big Bopper tre tra i più famosi esponenti del rock&roll delle origini. Buddy Holly, appena ventiduenne, era sposato da sei mesi con Maria Elena che stava aspettando il loro primo figlio. Il trauma della tragica notizia glielo fece perdere. Venire a conoscenza della storia della giovane vedova sconvolse ancora di più Don.
Quelli che seguno per Don sono anni passati a guidare la sua Chevrolet fino alla diga, ormai in secca, dove i suoi amici lo aspettavano bevendo whiskey e ricordando Buddy Holly che nella sua canzone That'll be the day cantava "Quello sarà il giorno in cui morirò". A chiedersi se ci sarà ancora musica come il doo-wop dei Monotones e il rythm&blues che ti faceva ballare con le ragazze della porta accanto nella palestra della scuola.
Sono passati dieci anni dalla fine degli anni '50 e Don guardandosi allo specchio non vede più il ragazzo con la pelle chiara che guidava un pick-up. Tutto è cambiato in lui e nell'America a partire da quel giorno in cui è morta la musica. Vede nella musica a cavallo tra '60 e '70 una corruzione degli ideali originali e allora ripercorre questi dieci anni musicali in tutti i suoi momenti principali.
Partendo da Bob Dylan che con il suo folk ha portato la voce del popolo americano al cospetto dei potenti e ha sottratto la spinosa corona di re del rock&roll ad un Elvis in declino irrefrenabile. Le ideologie politiche radicali iniziano a farsi strada nei testi delle canzoni di pari passo con l'affermarsi di una musica meno allegra e spensierata e più riflessiva e introversa rispetto a quella dei tempi di Buddy Holly. L'esplosione dei Beatles cambia di nuovo faccia agli anni '60 musicali e il giullare del folk Bob Dylan viene spodestato.
Poi arriva il Vietnam, la Controcultura, la Summer of Love e il dolce odore della cannabis si confonde nell'aria con quello acre dei gas lacrimogeni della polizia che si scontra con i manifestanti. Neanche la controcultura della fine dei '60 riesce a raggiungere la spensieratezza del rock&roll che faceva ballare gli adolescenti negli anni '50.
I sixties volgono alla fine prima con Woodstock dove si ritrova una generazione intera, ma che a Don sembra completamente spaesata, e poi con il drammatico festival di Altamont che è degenerato nel caos ed è culminato con l'uccisione di uno spettatore da parte di un membro degli Hells Angels durante il concerto dei Rolling Stones. Proprio Mick Jagger rappresenta per Don in modo quasi demoniaco il completo annichilimento della musica spensierata della sua adolescenza in favore di un rock&roll distruttore e di ribellione.
Don ripone le sue ultime speranze in una ragazza che cantava il blues, Janis Joplin. Ma la morte della cantante per overdose è l'atto conclusivo di questi dieci anni che gli riconsegnano un'America e una musica completamente diversa, tanto che se entrasse in un negozio di dischi non troverebbe traccia di Buddy Holly e dei suoi compari. Una rivoluzione musicale che ha sconsacrato la musica degli anni '50 che per Don era una religione e i cui dei sono morti o hanno preso l'ultimo treno verso l'oblio.

Per farla breve, invece, Don McLean va verso i trent'anni e rimpiange i tempi spensierati dell'adolescenza attraverso l'evoluzione della musica nel corso di dieci anni.


18 settembre 2014

EURO2020: un europeo per l'Europa


Domani alle ore 13 a Ginevra si terr à la cerimonia di assegnazione delle città ospitanti di Euro2020, il campionato europeo di calcio che seguir a Francia2016 e celebrerà il 60 anniversario della manifestazione (la prima edizione si svolse in Francia nel 1960 e a vincere fu l'Unione Sovietica battendo in fi nale la Yugoslavia e terza fu la Cecoslovacchia, un'altra epoca storica oltre che calcistica). L'edizione del 2020 si terr à in 13 citt à di 13 nazioni europee diverse. Un modo romantico per festeggiare la ricorrenza, almeno stando a sentire la motivazione fornita da Le Roi Michel Platini in persona.

16 era meglio di 24
In realtà, il vero problema risiede nell'espansione del formato del campionato da 16 a 24 squadre (a partire dal 2016), voluta dal francese presidente dell'UEFA (se non sbaglio fu una delle prime decisioni che prese). Questa decisione è sbagliata sia da un punto di vista sportivo che da quello organizzativo. In primo luogo, parteciperanno alla fase finale quasi la metà delle 54 nazioni che formano l'UEFA con un conseguente calo della qualità media delle squadre, un evidente debito che Platini deve pagare alle piccole e medie associazioni nazionali per la sua elezione. Come se non bastasse, è necessario trovare un paese ospitante con un maggior numero di stadi che devono rispondere a criteri più stringenti per ospitare un numero maggiore di patite.
Inizialmente, la procedura per la scelta del paese ospitante era quella classica. Ma nella primavera del 2012, alla scadenza della presentazione delle dichiarazioni d'interesse per le candidature, c'era un solo candidato serio, la Turchia. L'UEFA però non riteneva accettabile che questa nazione puntasse, sempre per il 2020, anche ad ospitare i Giochi Olimpici estivi con la sua città più importante, Istambul. Le coppie Irlanda-Galles e Azerbaijan-Georgia erano chiaramente non all'altezza. La UEFA si è quindi ritrovata senza candidate per il 2020. Con il formato pan-europeo l'UEFA quindi ha fatto di necessità virtù. La scelta per il 2020 potrebbe rivelarsi vincente, ma il problema di fondo rimarrebbe per le edizioni a venire (visto che la UEFA ha confermato che il formato pan-europeo è una tantum).

