26 ottobre 2010

Essere gay è come non pagare le tasse

In effetti devo dargli ragione. In entrambi i casi lo metti nel culo al prossimo. Però c'è una differenza sostanziale. Nel caso delle tasse il prossimo non è consenziente.



(In realtà la cosa più grave nel virgolettato di Buttiglione è un'altra. Vince chi la nota.)

19 ottobre 2010

America

Troppa libertà. Bisogna che glielo dica al dottore.
Non ho mai visto qualcosa che sgretola l'individuo come quella libertà lì. Nemmeno una malattia ti mangia così bene dal di dentro. 
Te la mettono lì, la libertà è alla portata di tutti, come la chitarra. Ognuno suona come vuole e tutti suonano come vuole la libertà.

18 ottobre 2010

Nato a Tolosa

 

Dall'accento non si direbbe, che i francesi quando parlano inglese li sgami in due secondi netti. Eppure sembra convinto.

E mi sa che con questo siamo proprio alla frutta. Che brutta fine ha fatto questo blog.

11 ottobre 2010

Clarisse McClellan

- E sapete cosa ho scoperto?
- Che cosa?
- Che la gente non dice nulla.
- Oh, parlerà pure di qualche cosa, la gente!
- No, vi assicuro. Parla di una gran quantità di automobili, parla di vestiti e di piscine e dice che sono una meraviglia! Ma non fanno tutti che dire le stesse cose e nessuno dice qualcosa di diverso dagli altri.

10 ottobre 2010

Buio

La quarta guerra mondiale è finita ormai da un paio di anni. Dopo la fredda e asettica terza guerra mondiale, combattuta a distanza, in un braccio di ferro tecnologico ed economico tra le più grandi potenze mondiali, la quarta è stata un ritorno ai vecchi standard. Una guerra di trincea combattuta tra poveri, con milioni e milioni di morti. La prima guerra dopo la fine del petrolio. Combattuta lontano dalla nostra vecchia Europa, è stata il colpo di grazia per un mondo già sull'orlo del declino. Un disperato e folle canto del cigno delle nazioni che basavano la loro ricchezza sull'oro nero. Un enorme spreco di vite umane e di risorse, che già scarseggiavano prima dell'inizio della guerra.
Il nucleare e le energie alternative si sono rivelati da subito insufficienti per contrastare la fine del petrolio. La corsa verso il progresso si è arrestata contro un muro e l'uomo sembra destinato ad un precipizio che lo porta verso un nuovo medioevo. L'elettricità, da bene alla portata di tutti, è diventata un enorme lusso. Enormi cimiteri di ruggine ed elettrodomestici circondano le periferie di ogni città. La ricchezza si misura in candele e cerini. Le pile sono molto rare e molto preziose.
Noi due siamo fortunati perchè ne abbiamo una scorta. Lo siamo ancora di più perchè possediamo un vecchio mangianastri a pile che apparteneva a tuo nonno e che, malgrado sia stato decine di anni a prendere la polvere (il mangianastri non il nonno), funziona ancora. E allora, quando cala il sole e la disperazione attanaglia tutte le città che un tempo erano considerate industrializzate, noi mettiamo in questo apparecchio del secolo scorso delle cassette con musica del secolo scorso. E questa musica ci infonde speranza e voglia di vivere. E questo mondo ci sembra un posto un po' migliore anche se stiamo semplicemente ballando nel buio.

4 ottobre 2010

Caccia alle streghe



Matthew Hopkins, nel diciassettesimo secolo, aveva un metodo infallibile per identificare le streghe. Le donne che erano sospettate di stregoneria venivano legate e gettate nell'acqua. Se galleggiavano era perchè Satana era venuto in loro aiuto e quindi andavano giustiziate. Mentre se annegavano voleva dire che erano innocenti.

3 ottobre 2010

Déjà vu

Déjà vu è la sensazione di aver già vissuto una situazione o un avvenimento, ma senza riuscire ad attribuirgli una precisa collocazione. E' accompagnato da un senso di familiarità, ma allo stesso tempo di straniamento e disagio. La spiegazione più accreditata di questo fenomeno è che si tratti di un'anomalia della memoria, cioè che la sensazione di familiarità sia falsa.

A me ogni tanto capita. Non saprei dire di preciso con che frequenza, nè se questa frequenza sia elevata o meno (sembra che il 60% delle persone abbiano avuto almeno un déjà vu nella vita).
Qualche giorno fa ne ho avuto uno mentre guardavo la pagina di wikipedia dell'integrale della funzione gaussiana (si astenga dal cliccare sul link chi si impressiona facilmente alla vista di formule matematiche apparentemente complesse). Alla stranezza del déjà vu in sè si è aggiunta la stranezza del fattore che l'ha scatenato. C'è da dire che questo che mi è successo avvalora la tesi dell'errore della memoria, perchè quando (se mai è successo) avevo incontrato precedentemente l'integrale della gaussiana magari wikipedia esisteva, ma io non sapevo della sua esistenza. E comunque no, non ero nella nella pagina dell'integrale della gaussiana per hobby, ma stavo preparando gli esercizi per gli studenti del corso di Wireless Communications.

Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi. 
Ho visto l'integrale della funzione gaussiana ed ho avuto la sensazione di averlo già visto.

1 ottobre 2010

Pac Man