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15 gennaio 2012

Valencia spaziale

Sono stato a Valencia nella primavera del 2009, anche in questo caso per motivi di lavoro, ammesso che sia lecito chiamarli così. La città è molto bella in generale, ma in questo post voglio parlare di una sua zona in particolare.
Negli anni '50 l'alluvione provocata dal fiume Turia, che fluiva in mezzo alla città, colpì al cuore Valencia. Per prevenire che un avvenimento del genere potesse ripetersi, il fiume fu deviato verso sud all'ingresso della città. Il letto del vecchio percorso del Turia è stato trasformato in un parco, un lungo serpente verde che attraversa la città. Nella parte terminale di questi giardini si trova la Ciudad de las Artes y las Ciencias, ed è di questa che voglio parlare nel post.
Di notte el Palau sembra proprio un'astronave
Progettata da Santiago Calatrava e costruita tra il 1996 e il 2005, la Città delle Arti e delle Scienze è formata da una serie di palazzi ultra-moderni circondati dall'acqua che hanno tutto l'aspetto di astronavi aliene atterrate per caso sulla terra. I colori che dominano sono il bianco delle costruzioni e l'azzurro (molto azzurro...azzurro da lago alpino) dell'acqua. La cittadella è formata dai seguenti palazzi:
  1. L'Hemisfèric, cinema e planetarium, primo dei palazzi costruiti, che secondo me ha tutto l'aspetto di un gigantesco bacarozzo acquatico,
  2. El Museu de les Ciències Príncipe Felipe, che come dice il nome è un museo della scienza, che assomiglia ad una trappola piena di spunzoni,
  3. L'Umbracle, una serie di archi che sovrastano un lungo giardino di piante tipiche della zona,
  4. L'Oceanogràfic, il più grande parco acquatico d'Europa che continene più di 500 specie diverse di animali acquatici, dagli squali ai trichechi,
  5. El Palau de les Arts Reina Sofia, il teatro dell'opera di Valencia, che sembra un enorme casco aerodinamico, come quelli che i ciclisti usane nella cronometro,
  6. L'Àgora, una costruzione adibita ad ospitare concerti ed eventi sportivi, che a dir la verità era ancora in costruzione quando ci sono stato io.
Da sinistra: l'Hemisfèric, el Museu de les Ciènces e l'Àgora
In primo piano il Museu de les Ciènces poi l'Hemisfèric e sullo sfondo el Palau de les Arts

17 dicembre 2011

La Paradeta

Un altro dei posti in cui sono stato grazie al dottorato che sto facendo è Barcellona. Come per Berlino non ho intenzione di parlare della città che è estremamente famosa e ci sono mille posti migliori di questo dove cercare informazioni. Questo post è su un ristorante. Anche se forse la definizione ristorante non è quella adatta. Ma lasciatemi procedere con ordine. Sono stato a Barcellona nell'Aprile del 2010 per una conferenza (la stessa che mi aveva portato a Berlino l'anno prima). Un viaggio che difficilmente dimenticherò per via di un piccolo contrattempo sulla strada del ritorno. Quella sera ero in compagnia di due ragazze, anche loro presenti alla conferenza, e un'amica di una di loro due (o di entrambe?) che abitava a Barcellona. Chiaramente era quest'ultima a conoscere il posto. La prima cosa che si nota arrivando a La Paradeta è la lunga fila che si snoda all'ingresso del locale. C'era la sera in cui ci sono stato io e a quanto pare c'è spesso, se non sempre. Conviene quindi armarsi di pazienza o arrivare in anticipo. La seconda cosa che si nota, quando finalmente la fila davanti a te si esaurisce (ma probabilmente se ne è formata una dietro nel frattempo), è che invece di essere arrivati in un ristorante sembra di essere arrivati in una pescheria. Prima di tutto perchè il posto offre esclusivamente pesce. Poi perchè effettivamente i crostacei, i frutti di mare e gli altri tipi di pesce sono lì che ti aspettano sul bancone. Puoi scegliere i tipi di pesce, la quantità (te lo pesano sulla bilancia) e, per ciascun tipo, in che modo te lo devono cucinare. Dopo aver pagato gli dai il nome (oppure sono loro a darti un numero, non ricordo) e quando è pronto il tuo pesce ti chiamano da un altoparlante e devi andare a prenderti la tua ordinazione. L'ambiente è molto informale (i.e. c'è un gran casino) quindi bisogna stare con le orecchie drizzate per non lasciarsi sfuggire la chiamata. Il pesce è ottimo, i prezzi sono decisamente accessibili e l'originalità della situazione aggiunge il tocco finale. Scrivendo questo post ho scoperto che ce n'è più di uno a Barcellona. Questo è quello dove sono statio io.  Purtroppo questa volta non ho nessuna foto, ma potete dare un'occhiata al sito web della catena. Oppure usare l'immaginazione.