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15 dicembre 2012

Sparagli Peter, sparagli ora e dopo un colpo sparagli ancora

Tutti avrete letto, visto o sentito dell'ennesima vicenda americana dove un tizio armato fino ai denti ha sterminato una trentina di esseri umani, in questo caso per la maggior parte bambini.
La colpa non è da dare genericamente alle armi, che sono oggetti inanimati. Da sole rimangono inerti. La colpa non è, come qualcuno sicuramente dirà o avrà detto, dei film violenti, dei videogiochi violenti, della musica violenta. Non si può neanche semplicemente attribuire la colpa al pazzo isolato di turno.
Il problema, secondo me, risiede in una società in cui farsi giustizia da soli è legittimo. Nella mente distorta di colui che ha fatto fuoco, proabilmente, c'era un desiderio di farsi giustizia, non so per cosa, non so perchè. Il problema risiede in una società, in questo caso quella americana, in cui c'è un'arma per ogni uomo, donna e bambino. Il problema risiede in una società dove ci sono gruppi di persone che sono convinti che la soluzione a tragedie come questa sia di dotare gli insegnati di armi in modo da poter minimizzare il numero delle vittime.
Con questo non voglio dire che bisogna togliere un grammo di responsabilità a chi ha effettivamente portato a termine il massacro.

31 gennaio 2012

+1

Leggo su Blogger Buzz che Blogger/Google ha deciso di introdurre la possibilità "di introdurre il contatore dei +1, che permetterà di vedere attraverso la bacheca quali sono i post più popolari del blog".
Io continuo a sostenere che questa filosofia del +1 et similia sia un imbarbarimento della comunicazione su internet. I blog in particolare, secondo me, dovrebbero essere uno spazio di discussione e di confronto di idee (anche idee stupide o superficiali, volendo). Per questo c'è la possibilità di lasciare i commenti. E pur essendo tendenzialmente pigro e decisamente sintetico nell'esprimermi, anche in qualità di lettore di blog, preferirò sempre lasciare un commento per esprimere all'autore l'apprezzamento riguardo a quello che ha scritto.

20 marzo 2011

Energetica

Tutto quello che segue non è uno studio di settore, ma solo calcoli approssimativi. Spero però che rendano l'idea.
Tanto per iniziare, il nucleare inquina (in senso classico, cioè emissione di gas serra o come si vogliono chiamare) meno del solare.

Fig.1 Fonte: Wikpedia.com

Ovviamente è estremamente più pericoloso in caso di malfunzionamento e poi produce scorie radioattive, che prevedono un ciclo di smaltimento di centinaia o migliaia di anni. Il termoelettrico, d'altra parte, produce gas inquinanti a gettito continuo.
Il problema del solare, per esempio, è che si tratta di una fonte di energia a bassa densità di potenza (vuol dire che per produrre molta energia c'è bisogno di molto spazio). Supponendo per assurdo un'efficienza del 100% (cioè tutta la potenza solare incidente sul pannello viene convertita in elettricità) per far fronte al fabbisogno mondiale di elettricità (vedi Fig.2) sarebbe necessario (prendendo il valore medio di densità di potenza incidente sulla terra di 170W/m^2, vedi Fig.3) una superficie di pannelli equivalente all'intero Portogallo.

