24 dicembre 2012

Intervallo pt. 15

Buone feste a tutti.

19 dicembre 2012

In the absence of you

15 dicembre 2012

Sparagli Peter, sparagli ora e dopo un colpo sparagli ancora

Tutti avrete letto, visto o sentito dell'ennesima vicenda americana dove un tizio armato fino ai denti ha sterminato una trentina di esseri umani, in questo caso per la maggior parte bambini.
La colpa non è da dare genericamente alle armi, che sono oggetti inanimati. Da sole rimangono inerti. La colpa non è, come qualcuno sicuramente dirà o avrà detto, dei film violenti, dei videogiochi violenti, della musica violenta. Non si può neanche semplicemente attribuire la colpa al pazzo isolato di turno.
Il problema, secondo me, risiede in una società in cui farsi giustizia da soli è legittimo. Nella mente distorta di colui che ha fatto fuoco, proabilmente, c'era un desiderio di farsi giustizia, non so per cosa, non so perchè. Il problema risiede in una società, in questo caso quella americana, in cui c'è un'arma per ogni uomo, donna e bambino. Il problema risiede in una società dove ci sono gruppi di persone che sono convinti che la soluzione a tragedie come questa sia di dotare gli insegnati di armi in modo da poter minimizzare il numero delle vittime.
Con questo non voglio dire che bisogna togliere un grammo di responsabilità a chi ha effettivamente portato a termine il massacro.

12 dicembre 2012

Berlusconi gli fa una sega a Beppe Grillo

Testuale:
Se c'è qualcuno che reputa che io non sia democratico prende e va fuori dalle palle. Se ne va dal movimento e se ne andrà dal movimento.
Chi è dentro il movimento e fa domande su domande e si pone il problema della democrazia del movimento va fuori dal movimento. Andranno fuori.
Poi li ha cacciati davvero, ma questo è irrilevante.

8 dicembre 2012

Targa commemorativa


3 dicembre 2012

Bisogna saper perdere


Si possono dire un sacco di cose su e contro Renzi. Ma gli va dato atto che, con il suo discorso di ieri sera, ha dato dimostrazione di saper perdere e  di saper prendersi le proprie responsabilità riguardo alla sconfitta.
A pensarci bene non poteva che essere così. Se in decenni di tifo per la Fiorentina impari qualcosa, questo è sicuramente a saper perdere. Mentre  Bersani, in quanto juventino, si è trovato a proprio agio ad avere gli arbitri dalla sua parte.

30 novembre 2012

Salutiamo gli amici del Mossad all'ascolto


Stamattina, dopo aver visitato il blog di un'amica che aveva fatto un post sulla Palestina, le statistiche di blogger mi hanno fatto notare che nel giro di un minuto qualcuno da Israele ha visitato cinquanta pagine di questo blog. Se questo si rivelasse il mio ultimo post, ne saprete il motivo.

29 novembre 2012

Métro 6

Tutti i giorni per andare a lavoro prendo prima la linea 12 e poi la 6. La Métro 6 è la più affascinante di Parigi. Per metà del suo tragitto è soprelevata e in ben due punti attraversa un ponte sulla Senna. Ad Est all'altezza di Bercy e a Ovest sul ponte di Bir-Harkeim, in corrispondenza della Tour Eiffel. Insomma offre dei panorami niente male su Parigi in alcuni dei suoi spezzoni.
La stazione vicino a dove lavoro è Corvisart. Una di quelle soprelevate. Dopo due mesi, quando vado a prendere la metro, mi stupisco ancora quando svolto l'incrocio e nel buio della sera mi vedo passare davanti a mezz'aria i vagoni illuminati.

27 novembre 2012

Spesse volte

Orrore e raccapriccio per questa espressione.
Mi direte: "ma è corretta!"
Lo so. Ma mi si accappona la pelle lo stesso quando la sento.
Mi viene voglia di sperare che l'Accademia della Crusca abbia un esercito armato di libri che viene utilizzato per colpire in testa chi la usa.


Aggiornamento del 28/11 ore 14.30:

Nêz, sul suo blog, se la prende assolutamente con l'espressione assolutamente http://drapeaudelimagination.blogspot.fr


Se qualcun'altro se la vuole prendere con qualche altra espressione sul proprio blog, poi fatemelo sapere che continuo ad aggiornare il post.