La struttura
Una delle 13 citt a ospiter à la finale e le semi finali del torneo. Le altre 12 città ospitanti si spartiranno i gironi eliminatori, gli ottavi e i quarti. Va specifi cato che le candidature per il pacchetto fi nale sono separate da quelle per le fasi eliminatorie, ma ciascuna federazione pu o candidarsi, annche con la stessa citt à per entrambi i pacchetti (vedendosene aggiudicato al massimo uno, ovviamente). Ogni città che si aggiudica un pacchetto delle eliminatorie organizza uno dei 12 incontri di ottavi e quarti di fi nale (oltre a tre partite della fase a gironi). Nessuna nazione ospitante avrà diritto alla qualificazione automatica.
Il requisito fondamentale riguarda le capacità degli stadi:
  • 70mila per il pacchetto finale,
  • 60mila per ospitare i quarti di finale e i gironi,
  • 50mila per gli ottavi e i gironi,
  • un massimo di due eccezioni per stadi da almeno 30mila spettatori (per ottavi e gironi).
La composizione dei gironi prevede che vengano prese in considerazioni le distanze tra le varie città, limitando a due ore di volo la distanza tra le città che ospitano partite nello stesso girone. Ma non si capisce quanto stringete sia questo criterio.

Le candidate
 Azerbaijan Baku

Standard Package
 Belarus Minsk

Standard Package
 Belgium Brussels

Standard Package
 Bulgaria Sofia

Standard Package
 Denmark Copenhagen

Standard Package
 England London

Finals Package and Standard Package
 Germany Munich

Finals Package and Standard Package
 Hungary Budapest

Standard Package
 Ireland Dublin

Standard Package
 Israel Jerusalem

Standard Package
 Italy Rome

Standard Package
 Macedonia Skopje

Standard Package
 Netherlands Amsterdam

Standard Package
 Romania Bucharest

Standard Package
 Russia Saint Petersburg

Standard Package
 Scotland Glasgow

Standard Package
 Spain Bilbao

Standard Package
 Sweden Stockholm

Standard Package
 Wales Cardiff

Standard Package

Votazione
Le candidate sono votate dal Comitato Esecutivo dell'Uefa che è composto dal presidente, da quindici membri eletti dal congresso UEFA più una donna che rappresenta il mondo del calcio femminile.
Nella prima votazione viene scelta la città che ospita la fase finale, nella seconda le quattro candidate che ospiteranno i quarti (oltre che la fase a gironi) e nelle'ultima fase le altre otto cttà vengono scelte seguendo una distribuzione di zone regionali che la UEFA non chiarifica. Non possono votare i membri del comitato che, nelle varie fasi, rappresentano nazioni coinvolte nel ballottaggio.

Valutazione delle candidature
La settimana scorsa la UEFA ha reso pubblico il report di un'ottantina di pagine che valuta le 19 candidature in base a numerosi criteri:
  • la sostenibilità e l'impatto sociale della candidatura,
  • la robustezza politica ed economica del paese,
  • gli aspetti legali della candidatura ( ad esempio vendita di biglietti, pubblicità alcool-tabacco eccetera),
  • lo stadio,
  • la situazione di trasporti per la città e all'interno della città,
  • la recettività e il prezzo degli alloggi per fan, entourage UEFA e squadre,
  • l'attività promozionale e l'esperienza nell'ospitare grandi eventi. 
Dopo aver spulciato il documento in lungo ed in largo mi sono fatto uno schemino riassuntivo assegnando punteggi alle varie candidature sui vari punti dirimenti e qui vado a scivere di quello che ne è venuto fuori e quali dovrebbero essere le vincitrici in base ai criteri oggettivi (che probabilmente varranno di meno dei maneggiamenti politici interni alla UEFA).
Per quanto riguarda la scelta del pacchetto finale, le due candidature sono entrambe eccellenti e sostanzialmente si equivalgono. Per quanto riguarda Londra l'unico punto debole è la promozione a livello nazionale e la fan zone decentrata. Monaco è carente nelle proposte di sostenibilità e responsabilità sociale. Quisquilie. Se dovessi scommettere darei un leggero vantaggio a Londra, ma questa sarà una decisione puramente politica. La candidata perdente comunque otterrà sicuramente un pacchetto "Quarti".
Rimangono quindi da assegnare 3 candidature per questo pacchetto che prevede un quarto oltre alle partite dei gironi. Amsterdam ha un dossier praticamente perfetto, ma è impossibilitata a concorrere per via di uno stadio che non raggiunge i 60mila posti. Dossier molto buoni ma stesso discorso anche per Dublino e Copenhagen (che non arriva nemmeno a 50mila posti). San Pietroburgo ha portato un altro dossier impressionante, ma rischia di pagare una situazione politica sempre più complessa (vedi alla voce guerra in Ucraina) che rischia di costarle caro. Baku è sorprendentemente un'ottima candidata, quasi al pari delle precedenti. La città è però distante più di due ore di volo da qualsivoglia altre candidata. Che peso abbia questo è ancora da capire. Inoltre non offre la recettività a livello di alloggi delle altre città con cui gareggia. Bruxelles ha una candidatura leggermente inferiore, ma dovrebbe aggiudicarsi senza problemi uno dei tre posti considerando che non ha nessun punto debole evidente. Tra quelle in grado di ospitare i quarti sono un gradino sotto Cardiff (scarsa recettività e accessibilità della città), Roma (dubbi sulla capacità del paese di sostenere economicamente gli investimenti necessari) e Budapest (il progetto di costruzione del nuovo stadio richiede investimenti "importanti").
Glasgow e Stoccolma sono sullo stesso livello di queste ultime tre ma, per la capienza dello stadio non possono che aspirare ad una gara degli ottavi. Sulla città scozzese pesa l'incertezza politica derivante dal referendum di oggi sull'indpendenza (e alcune lacune su recettività e proposta commerciale).  Sulla città svedese pesa il rifiuto delle istituzioni pubbliche di mettere in campo alcun tipo di investimento.
Bucarest si trova ancora un gradino sotto non eccellendo in nessuna delle categorie di valutazione e rischia di trovarsi fuori dai giochi, visto che si classificherebbe come 14 candidatura. Bilbao raggiunge a malapena la sufficienza. Se da un lato propone uno stadio (ancora da completare) molto buono, presenta criticità su quasi tutti gli altri aspetti (questione basca, difficile accessibilità, scarsa recettività e inesperienza ad ospitare grandi eventi). Insufficienti su tutti i fronti o quasi le candidature di Gerusalemme, Minsk, Skopje e Sofia. Difficilmente giustificabile, anche tenendo conto dei giochi geopolitici all'interno dell'UEFA, che anche solo una possa spuntarla.

