27 giugno 2010

(500) giorni del nemico


L'esportazione della lotta contro il nemico negli altri blog è fallita miseramente. Il nemico avrà vinto quella battaglia, ma la guerra non è finita. La guerra va avanti. A costo di combatterla da solo.
La nuova battaglia si combatte su una commedia romantica-ma-anche-no. Il titolo inglese è (500) Days of Summer. Summer è il nome della protagonista femminile nella versione originale. Già. Nella versione originale. Perchè questa volta l'omino che traduce i titoli dei film in italiano non si è limitato a storpiare il titolo. Ha messo le sue sporche mani anche nei nomi dei personaggi. Evidentemente per dare forza al suo impulso di dover cambiare il titolo, stravolgendolo. Così Summer diventa Sole nella versione italiana. E un personaggio minore, ma importante, da Autumn diventa Luna, perchè una volta che inizi a cambiare una cosa in un insieme strutturato poi i cambiamenti si ripercuotono a valanga.
E per quale motivo? Il solito. Far sembrare il film quello che non è. Ancora una volta basta osservare i poster o, in questo caso, anche le tagline della versione originale e di quella italiana.
This is not a love story. This is a story about love.
A volte innamorarsi è lo sbaglio migliore che si possa fare.
Suppongo che non sia necessario dire che quella italiana non ha nulla a che vedere con il film.

21 giugno 2010

Insuperabile

Mi guardano in cagnesco quei pescecani della commissione di gara. E confabulano tra di loro. Non vedo l'ora che cominci questo processo. Sono colpevole. Questo è evidente. Ma quello che mi corrode il fegato è non sapere ancora che punizione mi daranno. Che mi squalifichino da questa gara è ovvio, ma potrò continuare il campionato? O addirittura: potrò continuare a gareggiare? Tutto questo rischia di rovinarmi la carriera, se non la vita. Perchè con queste corse ci mantengo la famiglia. Non penso di saper fare altro nella vita. Non ho mai fatto altro. E' scritto nel mio dna ed in quello della mia famiglia. E' scritto nel dna della mia specie. Sono un pesce pilota, cos'altro potrei mai fare?
Di gare ne ho sempre vinte molte fin dagli esordi. Con l'esperienza acquisita negli anni, sono arrivato al punto di giocarmi il titolo tutti gli anni. Gli avversari erano sempre stati gli stessi. Una torpedine, un salmone e un  paio di pesci siluro. Sono campione in carica. La stagione scorsa è stata quella della mia consacrazione. Uno stato di grazia mi ha accompagnato in tutte le gare, tanto da meritarmi la copertina del numero di SportFish di fine anno. Un onore che non era mai capitato prima ad un pesce pilota.
Quest'anno partivo con i favori del pronostico. Ero consapevole che la lotta sarebbe stata dura, ma ero convinto delle mie capacità. Ma qualcosa ha sconvolto il campionato. O meglio qualcuno. Un nuovo partecipante. Da esordiente ha vinto tutte le gare che si sono corse fino ad adesso. Un tonno. Insuperabile. La corsa è diventata una corsa per il secondo posto. La frustrazione si è impadronita di me. Poi la rabbia. Mi sono sentito derubato di qualcosa che mi spettava di diritto. Le vittorie. Il successo. La gloria.
Di voci sul tonno ne sono girate molte da subito. Malignità e prese in giro. Una delle più  recenti riguardava un suo presunto punto debole. La frustrazione mi ha fatto scattare la scintilla. E' stato un sabotaggio. Me ne vergogno, ma non posso tornare indietro. Si diceva che il tonno insuperabile si tagliasse con un grissino. Alla prima curva gliene ho tirato uno addosso. L'ho colpito ed è finito fuori strada.

20 giugno 2010

18 giugno 2010

Illusionismo

Ovvero l'arte di crearsi delle illusioni. Fingere di dimenticare di essere artefice e creatore di quelle illusioni. Credere a quelle illusioni. Vivere per quelle illusioni.
Sbattere contro la realtà. Rimanere puntualmente deluso. Soffrirne.
Non crearsi degli anticorpi. Invece appigliarsi a qualche scampolo di illusione come ad un ramo sporgente quando si è trascinati a valle dalla piena di un torrente. Sperare intensamente che da quello scampolo possa nascere una nuova illusione per poter di nuovo fingere di dimenticarsi che sia un'illusione, per crederci, per vivere in sua funzione e per rimanerne deluso come in un eterno ritorno dell'uguale.
Illusionismo, ovvero essere il mago che esce fuori dal cilindro di un coniglio bianco.


12 giugno 2010

Via d'estinzione: reprise

I panda sono in via d'estinzione.
Secondo me è perchè sono un po' troppo aggressivi alla guida.

Eccone la prova.

World Cup 2010

10 giugno 2010

Il concerto

Ed io m'immagino di essere ad un concerto. Il più bel concerto che sia mai stato suonato e cantato. Tutto si muove intorno a noi. Tutto tranne il mio sguardo che è fisso su di te. Sui tuoi occhi. Sulle espressioni del tuo volto. Tutto in te esprime l'estasi del momento. Ed allora il gruppo sul palco, la folla ed il resto si riduce a rumore di fondo. Perchè la musica che sento io scaturisce da te. Il concerto sei te.


8 giugno 2010

Via d'estinzione

Ho fermato un taxi. Era un Panda. 
Gli ho chiesto di portarmi in via dell'Estinzione al numero 4.
Non l'ha presa bene a giudicare da come mi ha guardato.
Mi chiedo come mai.


6 giugno 2010

Florencia

Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi. 
Ho visto una ragazza argentina che vive in Messico e che fa l'erasmus in Danimarca cercare di prendere un volo per Praga per andare in Svizzera.

Io ero alla ricerca di corone danesi in un aeroporto deserto con l'unico bancomat fuoriuso. Lei non era riuscita a partire perchè le avevano annullato la prenotazione perchè la carta di credito risultava rubata. Carta di credito che aveva nel portafoglio.

5 giugno 2010

The old man and the taxi

Ho un volo che deve partire alle sette di mattina. Una nebbiosa mattina di inizio Giugno. La partenza alle sette di mattina implica essere all'aeroporto almeno alle sei. A quell'ora non c'è nessun treno che mi possa portare a Bruxelles. Quindi devo prendere un taxi. Appuntamento alle cinque e venti. E tutto questo per andare in un posto in cui non sono stato costretto ad andare, malgrado le abbia provate tutte per evitarlo.
Non mi è capitato spesso di prendere taxi nella mia vita, ma se dovessi scommeterci punterei sul fatto che non è normale che siano guidati da ultraottantenni. Almeno non da ultraottantenni vestiti come Wally di Dov'è Wally?
La prima cosa che noto entrando nel taxi è il pungente odore di sudore. La seconda è che il tassista tenta di partire con il freno a mano tirato. Il viaggio è sufficientemente tranquillo, ma la mia attenzione continua ad essere attratta dal guidatore. Non so se siano più i movimenti estremamente lenti della sua testa o il fatto che tenga la bocca costantemente leggermente aperta o ancora la barba non ancora completamente bianca, ma la mia impressione è che alla guida del taxi ci sia un grosso e vecchio tricheco.

Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi. 
Ho visto un tricheco portarmi in taxi fino all'aeroporto di Bruxelles.

4 giugno 2010

1 giugno 2010

Intervallo pt.4


Something is rotten in the state of Denmark.