26 novembre 2012

Hopper @ Grand Palais, Paris

Questa volta non si tratta di un gruppo rock, ma di un pittore. Sabato pomeriggio sono stato a vedere la mostra di Edward Hopper al Grand Palais.
Al terzo tentativo. Le prime due volte, nelle scorse settimane, sceso alla stazione della metro Concorde, c'era sempre stato qualcosa che mi aveva distratto facendomi abbandonare l'intenzione di chiudermi dentro una mostra. Questo qualcosa possiamo tranquillamente chiamarlo Parigi.
C'è da dire che vivere a Parigi ha i suoi lati positivi, che di occasioni di questo tipo nel paesello sperduto in Belgio dove stavo prima non ce n'erano molte.
Stavolta ero partito con la decisione di non abbandonare il mio proposito, tanto che avevo scaricato sul mio preistorico lettore mp3 (ma che fa tutto quello che deve fare un lettore mp3, cioè leggere gli mp3) l'audioguida. E invece che a Concorde sono sceso alla fermata del Grand Palais anche a costo di fare un superfluo cambio di linea. Almeno ho evitato ulteriori distrazioni.
In questo post non voglio entrare nei dettagli della mostra, ché mi mancano anche le competenze in materia per commentare.
Aggiungo solo che mi è piaciuta. E alcune cose successe prima di entrare:
  • per entrare c'erano almeno quattro file diverse,
  • la mia era di quelli senza biglietto,
  • le altre non so,
  • malgrado non ci fossero molte persone davanti a me, un cartello indicava che il punto dov'ero corrispondeva più o meno ad un'ora di fila,
  • forse perchè la coda era assolutamente immobile,
  • forse perchè dopo un po' mi sono accorto che facevano entrare una dozzina di persone per volta ogni quarto d'ora o giù di lì,
  • il tizio francese in fila dietro a me leggeva Le Monde e c'era un articolo sulle primarie del PD con annessa foto di Renzi,
  • il tizio francese in fila dietro a me, una volta arrivati vicini al traguardo mi dice: "al prossimo turno tocca a noi",
  • indovinate chi è stato il primo a non entrare nel gruppo successivo?
  • no, non il tizio francese in fila dietro di me.

20 novembre 2012

Ancora sugli alloggi a Parigi

Stamattina in metropolitana leggevo Metro (per l'appunto) e mi sono imbattuto su un sondaggio tra i giovani abitanti a parigi sull'alloggio.


Riassumendo per i non francofoni:
  • il 42% non è soddisfatto del proprio alloggio a casa di:
    • affitto troppo alto per il 55%,
    • dimensioni dell'appartamento 45%,
    • condizioni dell'appartamento (umidità e isolazione termica) 44%.
  • il 50% vive in meno di 30m2,
  • il 3% (ma secondo me anche di più) vive in meno di 9m2, malgrado ci sia una legge che la impone come superficie minima da poter affittare come alloggio.
Per chi non lo ricordasse, o fosse arrivato su questo blog da poco, ecco una parte delle mie avventure alla ricerca di un appartamento a Parigi: http://stb-09.blogspot.fr/2012/09/cercare...

19 novembre 2012

La Défense

La Défense è il quartiere degli affari di Parigi. Una piccola e povera Manhattan per dirla à la Marchionne. Il nome è dovuto ad una statua dedicata a La Défense de Paris risalente al 1883 (quello di più antico che c'è nel quartiere) e commemorante la difesa di Parigi (per l'appunto) durante la guerra Franco-Prussiana.


La Defense si trova al termine di quello che è chiamato Axe Historique, cioè quella linea ideale che connette il Louvre, le Tuileries, gli Champs Elysées, l'Arco di Trionfo e il Grande Arche.


La Grande Arche de la Défense è il monumento principale del quartiere e fu costruito nel 1989 nel duecentenario della rivoluzione. Fa da contraltare al dirimpettaio Arco di Trionfo. Quest'ultimo è dedicato alle vittorie militari della Francia, mentre il nuovo agli ideali umanitari.


Dal cubone vuoto del nuovo arco fino al Pont de Neuilly sulla Senna si estende l'Esplanade du General de Gaulle ampia area pedonale costeggiata da numerosi grattacieli. Quelli più alti sono comunque un centinaio di metri più bassi della Torre Eiffel.