Previsioni finali
A questo punto si tratta di tirare i fili della discussione e vedere quali potrebbero essere le candidate vincenti. Seguendo un criterio puramente oggettivo e numerico, il risultato dovrebbe essere il seguente:

Pacchetto finale


London
Pacchetto quarti


Munich
St. Petersburg
Brussels
Baku
Pacchetto ottavi


Amsterdam
Copenhagen
Dublin
Cardiff
Stockholm
Budapest
Rome
Glasgow

Alcune valutazioni politiche e di opportunità prenderanno sicuramente il sopravvento. Baku per motivi di inesperienza e lontananza rimarrà probabilmente fuori dai quarti e il criterio delle due ore venisse applicato alla lettera sarebbe fuori. San Pietroburgo rischia di venire esclusa per questioni di politica internazionale, altrimenti è nelle 4. Roma prenderebbe probabilmente il posto della prima esclusa e Budapest dell'eventuale seconda. Cardiff paga lo scotto di Londra rappresentante britannica sicuramente tra le cinque migliori. Per lo stesso motivo, queste fantomatiche zone regionali, Glasgow rischia di rimanere fuori dai giochi in favore di Bucarest. Nel caso in cui una tra Baku e San Pietroburgo fosse esclusa, Bilbao rischierebbe di accaparrarsi l'ultimo posto. Non mi stupirei quindi di vedere il seguente risultato:

Pacchetto finale


London
Pacchetto quarti


Munich
St. Petersburg
Brussels
Rome
Pacchetto ottavi


Amsterdam
Copenhagen
Baku
Dublin
Cardiff
Stockholm
Budapest
Bucharest


27 agosto 2014

Un mese in Irlanda

Un paese affascinante, abitato da persone accoglienti, dove i castelli e le abbazie sono in rovina, ma prosperano le pecore e le capre. Ma non solo. Spiagge isolate, vento e pioggia, scogliere a precipizio e paesini colorati. Verde, grigio e azzurro. Alcuni posti sono eccessivamente turistici (italiani e francesi su tutti), altri quasi incontaminati. Un viaggio impossibile da dimenticare.

Dunluce Castle
Rosguill Peninsula
Doo Lough Valley
Cliffs of Moher
Pecore scrutanti lungo il Ring of Beara
Lapidi nel sito monastico di Glendalough
I colori di Kilkenny

9 luglio 2014

Fremdschämen

Una delle più peculiari caratteristiche della lingua tedesca è la formazione delle parole composite. Diciamo pure che il tedesco è famoso, oltre per l'asprezza dei suoi suoni, per avere lunghissime parole composite che indicano i più disparati significati.
Io il tedesco non lo so e quindi non mi dilungo in spiegazioni al riguardo. Per fare un esempio estremo riporto la parola che vanta il guinness dei primati della lunghezza, ovvero Donaudampfschiffahrtselektrizitätenhauptbetriebswerkbauunterbeamtengesellschaft che si traduce con Associazione dei sottufficiali per la gestione dell'ufficio centrale della compagnia di battelli elettrici sul Danubio.
Una parola composita tedesca molto più breve è fremdschämen che è composta da fremd che a quanto pare vuol dire strano, straniero, estraneo e da schämen che vuol dire provare vergogna. Fremdschämen vuol dire provare vergogna per qualcosa che qualcun altro ha fatto o essere in imbarazzo perché qualcunaltro si è messo in una situazione imbarazzante. 
Perché parlo di questa parola composita tedesca? Perchè riassume perfettamente la semifinale Brasile-Germania di ieri sera agli occhi di un non brasiliano.

