27 giugno 2012

E partiva l'emigrante

E partiva l'emigrante e portava le provviste,
due o tre pacchi di riviste.



In queste condizioni ho fatto il viaggio di ritorno dal Belgio. Macchina stipata all'inverosimile. L'unico spazio libero: quello del guidatore.
Fra l'altro facendo la foto sono venuto riflesso nella carrozzeria.

26 giugno 2012

PIGS


PIGS. Ma non questi in foto. E neanche la canzone dei Pink Floyd. PIGS: Portogallo, Italia, Grecia e Spagna. Se la Grecia avesse battuto la Germania (che fra l'altro inizia per G come la Grecia) i quattro paesi PIGS sarebbero tutti in semifinale del campionato europeo di calcio. In barba allo spread e alla crisi. D'altra parte chissà come godrebbe la Merkel se la sua Germania facesse fuori tutti e quattro i PIGS (già ha battuto il Portogallo nel girone eliminatorio).

25 giugno 2012

Belgio addio

La vecchia (quasi undici anni ormai) Opel Corsa è stipata all'inverosimile. Valigie, borse, sacchetti, zaini, buste, scatole di cartone e altro materiale sparso. Quasi cinque anni di vita in una macchina e altri lasciati alle spalle. Davanti a me quasi milleduecento kilometri di strada. Dall'autunno di fine Giugno belga all'estate torrida fiorentina. Ma pronto a ripartire.
Louvain la Neuve, piccola cittadina universitaria dove ho vissuto tutti questi anni, non penso mi mancherà. Dopo un po' inizia a starti stretta. E alla fine contavo i mesi e i giorni che mi mancavano per partire.
Adesso posso dirlo: sono libero.



Almeno fino a Settembre.

22 giugno 2012

La scatola di cartone

Come da migliore tradizione hollywoodiana, stasera me ne sono andato dal lavoro con la scatola di cartone contenente (quasi) tutte le mie cose. Ultimo giorno di lavoro, dopo quasi cinque anni dal lontano Settembre 2007, un dottorato, colleghi da ogni continente e da quasi ogni paese del mondo, trovati, arrivati, partiti. Viaggi (gentilmente offerti dall'università per presentare il mio lavoro) in mezza Europa e anche una volta in Canada.
Adesso vacanza. Poi a Settembre si ricomincia. Altrove.
Non mi sono commosso salutando tutti, perchè ho un cuore di ghiaccio. Per adesso non sento la nostalgia. Vediamo se mi prenderà prossimamente. Probabilmente no. Non ne avrò tempo. E alla fine sono contento di andarmente. Questo paesino universitario era un po' di tempo che mi stava troppo stretto.

ps.
Ecco la scatola


18 giugno 2012

L'oscura anima dell'omino che traduce i titoli in italiano

L'omino che traduce i titoli dei film in italiano è il nemico. Chi segue questo blog da un po' di tempo, questo lo sa. A volte l'omino che traduce i titoli dei film in italiano traduce anche i titoli dei libri.
Douglas Adams è, anzi era, uno scrittore inglese di pseudo-fantascienza ironica famoso per aver scritto la trilogia in cinque volumi de "La guida galattica per autostoppisti". Oltre a questi, ha scritto anche due libri il cui protagonista è l'investigatore olistico Dirk Gently. Il secondo di questi due libri s'intitola: The long dark tea-time of the soul. La semplice traduzione sarebbe: La luna oscura ora del tè dell'anima. Ma l'omino ha guardato bene di cambiare ora del té con pausa caffè. Pensava forse che il concetto di ora del tè fosse troppo complicato da comprendere per il lettore italiano? Shame on him.



12 giugno 2012

Espulsi

Cassano, secondo il corriere.it, dichiara
«Froci in squadra? Speriamo di non averli. Sono problemi loro, se la vedessero loro.»

Io lo caccerei a pedate dagli Europei. E insieme a lui la squadra russa, visto che i tifosi si comportano in questo modo:

9 giugno 2012

Shakespeare and company a Parigi

Shakespeare & co. è una libreria\biblioteca situata sulla Rive Gauche della Senna in rue de la Bûcherie. Come dirimpettaia ha la cattedrale di Notre-Dame, tanto per capirsi. C'ho fatto un salto in un'oretta di buco dopo un colloquio di lavoro a Parigi e prima del treno che mi riportasse in Belgio.


Come potrebbe suggerire il nome, la libreria è orientata verso libri in lingua inglese ed è stata fondata nel 1951 dall'americano George Whitman (in nessun modo imparentato con il connazionale Walt, a quanto ne so). Il nome è un omaggio ad un'altra libreria parigina che portava lo stesso nome, luogo di ritrovo di artisti del calibro di Hemingway e Joyce nella prima metà del secolo scorso e chiusa durante l'occupazione nazista di Parigi nel 1940.
L'atmosfera dell'odierna Shakespeare and company è ancora tipicamente bohémienne con i libri che riempiono ogni centimetro quadrato delle anguste salette della libreria, i grandi lampadari, i divani, le seggiole ed i letti della biblioteca al piano superiore, le scale scricchiolanti, gli ampi specchi. Negli orari di chiusura, offre anche rifugio ed alloggio a scrittori ed artisti (squattrinati) che ricambiano l'ospitalità aiutando come possono la libreria. Ma le parole, soprattutto le mie, non sono capaci di descrivere l'atmosfera.


Se passate da Parigi, andateci. Tuttavia, sconsiglio vivamente l'ingresso a chi soffrisse di una eventuale fobia legata ai libri, ma probabilmente anche ai feticisti più viscerali della parola scritta e stampata perchè correrebbero il rischio di non uscirne più. 
Nel locale attiguo alla libreria, c'è una sezione Antiquarian Books della Shakespeare & co. con libri rari e prime edizioni.

Qui il link ad un'intervista a Sylvia Whitman, figlia di George, ed attuale gestrice della libreria.
Qui il link al documentario, intitolato Portrait of a Bookstore as an Old Man (chiaro riferimento a Joyce), dedicato alla figura di George Whitman.

7 giugno 2012

Parigi val bene una messa?


E per messa intendo affitti allucinanti.

1 giugno 2012

Dr. Stealthisnick


I sottotitoli in francese non sono voluti ma ho trovato solo questo.