17 novembre 2012

14 novembre 2012

Divergenze tra la lingua francese e me

La lingua francese: se la conosci la eviti, se non la conosci ti uccide. Con gli accenti.
Per prima cosa, la lingua francese possede dei suoni che io non sono in grado di riprodurre. E avere dei suoni che uno non è in grado di riprodurre non è molto amichevole da parte di una lingua. Non invoglia ad essere parlata.
Non che il francese scritto mi stia particolarmente simpatico. Diciamo che si fa leggere. Ma scriverlo è molto meno piacevole. Con quell'inutile ostentazione di accenti gravi, acuti, circonflessi e di circostanza. Io faccio il possibile per dimenticarli per strada.
Sorvoliamo, ma non troppo, sull'assurdo sciovinismo linguistico che li porta a sviluppare vistose bolle sulla pelle nel caso siano costretti ad inserire una parola straniera in un discorso in lingua francese. Tanto che s'industriano a trovare ridicoli equivalenti francesi di ogni parola. E se non ci riescono, la pronunciano alla francese storpiandola irrimediabilmente e compromettendone la comprensione.
Caso limite aberrante: i nomi. Sentono il dovere irrefrenabile ed irrinunciabile di pronunciarli alla francese. Indipendentemente dal fatto che sappiano la pronuncia originale o meno. Lo stessa persona è in grado di chiamarmi Francesco se parla con me in inglese e Francescò se parla con me in francese. Per non parlare dei nomi inglesi. L'altro giorno sulla Metro 1 quando la voce automatica ha annunciato la fermata Franklén Rusvél stavo per cadere per terra. Qualche giorno fa, in una riunione col mio capo, c'ho messo diverso tempo a capire che quello che lui chiamava Relé era Rayleigh. Va detto che tutto questo non è colpa dei francesi, poveretti, ma della lingua stessa che li spinge irrevocabilmente verso questi deturpamenti.
Ciliegina sulla torta: i numeri. Settanta, ottanta, novanta. O meglio, sessanta dieci, quattro venti e quattro venti dieci. Non é normale. Per dire novantasette devono snocciolare quattro numeri. Quattro venti dieci sette. Tombola!
La cosa bella è che i francesi prendono in giro i belgi francofoni perchè dicono septante e nonante. Senza rendersi conto che quelli assurdi sono loro. C'è un motivo se contiamo in base dieci. E allora perchè non dicono trois-deux cents per dire seicento, per esempio?

10 novembre 2012

Movimento cinque palle


Ho sentito di questa nuova squadra di calcio. É venuta alla ribalta delle cronache recentemente come risposta agli ultimi scandali di calciopoli, delle scommesse eccetera. In realtà non si dovrebbe chiamarla squadra. Movimento di calciatori. O libera associazione di calciatori. A voler essere precisi, non è neanche opportuno chiamarli calciatori. Più correttamente andrebbero definiti portatori di palla per conto degli spettatori. O attivisti del pallone.
Sia i portatori di palla che i supporters affermano che il team manager svolga solamente la funzione di megafono per il movimento nella Lega Calcio e nei confronti del pubblico calcistico in generale.
La formazione viene fatta attraverso un sondaggio su internet. E gli iscritti al fan club del movimento decidono lo stipendio dei portatori di palla. 
A questi attivisti del pallone è assolutamente proibito partecipare a trasmissioni sportive e rilasciare interviste per decisione insindacabile del team manager, pardon del megafono. Questo sostiene anche che le squadre italiane non dovrebbero giocare le coppe europeee e che i porta pallone non possono rimanere nella squadra, pardon nel movimento, per più di due stagioni.
La gente che tifa per questo movimento è cresciuta esponenzialmente negli ultimi mesi. A me, però, sembra una gran cazzata.

9 novembre 2012

Maisonnette parisienne


7 novembre 2012

Le petit homme qui traduit les titres en français

Il nemico non fa danni irreparabili solo in Italia. Tanto per dire: CSI in Francia si chiama Les Experts.


Non penso ci sia altro da aggiungere.

2 novembre 2012

Civita di Bagnoregio

Questo borgo, situato nell'Alto Lazio, ha una particolarità che lo rende molto probabilmente un esemplare unico al mondo. Per via dell'erosione del territorio circostante si trova ad essere posizionato su un promontorio completamente isolato. L'unico legame con la "terra ferma" è uno stretto e lungo ponte costruito negli anni '60. Malgrado questo cordone ombelicare, il soprannome del borgo è: "la città che muore". In effetti il conto degli abitanti si fermerebbe a 8, a quanto pare. Ma da un punto di vista turistico Civita è tutt'altro che morta. Io ci sono stato quest'estate, nei primi giorni del mio viaggio da Roma a Canterbury.