8 luglio 2014

La mentalità dell'alveare

La mentalità dell'alveare (ed. Bompiani) di Vincenzo Latronico è un saggio nella forma di romanzo (o romanzo con intenzioni saggistiche?) che tratta dei problemi e delle conseguenze della "democrazia diretta della rete" attraverso la storia di due più o meno trentenni, Leonardo e Camilla, nella Milano dei giorni nostri.
Penso sia uscito un annetto fa ma io l'ho finito di leggere da un paio di giorni dopo averlo comprato usato a 5€. Per sgombrare immediatamente il campo dai dubbi, non siamo davanti ad un capolavoro. Non è un moderno 1984 né per qualità letterarie né per come le tematiche sono sviluppate. Per stessa ammissione dell'autore, il libro è stato scritto di getto in una settimana e la mancanza di ponderazione e di riflessione non può che essersi ripercossa fortemente sul libro e sulla sua trama. L'autore ha probabilmente voluto cavalcare l'onda del risultato clamoroso del M5S (che chiaramente è fonte d'ispirazione per la trama del libro, ma su questo ritorno fra un attimo) alle elezioni dello scorso febbraio, tant'è che le duecento pagine scritte larghe e che si leggono in un baleno sono uscite appena due o tre mesi dopo. Facendo così, ha sprecato la grande occasione di scrivere un potenzialmente bel libro (dando per scontato che fosse in grado di tirare fuori di meglio) in cambio di un instant book di scarso successo (dando un'occhiata veloce ai numeri). Forse aveva altro e di meglio da fare nella vita che scrivere un libro.
Nell'Italia descritta da Latronico, le elezioni sono state vinte dalla Rete dei Volenterosi, un movimento nato intorno al blog di Pino Calabrò, ex conduttore delevisivo di programmi in difesa dei consumatori. L'alveare è il forum dove gli iscritti al movimento discutono, si infiammano e giudicano. Leonardo e Camilla sono due "calabroni", ovvero due aderenti al movimento e Camilla, ad un certo punto del libro diviene anche consigliere comunale a Milano. La trama racconta delle ripercussioni pubbliche e private sui due protagonisti (e in parte minore sui pochi altri personaggi che gli stanno incontro) delle dinamiche della democrazia digitale del Movimento dei Volenterosi. Un mondo dove non contano i fatti, ma le opinioni e i "non può che essere così". Il mondo dei sospetti complottistici. Questa è la parte interessante del libro.
Il tema principale attorno al quale si svolgono le vicende del libro è la legge sull'impignorabilità della prima casa approvata dal governo della Rete dei Volenterosi ed il conseguente aumento dei mutui fino alla quasi impraticabilità. Alcuni accorgimenti della trama al riguardo sono, secondo me, forzati dallo scopo che si è posto Latronico. O ancora più probabilmente sono difetti di un libro scritto in una settimana. Come il finale che arriva di punto in bianco e precipitosamente senza un forte legame con quello che era successo fino a quel punto. Aveva fretta di chiudere e di chiudere in quel modo.
In conclusione un libro scorrevole e che tratta un argomento interessante, con qualche evidente difetto che ne limita la qualità.

6 giugno 2014

Il miracolo di Berna

Tutti conoscono il Maracanazo (o almeno tutti quelli che hanno qualche rudimento di calcio). La clamorosa finale dei mondiali del '50 al Maracana di Rio dove i padroni di casa del Brasile, sicuri di vincere, furono sconfitti dall'Uruguay provocando un dramma nazionale. Quello che forse non tutti sanno è che non è stato quello il risultato più sorprendente di una finale dei mondiali. 
Quattro anni dopo, nel 1954, i mondiali erano ospitati dalla Svizzera e alla finale di Berna erano giunte l'Ungheria e la Germania Ovest. Gli ungheresi erano i grandi favoriti. L'Ungheria degli anni '50 era soprannominata la Squadra d'Oro. Era l'Ungheria di Puskás, Hidegkuti, Kocsis e Czibor e si presentava al mondiale imbattuta da 28 partite consecutive nei precedenti quattro anni. Erano i campioni olimpici in carica (quando ancora il calcio contava qualcosa alle olimpiadi) e avevano rifilato 13 goal in due partite all'Inghilterra in due amichevoli premondiali. Si erano qualificati per la finale battendo la Corea del Nord per 9-0 e gli stessi tedeschi per 8-3 nel girone eliminatiorio. Nei quarti e in semifinale avevano battuto le due finaliste del Maracanazo, Brasile e Uruguay, entrambe per 4-2.
La Germania Ovest era alla prima partecipazione ad una competizione calcistica internazionale dopo la guerra e la successiva separazione. A parte la sonora sconfitta con gli ungheresi, erano arrivati in finale battendo Turchia, Yugoslavia e Austria.
La partita si giocò sotto una pioggia incessante. Questo fattore portò ad un livellamento delle forze in campo. In più i tedeschi, a quanto pare, avevano delle scarpe da calcio che la Adidas aveva sviluppato appositamente per essere utilizzate anche in situazioni del genere. Un'avanguardia per l'epoca. Nonostante questo, dopo 8 minuti gli Ungheresi erano già in vantaggio di due goal grazie alle marcature di Puskás e Czibor. Al diciottesimo, però, la Germania era già riuscita a pareggiare con i goal di Morlock e Rahn. Malgrado i numerosi tentativi ed i legni colpiti dall'Ungheria, il risultato rimase invariato fino a cinque minuti dal termine, quando ancora Rahn con un tiro da fuori area segnò la rete decisiva.


La partita è passata alla storia come Il Miracolo di Berna, uno dei risultati più sconvolgenti della storia del calcio. Sospetti di doping sulla squadra tedesca sono girati per molti anni e sembrano aver trovato conferma negli ultimi anni in uno studio dell'Università di Lipsia.
Quella che probabilmente è stata la squadra più forte di tutti i tempi continuò a dominare per altri due anni tornando ad essere imbattibile e imbattuta per altre 19 gare. Poi nell'autunno del '56 ci fu la rivoluzione ungherese repressa dai carri armati sovietici. Come molti ungheresi, anche i campioni lasciarono il paese e anche la loro nazionale. Kocsis e Czibor andarono a giocare nel Barcellona, Puskás nel Real Madrid. Hidegkuti rimase in Ungheria e divenne allenatore del MTK fino al 1960 quando venne in Italia ad allenare la Fiorentina con la quale vinse la Coppa delle Coppe al primo tentativo. Fu la fine della Squadra d'Oro. Oggi l'Ungheria è quasi sparita dalle carte geografiche calcistiche.

4 giugno 2014

Wow!