Fig.2 Fabbisogno energetico mondiale

Fig. 3 - Densità di radiazione solare media

Un'efficienza del 100% è un limite teorico (attualmente l'efficienza del fotovoltaico è intorno all'8%, auspicabilmente migliorabile con la ricerca), così come ovviamente teorica è una centrale solare con pannelli disposti senza soluzione di continuità uno accanto all'altro (sarà necessario spazio per le infrastrutture e spazio tra un pannello e l'altro o tra una fila di pannelli e l'altra).
Guardando la situazione attuale, prendendola come esempio, la tristemente famosa centrale di Fukushima si estende su 860 acri ed ha una capacità di 4700MW. La centrale fotovoltaica di Sarnia (Canada), una delle più grandi al mondo, ha una capacità di 80MW e si estende su 950 acri. Vuol dire che per pareggiare la centrale di Fukushima ci vorrebbe una centrale fotovoltaica che si estende per 80 volte circa l’estensione della centrale di Fukushima. La più grande wind farm del mondo, in Texas, ha una capacità di 780MW ed è composta da 627 pale eoliche. Per pareggiare la centrale di Fukushima ce ne vorrebbero circa 3700 di pale eoliche.
In conclusione, dando per scontato che è cosa buona e giusta puntare sulla ricerca e lo sviluppo delle energie rinnovabili, a causa dell'enorme fabbisogno di energia (in continuo aumento fra l'altro) e delle intrinseche limitazioni di energie come il solare e dell'eolico, è difficile immaginarsi che queste siano sufficienti su scala globale. Questo volevo dire citando la Hack. Io non sono un fan del nucleare, ma neanche del termoelettrico. Una soluzione è rivedere il futuro riducendo i consumi. Ma quanto è realistico? E Cina, India, Brasile e compagnia sarebbero d'accordo? E allora è meglio puntare, per dove non arrivano le rinnovabili, sul termoelettrico o sul nucleare?

18 marzo 2011

Nucleare

Faccio mie le parole di Margherita Hack:
Più che me, dovrebbero consultare Carlo Rubbia, è lui il vero esperto. Io dico solo che anche il fuoco è pericoloso perché incendia le foreste. A questo punto, se diciamo no, dobbiamo rinunciare al progresso e ridurre il fabbisogno di energia

22 febbraio 2011

Mediocrità

Viviamo in un'epoca di esaltazione della mediocrità. Non in un'epoca mediocre, ma in un'epoca dove la mediocrità ha sostituito l'eccellenza come modello. Questa è la mia opinione.
Maggiore spacciatrice di mediocrità è la televisione, con tutti i Grandi Fratelli ed Amici di Maria de Filippi (anche solo il nome fa venire in mente il clientelismo invece che il merito). E fin qui non dico nulla di nuovo. Ma la mediocrità è dappertutto. Anche nell'editoria, dove i vari Moccia, Fabio Volo e Dan Brown spopolano. E diretta conseguenza di questo è l'esplosione delle Vanity Press, case editrici dove chiunque può pubblicare, pagando. Dell'arte contemporanea ho già parlato qui. Se tutto è arte (una porta, un armadio), allora nulla è arte.
E cosa dire riguardo al fatto che intellettuale ormai è diventata una parolaccia. Quando viene usato come complimento, il destinatario si schermisce. Più spesso viene usato come termine denigratorio, verso chi non è in sintonia con il popolo. L'intellettuale dovrebbe adeguarsi al popolo, dovrebbe scegliere come modello la mediocrità. Guai ad affermare che il popolo dovrebbe prendere a modello qualcosa di alto.
Il motivo dell'esaltazione della mediocrità? E' semplice. La mediocrità è alla portata di tutti. E allora tutti possono immaginarsi scrittori, musicisti, artisti. Il talento, l'eccellenza ed il genio sono qualcosa di irraggiungibile, qualcosa a cui tendere. E' molto più conveniente e veloce da consumare, comprare e vendere la mediocrità. Il genio non ha mercato.

19 febbraio 2011

Il gufo con gli occhiali

Come tutti gli anni, sto seguendo il festival di Sanremo attraverso il commento della Gialappa's (quest'anno su RTL). Da quando sono in Belgio ovviamente in streaming e senza il contributo delle immagini televisive (il che rende la cosa ancora più surreale).
Ma voglio parlare di una cosa che ha a che fare col festival solo marginalmente. Luca e Paolo, iene e spalle di Morandi al festival, ieri sera hanno fatto questo pezzo:



Oggi qualcuno titola che la satira di Luca e Paolo assolve Berlusconi. Forse sono strano io, ma a me sembra che, invece, la satira di Luca e Paolo condanni gli italiani.