La valle che circonda Civita, erosa dalle acque e dalle intemperie, ha un aspetto quasi lunare.  Ma il borgo ha tutte le caratteristiche tipiche di quelli del centro Italia tra Umbria, Toscana e Lazio: le casette in pietra, gli stretti viottoli e molta tranquillità. Le torme di turisti non mancano, soprattutto in piena estate quando ci sono stato io, ma almeno non c'è l'ombra di automobili. Quelle vanno lasciate all'altro capo del ponte visto che, anche volendo, non ci passerebbero.


Le origini del borgo risalgono all'epoca etrusca mentre lo spopolamento risale ai secoli diciassettesimo e diciottesimo quando alcuni terremoti conclusero l'opera portata avanti dall'erosione. L'arrivo dei turisti non so a quando risale, ma contemporaneamente sono fioriti bar, ristoranti e perfino un paio di alberghi, b&b o quello che sono. Niente male per un paese che dovrebbe essere morto.


1 novembre 2012

Megafono

Gli attivisti del Movimento 5 Stelle (così vogliono essere chiamati e guai a chi sgarra) non fanno che ripetere ossessivamente il mantra: "Beppe Grillo non è un leader, è un megafono per le nostre istanze".
Non so dalle vostre parti, ma dalle mie i megafoni non dettano regole sulle partecipazioni ai talk show televisivi. La presa di posizione non stupisce visto che il megafono stesso è abituato, molto berlusconianamente, a fare annunci unilaterali. Il confronto è schifoso e fa male alla pelle.

30 ottobre 2012

Amletusconi

Montì, or not Montì, that is the question:
Whether ’tis nobler in the mind to suffer
The slings and arrows of outrageous justice,
Or to take arms against a technocracy,
And, by opposing, end them. To leave, to step aside…
No more, and by a step to say we end
The heartache and the thousand natural shocks
That politics is heir to: ’tis a consummation
Devoutly to be wished. To run, to leave.
To leave, perchance to bunga. 

23 ottobre 2012

Tamburi

Se un uomo non marcia al passo dei suoi compagni, magari è perché ode un tamburo diverso; lasciatelo marciare al suono della musica che sente, non importa né quanto lontana essa sia, né quale ne sia la cadenza.

da Walden di H.D. Thoreau


ps.
Il libro è fondamentalmente palloso. Per la maggior parte del tempo parla di assi di legno, fagioli, laghi, colore dell'acqua dei laghi, pesci di lago, laghi ghiacciati, colore del ghiaccio dei laghi ghiacciati, pesci di lago ghiacciato, eccetera. Ogni tanto però tira fuori qualche perla di saggezza.

21 ottobre 2012

Autunno a Parigi





16 ottobre 2012

Led Zeppelin at the movies



Trova il cinema più vicino a casa tua qui: http://www.ledzeppelin.com/celebrationday/mapv2.html

15 ottobre 2012

All'omino che traduce i titoli dei film in italiano piacciono le sorprese...all'improvviso

L'omino che traduce i titoli dei film in italiano è il nemico. E questo si sa. Adesso sappiamo anche che all'omino che traduce i titoli dei film in italino piacciono le sorprese. Eccone la prova:

Bachelorette è diventato Un matrimonio con sorpresa
Kissing Miranda è diventato Un marito a sorpresa
Housesitter è diventato Moglie a sorpresa
Gaudi afternoon è diventato Una coppia a sorpresa
To love and to die è diventato Figlia a sorpresa 
The campaign è diventato Candidato a sorpresa
Christmas caper è diventato Un Natale a sorpresa
The most wonderful time of the year è diventato Un ospite a sorpresa
 
The time traveler's wife è diventato Un amore all'improvviso
Unexpected love è diventato Un amore all'improvviso
Larry Crowne è diventato L'amore all'improvviso
Life as we know it è diventato Tre all'improvviso
Home for the holidays è diventato Mamma all'improvviso
Raisin Waylon è diventato Genitori all'improvviso
Lady beware è diventato All'improvviso uno sconosciuto
Schemes è diventato All'improvviso una sconosciuta

14 ottobre 2012

La sorgente della Loue

Sempre durante il viaggio da Roma a Canterbury, una volta sconfinato in Francia dalla Svizzera e passato Pontarlier nella regione delle montagne del Giura, ho visitato la source de la Loue.
La particolarità di questa sorgente è che il fiume sgorga da una grotta formatasi in una parete verticale alta un centinaio di metri. La sorgente si trova presso il paesino di Ouhans e si può raggiungere a piedi lungo un sentiero largo e agevole dal parcheggio che si trova facilmente seguendo i cartelli stradali. Questo luogo è stato scoperto per la prima volta in tempi piuttosto recenti (1901) ed in modo fortuito. A quanto pare, in seguito ad un incidente all'azienda di alcoolici Pernod che riversò centinaia di metri cubi di alcool puro e assenzio nelle acque. In pratica hanno scoperto la sorgente seguendo l'odore di alcool.
La Loue prosegue il suo percorso attraverso les Gorges de Nouailles, un canyon boscoso che può essere ammirato dall'alto da un belvedere all'altezza del paesino di Renédale oppure parzialmente percorso in macchina lungo la strada D67.