SETI sta per Search for Extra-Terrestrial Intelligence e, si può intuire dal nome, è un programma di ricerca diffuso atto a cercare segnali di vita intelligente extraterrestre. Sostanzialmente si tratta di cercare segnali radio artificiali provenienti dallo spazio che indicherebbero l'esistenza di qualcuno che li ha emessi, ovvero l'esistenza di alieni. Il termine diffuso va inteso nel senso di distribuito su progetti diversi e non necessariamente coordinati portati avanti da diverse strutture di ricerca, principalmente americane (ma non solo, anche l'osservatorio radioastronomico di Medicina in provincia di Bologna ne fa parte). SETI ebbe inizio negli anni '60 e va avanti ancora oggi (anche se attualmente si tratta principalmente di progetti che si svolgono nel background dell'attività di ricerca principale), ma non ha trovato nessuna prova scientifica dell'esistenza di vita intelligente extraterrestre.
Jerry Ehman aveva lavorato come ricercatore al radio-osservatorio della Ohio State University fino al 1972 quando il congresso decise di tagliare i fondi destinati alla ricerca di radio segnali (naturali) extragalattici. Da quel momento in avanti, Ehman si dedicò in parte, come volontario, immagino insieme ad altri ricercatori, al progetto SETI della Ohio State.
Il 15 Agosto 1977, controllando i dati nel computer collegato al radiotelescopio, si rese conto che lo strumento aveva misurato un forte segnale che aveva tutte le caratteristiche che un segnale extraterrestre artificiale avrebbe dovuto avere (non mi sembra il caso di stare qui ad elencarli). Pieno di stupore, con una penna rossa, cerchiò il codice relativo al segnale stampato su un foglio e accanto scrisse "Wow!". Questo segnale, di cui ancora oggi non c'è spiegazione, è noto come Wow! signal.


Il codice è piuttosto semplice. Numeri crescenti da 1 a 9 significano crescente intensità del segnale in termini di rapporto segnale rumore. Dopo il 9, si passa alle lettere. Per cui A vale come 10, B come 11 e così via. La provenienza del segnale non è stata individuata univocamente, ma è comunque situata nella costellazione del Sagittario e la stella visibile più vicina è Tau Sagittarii, che si trova a 122 anni luce dalla terra.
Sfortunatamente, niente di simile al segnale Wow!, malgrado le numerose ossevazioni nei minuti, nei mesi e negli anni successivi, è stato mai più misurato provenire da quell'angolo di cielo. Perchè una misura sia scientificamente affidabile deve necessariamente essere ripetibile e in assenza di questa ripetibilità, solo speculazioni possono essere fatte al riguardo. In conclusione, ad oggi, l'origine aliena del segnale non è possibile né provarla né smentirla (malgrado alcune ipotesi alternative sulla sua origine siano state formulate). In ogni caso, si tratta sicuramente della cosa più vicina mai esistita ad un contatto con una civiltà extraterrestre.

29 maggio 2014

Geografia italiana delle elezioni europee

Il Partito Democratico (PD) ha stravinto le elezioni europee di qualche giorno fa. Contro ogni previsione ha raggiunto il 40% dei consensi di chi si è recato a votare e ha doppiato i più vicini inseguitori, ovvero il Movimento 5 Stelle (M5S) e Forza Italia (FI).
Grazie alla mappa elettorale di YouTrend, in questo post, ho deciso di fare una breve e inutile analisi geografica dell'andamento dei vari partiti a queste elezioni.
Il PD ha vinto, cioè ha preso la maggioranza relativa di voti, in tutte e 20 le regioni e in 107 delle 110 province (a Bolzano in testa c'è il Südtiroler Volkspartei, a Sondrio la Lega Nord e a Isernia Forza Italia). Anche analizzando i singoli comuni, l'ondata rossa (colore che rappresenta il PD sulle mappe YouTrend) si è abbattuta su tutta Italia. Il verde è la Lega Nord, il rosa concentrato in Alto Adige è il SVP, l'azzurro è FI e il giallo il M5S.


Vediamo infine le provincie dove ciascuno dei partiti principali (quelli che hanno eletto parlamentari in Europa superando lo sbarramento) è stato più forte e quelle in cui ha fatto peggio.

Iniziamo dal PD (media nazionale 40.8):
(+) Firenze 61.8%   Siena 61%   Prato 57.4%   Arezzo 57.3%   Ravenna 56.8%
(-) Bolzano 15.7%   Isernia 28.8%   Brindisi 30.1%   Latina 30.7 %   Catania 31.1%
Chiaramente molto forte, al limite delle percentuali bulgare, nelle regioni rosse. Soprattutto in Toscana e a Firenze trascinato dall'effetto Renzi. Più debole al sud. Isernia a quanto pare è un feudo berlusconiano non so per quale motivo. A Bolzano cannibalizzato dal SVP come ovvio che sia.

Passiamo al M5S (media nazionale 21.1):
(+) Carbonia 33.7%   Cagliari 33.5%   Pescara 32%   Siracusa 31%   Teramo 30.7%
(-) Bolzano 8.8%   Sondrio 11.2%   Bergamo 13.3%   Firenze 13.3%   Lecco 14.4%
Il M5S ha conteso il primato al PD solamente nelle isole e nella fascia medio-adriatica. Molto debole in Toscana e nel profondo nord.

Forza Italia (media nazionale 16.8):
(+) Isernia 34.1%   Caserta 28.4%   Benevento 27.5%  Latina 25.9%   Lecce 25.5%
(-) Bolzano 4.7%   Firenze 9.1%   Siena 9.7%   Reggio Emilia 9.9%   Trento 10.1%
FI è diventata una forza prevalentemente meridionale. Con il mistero Isernia. Non supera il 20 in nessuna provincia del centro-nord. Crolla a ridosso del 10 o sotto nelle zone alpine e nelle regioni rosse.
 
