21 novembre 2013

Sutri e il tufo

Sutri è un paesino di sei mila anime lungo la via Cassia in provincia di Viterbo, a metà strada tra il lago di Bracciano e quello di Vico ed è stata una delle prime tappe del viaggio che feci un paio di estati fa lungo la via Francigena.


L'elemento che caratterizza questa cittadina è il tufo, roccia vulcanica utilizzata nelle costruzioni fin dai tempi degli etruschi e dei romani. Il paesino stesso sorge su un promontorio di tufo e il monumento principale, un anfiteatro romano risalente al I secolo avanti Cristo, è scavato completamente nel tufo.


Caratteristica è anche la chiesa della Madonna del Parto, anch'essa scavata completamente nel tufo, tanto che si trova all'interno di una parete di roccia di una collinetta. Risalente al XIII secolo, è stata probabilmente costruita su un tempio romano riadattato al culto cristiano. Purtroppo, quando sono passato io era chiusa e non sono riuscito a visitarla all'interno.


Scavate nel tufo sono anche le 64 tombe romane che formano quello che resta della necropoli dell'antica città di Sutri e che sono visibili lungo la via Cassia, anche se non in ottime condizioni, visto che sono state saccheggiate e utilizzate nei modi più svariati nel corso dei secoli. L'insieme di questi monumenti sono racchiusi nel Parco urbano dell'antichissima città di Sutri e si trovano a pochi passi dal centro del paese dall'altra parte della Cassia.
Ma vale la pena anche fare quattro passi, in salita visto che si trova su un promontorio di tufo, per il paesino vero e proprio che è molto piacevole e pittoresco, come si dice in questi casi.


Vai qui per gli altri post di viaggio: stb-09.blogspot.com/p/steal-this-trip.html

17 novembre 2013

Giorno postumo

Torna dopo tempo immemore uno dei post di servizio. Per ricordare, questi post hanno lo scopo di venire incontro al naufrago digitale che viene spinto sulle sponde di questo blog dai flutti di una domanda esistenziale. Quella ti oggi è la seguente:


Caro naufrago, postumo è un termine che si attribuisce ad un'opera uscita dopo la morte di colui che l'ha realizzata. Quindi posso dire con assoluta certezza che un giorno postumo è il giorno dopo quello in cui ti sei accorto che dio (o qualsiasi altra entità divina equivalente creatrice del giorno e della notte) è morto e malgrado questo il sole è sorto lo stesso. Amen.

2 novembre 2013

Capital Radio One

Torna la rubrica che prende spunto dai testi di alcune canzoni rock per andare a vedere che storie raccontano e cosa c'è dietro. Questa volta tocca ai Clash e alla loro Capital Radio, uscita nel 1977 nell'EP omonimo e l'anno successivo nella versione aggiornata Capital Radio Two nell'EP Cost of Living. Come già era successo nel caso degli ZZ Top con Heard it on the X, si parla di radio (evidentemente un argomento che mi sta a cuore inconsciamente), ma in modo radicalmente opposto. Se per gli ZZ Top era un tributo alle stazioni radio che trasmettevano oltre il confine messicano, quello dei Clash è un attacco in piena regola a quella che allora era l'unica radio commerciale legale a Londra.
Fino all'inizio degli anni '70, la BBC aveva il monopolio sulle trasmissioni radio in tutto il Regno Unito. Per un periodo, negli anni '60, grande successo ebbero le stazioni radio pirata che trasmettevano al largo delle coste inglesi. Chi ha visto il film The Boad that Rocked (guardatelo se non l'avete fatto) conosce la storia. Per farla breve, il governo di sua maestà nel 1967 mise fuorilegge queste radio con il Marine Broadcasting Offences Act.
A long time ago there were pirates
Beaming waves from the sea
But now all the stations are silenced
'Cause they ain't got a government license
Nel '72, attraverso la Independent Broadcasting Authority il governo iniziò a mettere a disposizione contratti di licenza per la trasmissione radio commerciale su scala locale. Per Londra erano previste due licenze, una di notize e l'altra di intrattenimento. Quest'ultima se la aggiudicò Capital Radio che iniziò le trasmissioni il 16 Ottobre del 1973. La radio aveva il suo quartier generale nella Euston Tower una torre alta 124 metri in piena Londra.
There's a tower in the heart of London
With a radio station right at the top
They don't make the city beat
They're making all the action stop
Visti i toni della canzone, è evidente che i Clash non erano molto d'accordo con la linea editoriale di Aiden Day, il direttore musicale della radio. In un'intervista Strummer disse: "è ripugnante quello che hanno fatto rispetto a quello che avrebbero potuto fare". Capital Radio, infatti, si limitava a trasmettere le hit mainstream e il punk era quasi completamente ignorato. "Capital Radio ha voltato le spalle all'intera gioventù della città" era l'opinione di Strummer.
If you want to hear a record
Get the word from Aiden Day
He picks all the hits to play
To keep you in your place all day