La sorgente della Loue

10 ottobre 2012

Mercato dell'auto

Sembra che quel gobbaccio di Marchionne non abbia interesse a vendere molte macchine a Firenze. Tanto la FIAT va bene di suo.

6 ottobre 2012

Nuove frontiere della cucina molecolare


Questa è una delle migliori chiavi di ricerca di sempre. Ovviamente non posso lasciare l'ignoto navigatore nell'oblio e quindi ecco la ricetta del ragno in porchetta:
  1. prendete un ragno di discrete dimensioni,
  2. lavatelo, apritelo ed evisceratelo (ammesso che il ragno abbia le viscere),
  3. riempitelo con sale, pepe, aglio, rosmarino e finocchio selvatico,
  4. infilzate il ragno con lo spiedo e legatelo,
  5. mettetelo a cuocere in forno per un paio d'ore.

2 ottobre 2012

Tutto il mondo è paese

Come in Italia le pagine dei giornali sono riempite dalla vicenda della chiusura dello stabilimento Alcoa di Portovesme, in Francia, in testa ai notiziari (subito dopo lo scandalo dei giocatori di pallamano che truccavano le partite), c'è la notizia dell'acciaieria ArcelorMittal che è in procinto di chiudere gli altiforni. E anche qui si parla del governo che è alla ricerca di acquirenti, della crisi del settore, delle centinaia di lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro e delle proteste sindacali.
Insomma: tutto il mondo è paese.

30 settembre 2012

La Cité Universitaire a Parigi

Detta anche CitéU per gli amici o più formalmente Cité Internationale Universitaire de Paris. Si tratta di un quartiere verde nella zona meridionale di Parigi formato da una quarantina di residenze universitarie che ospitano studenti e ricercatori provenienti da ogni angolo del mondo (fino a centocinquanta paesi).
Maison d'Italie
Le residenze sono divise principalmente per nazionalità o per disciplina universitaria, ma non necessariamente gli abitanti di una data residenza devono appartenere al luogo o alla facoltà di riferimento. Io, durante le mie prime due settimane parigine, ho abitato nella Maison d'Italie. Durante il primo week-end, tra una visita di un appartamento ed un'altra, mi sono fatto un giro per i viali ed i parchi della Cité e devo dire che, oltre che funzionale per l'accoglienza di studenti e ricercatori in visita, è anche un luogo interessate dal punto di vista turistico.
La Maison d'Italie (inaugurata nel '58), con il suo colore rosino, non è tra gli edifici più affascinanti, a mio modestissimo e personalissimo parere. Certo c'è di peggio (su tutte il blocco marrone della Maison de Norvège).
La città universitaria prende vita nel 1925 con quella che oggi è la Fondation Deutsch de la Meurthe, residenza che deve il nome al mecenate che ne rese possibile la costruzione. Malgrado il suo aspetto un po' decadente e sgarrupato in alcuni dei suoi edifici, la Fondazione è una delle residenze più interessanti della Cité e può vantare tra i suoi celebri occupanti nientemeno che Sartre.

Padiglione centrale della Fondazione Deutsch de la Meurthe

Tra gli edifici nazionali ci sono quelli della Maison du Brésil, la Fondation Argentine, la Maison de l'Inde, la Maison du Japon, la Maison du Mexique, la Fondation des États-Unis, la Fondation hellénique e tante altre.

Maison du Japon
Maison du Mexique

È giusto dare particolare rilievo alla Fondation Suisse che porta la firma nientemeno che del famoso architetto elvetico Le Corbusier (che fra l'altro scopro ora essere uno pseudonimo).

Fondation Suisse
Come detto, accanto a quelle nazionali, ci sono le residenze settoriali, come la Maison de l'Institut national agronomique o la Maison des Arts et Métiers.
Il tutto è costruito all'interno di un parco e ruota intorno alla Maison Internationale, costruita secondo i canoni di un tipi castello francese.