Quarta forza è stata la Lega Nord (media nazionale 6.1):
(+) Sondrio 33.9%   Bergamo 20.5%   Verona 19.6%  Brescia 18.7%   Treviso 18.1%
(-) Barletta 0.4%   Vibo Valentia 0.5%   Bari 0.5%   Caserta 0.5%   Lecce 0.5%
Nessuna sorpresa dalla Lega. Roccaforte Sondrio. Da notare solo che in Puglia va peggio che nelle altre regioni del sud.

Poi il Nuovo CentroDestra (media nazionale 4.4):
(+) Agrigento 15.5%   Reggio Calabria 14%   Vibo V. 13.2%   Messina 12.4%   Brindisi 11.1%
(-) Bolzano 0.9%   Medio Campidano 1.5%  Olbia 1.8%   Livorno 1.8%   Massa 1.9%
Alfano fa cassa nella sua Agrigento e a Reggio, feudo di Scopelliti. Comunque voti presi al sud. Male soprattutto in Sardegna e Toscana.

Altra Europa con Tsipras (media nazionale 4):
(+) Bolzano 9.9%   Aosta 7.7%   Firenze 6.5%   Bologna 6%   Livorno 6%
(-) Sondrio 2.3%   Vicenza 2.4%  Trapani 2.4%   Treviso 2.4%   Verona 2.5%
Macchia di leopardo per il partito alla sinistra del PD con valori che sembrano più elevati nelle grandi città. Debole in Veneto

19 maggio 2014

Il giardino dell'iris

A Firenze, proprio sotto Piazzale Michelangelo, c'è un giardino che resta aperto solamente un mese all'anno a cavallo tra Aprile e Maggio. Come si capisce del titolo, si tratta del giardino dell'iris.
Invidiabilmente piazzato sotto il balcone orientale del piazzale più famoso di Firenze, il giardino appartiene alla società italiana dell'iris che ha come scopo principale proprio la gestione del giardino stesso fin dalla sua creazione nel 1957.
Il giardino ospita ogni anno il concorso internazionale "Premio Firenze" che mette in palio un Fiorino d'Oro al miglior iris. Inoltre, il Comune di Firenze assegna un ulteriore premio all'iris il cui colore si avvicina maggiormente al rosso rappresentato sul gonfalone della città. Iris di ogni varietà e provenienti da ogni parte del mondo sono mandati a Firenze per essere coltivati con tre anni d'anticipo sulla partecipazione al concorso.
Io ci sono stato per la prima volta in vita mia una decina di giorni fa. Per un sacco di tempo ho ignorato la sua esistenza e poi il lavoro mi ha tenuto lontano da Firenze in questa stagione per un bel po' di anni. Il giardino ha il non trascurabile vantaggio di essere posizionato in un luogo magnifico e questo è un gran valore aggiunto. Gli iris non mi hanno entusiasmato, invece. Sarà che erano mezzi rinsecchiti o che sono distribuiti su una superficie troppo ampia e dispersiva. Forse più semplicemente è il tipo di fiore che non mi dice molto. In ogni caso, se uno si trova a Firenze in questo periodo, una visita dopo aver gustato il panorama dal piazzale, fa bene a farla. Ma non penso valga la pena di venire apposta per questo giardino.
L'ingresso è gratuito, ma per quest'anno resta soltanto un giorno per visitarlo. Infatti chiude i battenti domani e riaprirà solamente l'anno prossimo a fine Aprile.

15 maggio 2014

L'albero di acacia

Ovvero l'omino anglofono che sceglie le copertine dei libri di scrittori africani o di altri scrittori che scrviono di temi africani è monomaniaco.

Via http://africasacountry.com

8 maggio 2014

Streisand Effect

Visto che nel post precedente ho accennato allo Streisand Effect per quanto riguarda il tentativo di censura di alcuni libri, mi sembra giusto dedicare un post per spiegare questo termine.
Lo Streisant effect è quel fenomeno per cui il tentativo di nascondere o censurare un'informazione provoca l'effetto contrario di una incontrollata sovraesposizione mediatica (spesso grazie alla diffusione virale su internet).
Il nome deriva proprio dalla famosa Barbara Streisand. Nel 2003 un fotografo fece numerosi scatti aerei (da un elicottero) della costa californiana per documentare anno dopo anno l'erosione in atto. Una delle dodicimila fotografie, la 3850, riprendeva, tra le altre cose, la immensa villa della Streisand.


Appena la foto fu messa online, gli avvocati della cantante intimarono il fotografo di rimuoverla perchè violava la privacy della loro assistita, oltre ad essere una minaccia per la sicurezza della stessa. In seguito al rifiuto, intentarono una causa per 50 milioni di dollari.
Prima della causa, l'immagine 3850 era stata visualizzata solo 6 volte (almeno due delle quali dagli avvocati della Streisand). Il mese successivo, in seguito alla pubblicità derivante dalla causa, le visite furno centinaia di migliaia. Gli avvocati, oltre ad aver perso la causa, hanno ottenuto l'effetto opposto a ciò che avrebbero voluto (e spero che abbiano anche perso il lavoro perchè hanno svolto nel peggiore dei modi gli interessi della loro assistita).
Il termine è stato coniato dal fondatore del blog Techdirt Mike Masnik in un post del Gennaio 2005 che riguardava il tentativo di alcune aziende di far rimuovere il loro nome dal sito Urinal.net che mostra foto di cessi (?!):
Quanto tempo ci vorrà prima che gli avvocati capiscano che il solo atto di cercare di reprimere qualcosa che è online e che non è di loro gradimento è probabile che faccia in modo che cià che la maggior parte della gente non vedrebbe mai e poi mai sia visto da un sacco di persone? Chiamiamolo Streisand Effect.