29 gennaio 2011

Il canone


Malgrado l'immagine volutamente fuorviante, quello di cui voglio parlare è l'imposta sulla detenzione di apparecchi atti o adattabili alla ricezione di radioaudizioni. E' sport nazionale l'invito a non pagarlo. L'Italia è un paese di santi, navigatori, ct della nazione e gente che invita il prossimo a non pagare il canone. 
E poi m'immagino centinaia di gruppi su Facebook, decine di petizioni, campagne varie eccetera eccetera.
Invito tutti a rileggervi la definizione in corsivo all'inizio del post perchè il punto è tutto lì. Il canone RAI non è un contributo volontario per la realizzazione di programmi televisivi. E' una tassa sulla detenzione degli apparecchi radiotelevisivi (in pratica della televisione). Invitare a non pagare il canone equivale ad invitare ad evadere le tasse. Non ha senso evadere il canone come risposta alla scarsa qualità delle trasmissioni televisive. Sarebbe come non voler pagare le tasse sul carburante se c'è traffico o non voler pagar l'ICI perchè non soddisfatti della quartiere o della città in cui si abita. In più in un paese come l'Italia mi sembra come minimo incosciente fare dichiarazioni del genere.
In conclusione il canone va pagato. Quello che uno può fare è una battaglia per l'abolizione di questa tassa. Su questo uno può discutere. Ma trovo irresponsabile che, soprattutto i politici, invitino a non pagarlo.

16 gennaio 2011

And you think you have to want more than you need

L'altro giorno stavo cercando una nuova etichetta per i post di questo blog è mi è venuta in mente questa canzone di Eddie Vedder (nel video con Johnny Depp come special guest per il pubblico femminile del blog)




La canzone fa parte della colonna sonora del film Into the Wild tratto dall'omonimo libro/inchiesta di Krakauer sulla vicenda di Christopher McCandless. Libro che ho letto ben prima di aver visto il film e che mette subito in chiaro le cose, ma per chi non avesse visto il film ed avesse intenzione di vederlo, fra poco nel post dirò come va a finire e quindi continuate a leggere a vostro rischio e pericolo.

Da parte mia ammiro il coraggio della scelta di vita di abbandonare ogni bene materiale e la società e la civilizzazione. D'altra parte non posso che restare perplesso dal mito creatosi intorno ad una persona che alla fine è morta di fame per incoscienza (al limite del Darwin Award). Non so se avesse sottovalutato i pericoli o sopravvalutato le capacità umane, ma certamente non era preparato per vivere into the wild nell'Alaska. Ma non voglio soffermarmi su questo. Il ritornello della canzone dice: Society, hope you're not lonely without me. Quello che trovo difficile da capire è come sia diventato un eroe in un'era materiale come questa, nell'era di Facebook e dei social network. Mi piacerebbe che si sviluppasse una discussione al riguardo nei commenti. La risposta scontata sarebbe che proprio per l'aridità della società moderna la gente ha bisogno di un modello di libertà. Questo spiegherebbe le decine di persone che si sono avventurate nello Stampede Trail sulle sue orme, ma non i tremila e passa risultati da Facebook se si cerca con google Christopher McCandless e più di ottomila se si cerca Alexander Supertramp (il suo alias). Non è come trovare dei ferventi cattolici che venerano Marco Pannella? O dei giudici comunisti che votano Berlusconi?
I pensieri sono molti e confusi. Come al solito.

    5 gennaio 2011

    Gerontocrazia














    Perchè in Italia anche i rappresentanti dei giovani sono vecchi. 

    Elenco degli studenti ricevuti da Napolitano:
    Massimiliano Tabusi - 41 anni, ricercatore di geografia
    Maurizio Plini - 28 anni, studente di ingegneria
    Alessio Branciamore - 27 anni, studente di scienze politiche
    Fabio Gianfrancesco - 27 anni, studente di filosofia
    Claudio Riccio - 26 anni, studente di scienze politiche
    Luca Cafagna - 26 anni, studente di scienze politiche
    Giorgio Paterna - 26 anni, studente di economia
    Natascia Cirimele - 24 anni, studentessa di lettere
    Marta Autore - 23 anni, studentessa di fisica
    Elena Monticelli - 23 anni, studentessa di economia
    Giulia Collaro - 23 anni, studentessa di studi orientali
    Simone Famularo - 22 anni, studente di medicina

    Fanno eccezione le ragazze, a sottolineare la loro manifesta superiorità nei confronti di noialtri maschi.