Maison Internationale

La città universitaria rappresenta inoltre anche un importante centro di attività culturali. La varie Maisons organizzano a ciclo continuo mostre, esposizioni, proiezioni, concerti eccetera, riuscendo ad attrarre un pubblico molto più vasto di quello tipicamente studentesco delle classiche residenze universitarie.

28 settembre 2012

ParigiAsia

Fuori dalla finestra del mio nuovo ufficio, sotto i costanti rumori del traffico, si sente un'ininterrotta melodia molto parigina che sembra venire da una fisarmonica.
Insieme a me nell'ufficio ci sono: un indiano, un cambogiano e un cinese. Praticamente tutto l'estremo oriente rappresentato. Il cinese rutta che è una meraviglia.

25 settembre 2012

Cercare casa a Parigi. Atto III. Happy Ending.

Ho firmato il contratto (elettronicamente...questi francesi sono avanzati). E ho scongiurato la possibilità di andare ad abitare sotto un ponte a partire dalla prossima settimana. Non sarà la sistemazione ideale, ma sicuramente è la migliore che ho visto nella mia Odissea tra gli appartamenti parigini. Si trova ad una distanza ragionevole dal lavoro (una mezzoretta con i mezzi) e anche dal centro di Parigi (idem e forse anche meno).

24 settembre 2012

Romainmôtier e il Dent de Vaulion

Come ho scritto qualche post fa, quest'estate, dopo una serie di eventi travagliati, ho fatto un viaggetto in macchina da Roma a Canterbury. Più o meno a metà del viaggio, ho attraversato un pezzetto della verde Svizzera.
Scavalcate le Alpi e oltrepassato il lago di Ginevra, sono arrivato nella regione del Jura svizzero, dove mi sono imbattuto nel paesino di Romainmôtier. Poco più di due strade in croce e circa quattrocento anime, sorge intorno all'abbazia cluniacense in stile romanico risalente alla fine del X secolo.

Abbatiale de Romainmôtier
Per arrivare all'abbazia dalla strada principale si passa sotto una torre campanaria il cui orologio ricorda al visitatore che le temps fuit.

Torre dell'orologio
All'interno della cinta di palazzi che racchiude l'abbazia c'è anche la Maison du Prieur, una sorta di castelletto medievale, che ospitò nel XVI secolo il matrimonio tra la figlia dell'imperatore d'Austria e Filiberto di Savoia. Oggi ospita un ristorante e una sala da té (immagino non particolarmente a buon mercato).

Maison du Prieur
In conclusione Romainmôtier è un paesino molto pittoresco, come si suol dire, che merita una visita se si è di passaggio da quelle parti. In paese c'è un solo albergo, il Saint Romain, molto caratteristico e arredato in maniera molto particolare (non sono un esperto in arredamenti, eh).
Dopo Romainmôtier, prendendo la Route de Vaulion e passando l'omonimo paesino, si incontra la deviazione per il Dent de Vaulion. In automobile si può arrivare quasi fino in cima a questo monte di 1500m che, in una giornata chiara, offre una vista a 360° su tutto il magnifico panorama circostante. Dai vicini laghi di Joux e Brenet, al lago di Neuchâtel e fino al Monte Bianco ed alle Alpi che sovrastano il Lago di Ginevra. Da non perdere, a patto di essere fortunati con il tempo atmosferico.

Lac de Joux e Lac Brenet dal Dent de Vaulion


Panorama delle Alpi (sullo sfondo) e del Lago di Ginevra (tra la nebbia) dal Dent du Vaulion

23 settembre 2012

Cercare casa a Parigi. Atto II. Climax.