5 maggio 2014

Karma police arrest this kid, he reads a book

The Absolutely True Diary of a Part-Time Indian è un libro per adolescenti del 2007 dello scrittore nativo-americano Sherman Alexie edito in Italia da Rizzoli con il titolo Diario assolutamente sincero di un indiano part-time. Non so quanto successo abbia avuto in Italia. Poco probabilmente. Invece negli USA, a quanto pare, è stato un caso letterario che si è portato dietro strascichi di censura per il linguaggio ed i temi trattati. Soprattutto in seguito alle rimostranze dei genitori, il libro è stato bandito da una manciata di scuole a cavallo tra il 2010 e il 2011.
Ma la vicenda più assurda ed incredibile è accaduta il mese scorso in Idaho. I genitori hanno fatto in modo che venisse rimosso dalle liste di lettura di alcuni licei. Un quotidiano locale, Idaho Statesman, riporta dichiarazioni di genitori che dicono che il libro mette i ragazzi davanti a parole oscene che "non vengono pronunciate in casa nostra"e che contiene riferimenti alla masturbazione e altre oscenità varie, oltre ad essere definito anti-cristiano.
I ragazzi, come risposta, hanno organizzato una petizione per reinserire il libro. Questo ha fatto nascere una campagna su un sito di crowdfounding per finanziare l'acquisto del libro per i 350 ragazzi che avevano firmato la petizione. L'editore del libro, la Hachette Book Group, ha rilanciato mandando altri 350 esemplari da distribuire gratuitamente. In occasione della World Book Night, un evento nazionale di giveaway di libri, e in "combutta" con un negozio di libri locale, alcuni ragazzi hanno organizzato la distribuzione di questi libri in un parco cittadino. I libri sono andati "a ruba", ma proprio a questo punto è successo l'incredibile. Un genitore ha chiamato la polizia: "Stanno distribuendo libri a degli adolescenti che li prendono senza il permesso dei genitori". Gli stessi poliziotti sono rimasti perplessi dalla richiesta di intervento, tanto che non hanno ritenuto sospetta la suddetta attività. Sul profilo instagram della libreria ci sono delle foto dell'evento, compresa quella con i poliziotti: http://instagram.com/rediscoveredbooks.
Io, ovviamente, del libro non so nulla. Non so se sia una schifezza letteraria o un piccolo capolavoro. L'unica cosa che so è che la vicenda è allucinante. Un genitore che chiama la polizia per via di ragazzi che distribuiscono libri ad un book giveaway. Se non bastasse la censura imposta nei confronti delle scuole. Per fortuna non basta l'ottusa volontà di qualche genitore retrogrado ad impedire la circolazione dei libri. Anzi, probabilmente hanno ottenuto l'effetto contrario (si chiama Streisand effect, ma per spiegarlo ci vuole un altro post). Ora più ragazzi lo leggeranno o avranno voglia di leggerlo. Il gusto del proibito funziona anche con i libri?

Una vicenda diversa ma non troppo è accaduta anche in Italia qualche giorno fa. Due professori vengono denunciati per corruzione di minore per aver fatto leggere in classe il libro Sei come sei di Melania Mazzucco che tratta, a quanto pare perchè non ho letto neanche questo, una storia di amore omosessuale. Due associazioni anti-abortiste Giuristi per la Vita e Pro Vita Onlus sostengono che c'è una istigazione a “vivere la sessualità in una prospettiva esclusivamente omosessuale”, per questo la denuncia. Terrificanti le dichiarazioni al riguardo di gruppi di estrema destra, come Lotta Studentesca, (Maschi selvatici, non checche isteriche) e del Moige (non divulgare a scuola materiale porno). Ho seguito un po' la vicenda nei giorni successivi e, in questo caso, posso dire con certezza che la vicenda ha fatto impennare le vendite del libro. Alla faccia di chi vuole impedire di far leggere libri ai ragazzi.

27 aprile 2014

Cervo che esce di foresta

Ciao Vujadin, hai disorientato ancora una volta sia gli avversari che quelli con te.


24 aprile 2014

Ultima settimana a Parigi

Dopo pressappoco 18 mesi, l'avventura parigina volge al termine. Sono di nuovo al tempo di scatoloni e valige da riempire, abbonamenti da rescindere, burocrazia da sbrigare, gente da salutare (ben poca questa volta) et cetera. Ormai inizio a farci abitudine a traslochi fisici e metafisici di questo tipo. A questo giro, il lavoro certo non mi mancherà. Da quel punto di vista non è stata un'avventura particolarmente gratificante. E questo è il motivo principale per cui, nonostante l'offerta di rinnovo del contratto, ho deciso di andarmene. D'altro canto, Parigi è sempre Parigi e viverci per un anno e mezzo è stata un'esperienza molto interessante. Per quanto poco nostalgico possa essere, è probabile che le passeggiate lungo la Senna o per i Boulevards mi mancheranno più di quanto mi sono mancate le viuzze pedonali anonime della cittadina universitatia belga dove ho vissuto i precedenti quattro anni e mezzo.