Segue da http://stb-09.blogspot.fr/2012/09/cercare-casa-parigi-dramma-atto-i.html.
Sono a Parigi da una settimana e sono ancora senza fissa dimora. Alcuni proprietari mi hanno rifiutato la visita all'appartamento perchè non avevo un contratto a tempo indeterminato, altri perchè non ero più uno studente. Ad un appuntamento che ero riuscito a prendere, il proprietario non si è presentato. Quando ho chiamato per chiedere informazioni, mi è stato risposto che l'appartamento era già stato affittato e che non mi aveva richiamato perchè il numero di telefono era troppo lungo.
Durante la settimana ne ho visitati tre. Uno a Ivry-sur-Seine, appena fuori Parigi, ma nel frigorifero stavano crescendo forme di vita aliena e i mobili della camera pendevano tutti pericolosamente verso il letto, come in procinto di suicidari. Un altro, nel 14e arrondissement, occupato da ingegneri indiani (che sarebbero partiti nel giro di una settimana) e odore di curry, aveva i muri simpaticamente adornati da infiltrazioni d'acqua.
Poi c'è il terzo. Non era nè un appartamento, nè un monolocale. Era una piccola casetta a sé stante ad Issy-les-Moulineaux, sobborgo molto tranquillo nell'immediata periferia sud-ovest di Parigi. Non la sistemazione ideale, ma decisamente la cosa migliore che ho visto tra questa settimana e quella a fine Agosto che avevo passato qui a cercar alloggio. La proprietaria è stata disponibile e ragionevole e durante la visita mi ha ripetuto più volte che ero esattamete il profilo di affittuario che cercava. Si è perfino spinta a dire che si sarebbe presa a carico le spese di abbonamento internet. Considerando che nel primo pomeriggio dovevo visitare un altro appartamento (quello delle infiltrazioni), mi ha chiesto di tenerla rapidamente informata del risultato dell'altra visita. Visto le terribili condizioni dell'altro, ieri pomeriggio le ho scritto che ero orientato ad affittare la sua casetta e che avremmo potuto vederci per discutere dei dettagli, convinto che ormai avessi trovato una soluzione alle mie tribolazioni. Mi ha risposto dicendo che in realtà ci sarebbe un'altra agenzia che l'avrebbe contattata prima di me e che mi avrebbe fatto sapere entro martedì mattina.


17 settembre 2012

Camera con vista


Oggi sul mio blog è passato un visitatore collegato dalla camera dei deputati. Si accettano scommesse su chi sia stato. Il post che ha visitato è il seguente:

ps.
Primo post da Parigi, da una sistemazione provvisoria piuttosto spartana. Spero almeno di entrare nel letto, ché mi sembra un po' corto.

15 settembre 2012

Altre cose interessantissime che mi sono successe nel mio breve viaggio on the road

Bestie feroci
  • Durante il viaggio mi sono imbattuto in numerosi animali selvatici più o meno ai bordi della strada tra cui: un paio di caprioli (uno in val d'Orcia e uno, nella foto sottostante, in Garfagnana), una volpe sul bordo della strada da qualche parte in Francia, un uccello rapace che si è messo a volare per un centinaio di metri accanto alla mia macchina nelle Alpi svizzere, la solita marea di gabbiani sulla Manica.

Il pittore
  • Dalle parti di Pontremoli ho pernottato in una specie di agriturismo in un paesino sperdutissimo di nome Oppilo. L'atmosfera era molto conviviale, il gestore e famiglia molto amichevoli. Dopo cena si è sviluppata una interminabile discussione tra me, il gestore, un milanese e due ciociari. Il milanese, ospite dell'agriturismo con la moglie e cliente abituale, ha cercato a lungo di convincermi di abbandonare il lavoro a Parigi ancora prima di iniziare perchè i francesi ed in particolare i parigini sono cafoni e provinciali (conclusione che si basava su un periodo di tempo passato a Marsiglia una cinquantina di anni fa). Sarei dovuto andara a Londra o a New York. Oppure a lavorare per suo figlio ingegnere che, a quanto pare, ha inventato il sistema a finestre nei computer e il GPS. Alla fine viene fuori che il milanese è un pittore ed la mattina successiva, prima che io partissi, mi regala e mi autografa un libro dedicato alle sue opere (che io ho aperto per la prima volta mentre stavo scrivendo questo post). 
  • http://www.agriturismofilippitoscana.it
  • http://www.antoniotonelli.it/index.htm
Vertigini
  • Mentre percorrevo la strada che mi portava dal Passo del Gran San Bernardo al Lago di Ginevra, noto un cartello turistico con l'indicazione per le Gorges du Durnand. Gorge in francese sta per gola scavata da un fiume o canyon. Non ne avevo mai neanche sentito parlare, ma mi sono fatto ispirare dal momento, che è un po' il senso di un viaggio on the road senza tappe fisse decise in partenza. Ma veniamo al dunque. Da piccolo (o almeno fino a qualche anno fa) non soffrivo di vertigini. Adesso sì. Non so come e quando sia iniziato. Nulla di invalidante, ma un senso di malessere di fronte ad ogni altezza significativa. Bene. Per visitare questo canyon ho dovuto intraprendere questo percorso in legno e a scale, attaccato con lo sputo ad una parete verticale a strapiombo sul torrente tuonante (vedi foto sotto). La visita vale la pena e lo scenario naturale è molto bello, ma arrivato in cima ero piuttosto contento che il supplizio fosse terminato.
  • http://www.gorgesdudurnand.ch 