12 aprile 2014

31 marzo 2014

Parigi in miniatura

30 marzo 2014

La desolante situazione della lettura di libri in Italia

Il titolo è autoesplicativo. I dati ISTAT dicono che in Italia la maggior parte delle persone non legge libri neanche sotto minaccia di tortura. Alcuni dati:
  • solo il 43% di chi ha più di 6 anni ha letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi
  • la fascia di età in cui la percentuale di chi ha letto almeno un libro è più alta è quella che va dagli 11 ai 14 anni
  • i lettori forti, coloro che leggono in media almeno un libro al mese, sono soprattutto over 50
  • solo il 5% di coloro che hanno tra i 25 e i 35 anni è un lettore forte
  • come se non bastasse, il trend dei lettori è in ribasso rispetto all'anno precedente.
C'è chi vuole spiegare questo ultimo fattore con la crisi ma in Spagna, che certo non se la passa meglio, c'è l'andamento opposto: un aumento di lettori. Anche se i dati si riferiscono all'anno precedente. In questo paese, il 59% della popolazione con più di 14 anni ha letto almeno un libro. Percentuale che sale al 65% tra i 25 e i 35 anni (in Italia è intorno al 47% per la stessa fascia d'età). Certo non si può dire che il livello qualitativo sia molto alto visto che Moccia è il settimo autore più letto nel paese iberico.
In Francia la situazione è ancora più rosea per la letteratura. Il 69% delle persone con più di 15 anni ha letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi. Anche i lettori forti sono molto più numerosi. Il 18% ha letto almeno 20 libri. Numeri leggermente inferiori per gli USA, ma sempre ben al di sopra di quelli italiani. Il 59% ha letto almeno un libro e il 18% almeno 11 libri. I dati riguardo a Germania e Inghilterra non sono relativi a studi ben definiti, ma nel primo caso il 79% ha letto almeno un libro, mentre nel secondo solo il 18% non legge affatto. Le percentuali schizzano ancora più in alto, immagino, nei paesi del Nord Europa.
Inoltre ho trovato questo interessante report della Commissione Europea sul livello di pratica culturale (libri, musei, concerti, cinema, visite a monumenti, teatro, eccetera). Drammaticamente in basso l'Italia. Una tra le ultime aggregando i livelli "medio" e "basso" (ovvero arancione e rosso). Cipro, Grecia, Portogallo, Ungheria e Romania ci sono dietro. A distanza siderale dalla Svezia che ha livelli altissimi di partecipazione culturale.
Immagino che i dati si commentino da soli...


Fonti:
La produzione e la lettura di libri in Italia, ISTAT
Hábitos de lectura y compra de libros en España, Federación de gremios de editores
Observatoire de l'économie du livre, Ministère de la culture et de la communication
YouGov/Huffington Post survey on reading
Cultural access and participation report, European Commission

23 marzo 2014

L'arcipelago delle Sept-Îles

Il grosso battello che porta a fare il giro del piccolo arcipelago delle Sept-Îles, pochi km a largo della costa di granito rosa in Bretagna, si avvicina lentamente alla Île Rouzic, la prima delle isolette. Una parte è completamente bianca e, da lontano, io ed Eva ci chiediamo se sia per via di una roccia calcarea o di cos'altro.


L'altoparlante che gracchia in francese la voce della guida probabilmente lo sta spiegando che non è così, che non è roccia, ma noi non capiamo. E in fondo ci si poteva arrivare, visto che les Sept-Îles (che poi sono cinque e non sette) formano una delle più importanti riserve naturali ornitologiche in Europa. E l'Île Rouzic è l'unico punto di nidificazione europeo della sula bassana, uccello bianco con il capo giallo e i piedi neri. Quando il battello si avvicina alle scogliere dell'isola lo spettacolo è impressionante. Migliaia di questi uccelli ricoprono completamente una metà dell'isola e altri volteggiano in aria. Più di ventimila coppie di sule abitano l'isola da gennaio a settembre.


Lo spettacolo compensa la difficile convivenza con tutti gli altri turisti di mezzo mondo sul battello che si agitano, sgomitano per prendere posto, usano le loro reflex come cannoni. La crociera di due ore e mezzo intorno all'arcipelago è infatti una delle attrazioni più frequentate della Bretagna. Nei periodi di punta (luglio e inizio agosto), come quello in cui c'eravamo noi, conviene prenotare il giorno precedente il biglietto (19€ a persona) per poter scegliere l'orario o, addirittura, non rischiare di rimanere a terra. Le prenotazioni si possono fare su internet, ma anche in un qualsiasi ufficio di informazioni turistiche della zona.
La fauna ornitologica non si limita alla moltitudine di sule. Ovviamente ci sono gli onnipresenti gabbiani e, in cima ad alcuni scogli, abbiamo visto dei cormorani neri. In altre stagioni dell'anno, fino ad inizio luglio per la precisione, le specie sono più numerose. Ma se la fortuna assiste, come è successo a noi, è possibile vedere anche una foca grigia, che si mimetizza mirabilmente adagiata su uno scoglio di rocce appuntite.


Lo sbarco è vietato su tutte le isole dell'arcipelago, che sono a totale appannaggio degli uccelli, tranne una, l'Île aux Moines, dove il battello ci fa scendere per una visita di una mezzoretta. Si chiama così perchè a partire dal XV secolo ha ospitato un convento di cui adesso sono rimaste solo le rovine.


16 marzo 2014

All'omino che traduce i titoli dei film in italiano non piacciono i mirtilli


My Blueberry Nights è un film del 2007 del regista cinese Wong Kar-Wai e rappresenta il suo debutto hollywoodiano (o americano almeno). Il titolo si traduce in italiano in Le Mie Notti Mirtillo. Per quanto male possa suonare ad alcuni, ha un senso legato alla storia del film e almeno non è la banalità sconfortante del titolo italiano Un Bacio Romantico. La scelta migliore sarebbe probabilmente stata quella di lasciare il titolo originale.

9 marzo 2014

Quattro stagioni nella casetta parigina

    inverno                          primavera                         estate                             autunno

Come si può notare non sono esattamente un drago dell'editing delle immagini. Anche i mezzi a diposizione non sono eccezionali. L'ho fatto con Paint.