Esibizionismo
  • Francia. Tra il confine con la Svizzera e Besançon. Mi fermo in una piazzola lungo una strada panoramica che si inoltra nella gola formata del fiume Loue per fare qualche fotografia. Dopo essere rientrato in macchina, mentre scrivo luogo e soggetto della fotografia, parcheggia davanti a me una macchina con targa svizzera. Scendono un uomo sulla settantina e una donna sulla quarantina. L'uomo va a vedere il panorama. La donna rimane accando alla macchina, proprio di fronte a me, e si sfila da sotto la gonna le mutande. La gonna era lunga e quindi non s'è visto niente. Lo fa con molta naturalezza e come se fosse la cosa più ovvia del mondo. Poi le tiene in mano e raggiunge il compagno di viaggio. Io accendo la macchina e me ne vado. Una delle cose più surreali a cui abbia mai assistito.
Colazione
  • Negli alberghi francesi vale la simpatica usanza che la colazione non sia compresa nel prezzo, ma te la vendono a peso d'oro (anche una decina d'euro). Ovviamente io ho sempre rinunciato, andando a comprare brioches o pain au chocolat nelle boulangeries (a meno di un euro) e succo di frutta al supermercato. Nel B&B di Canterbury mi sono rifatto con una full english breakfast con tanto di uovo con bacon, prosciutto, fagioli, funghi e tutto il resto. Fra l'altro, durante questa colazione, ho anche intrattenuto una simpatica conversazione con un signore tedesco, in viaggio solitario come me, e l'ho convinto della superiorità delle strade secondarie e del viaggiare con lentezza rispetto alle autostrade. Mi ha promesso che avrebbe seguito il mio consiglio per il prosieguo del suo viaggio.

11 settembre 2012

Meglio secondi che ladri

da Il Gazzettino

Merita il Darwin Award per il crimine. Sarebbe come se un assassino si vestisse da maggiordomo per andare ad uccidere la sua vittima. Visto che c'era poteva mettersi al collo un cartello luminoso con scitto: "Non disturbate! Sto rubando".

10 settembre 2012

Anche Pierluigi Battista sente nostalgia della Prima Repubblica

A questo link un articolo di Pierluigi Battista apparso domenica sul Corriere della Sera. Battista scrive dell'autoritarismo dei partiti personali odierni e di come si stava meglio quando si stava peggio ai tempi del DC, PSI, MSI e compagnia bella.
Cose simili, con un po' di visibilità di meno, le sostengo da quasi due anni anch'io. A questo link un mio post del 2010 dove affermavo che la Prima Repubblica non si scorda mai.

9 settembre 2012

In macchina lungo la Via Francigena

Nei mesi conclusivi del mio dottorato in Belgio avevo a lungo programmato per quest'estate un viaggio sulla strada molto ambizioso. Una serie di situazioni e contrattempi ha fatto sì che il viaggio programmato fallisse. Un po' per caso, mentre raccoglievo i cocci del fallimento, mi sono imbattuto, non mi ricordo se sul web o in una qualche libreria, nel percorso della Via Francigena. La Via Francigena è un antico percorso di pellegrinaggio (o forse sarebbe meglio dire una serie di percorsi di pellegrinaggio) che collegava varie località europee con Roma. L'itinerario più conosciuto è quello di Sigerico, arcivescovo di Canterbury del X secolo, che lo percorse di ritorno dall'Urbe verso la città inglese. Lui lo fece a piedi in 79 giorni. Io l'ho fatto in macchina e me ne sono bastati una dozzina.
Ovviamente niente di religionso nel mio viaggio, ma un percorso tra paesaggi e luoghi molto diversi e attraverso quattro paesi: Italia, Svizzera, Francia e Inghilterra.
Ecco un riassunto fotografico del viaggio (alcune foto già postate in precedenza, altre nuove):
i laghi dell'Alto Lazio

 
le colline della Toscana


gli Appennini


la monotonia interrotta dalle città della Pianura Padana


le Alpi della Valle d'Aosta


il verde della Svizzera


i fiumi e le gole della Franche-Comté


le vigne e le città della Champagne


i luoghi della Grande Guerra nel nord della Francia


il canale della Manica e il Kent


Prossimamente, quando avrò tempo e voglia, vedrò di dedicare qualche post ad alcuni luoghi specifici incontrati durante questo viaggio che si meritano particolare attenzione.