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22 agosto 2013

Comici o guerrieri

Ma nel libro di Benni "Comici Spaventati Guerrieri" sono i comici ad essere spaventati e guerrieri o i guerrieri ad essere comici e spaventati? Io non l'ho letto ma, non so come mai, fino ad oggi non avevo preso in considerazione la seconda ipotesi e avevo sempre pensato a dei comici che erano guerrieri spaventati. Ma ora, resomi conto del fatto che esita anche l'altra possibilità, questa nuova mi sembra molto più logica.
Tutto questo sfiora le vette dell'annosa vicenda di Hornby e della sua finta moglie: stb-09.blogspot.com/hornby.html

14 novembre 2012

Divergenze tra la lingua francese e me

La lingua francese: se la conosci la eviti, se non la conosci ti uccide. Con gli accenti.
Per prima cosa, la lingua francese possede dei suoni che io non sono in grado di riprodurre. E avere dei suoni che uno non è in grado di riprodurre non è molto amichevole da parte di una lingua. Non invoglia ad essere parlata.
Non che il francese scritto mi stia particolarmente simpatico. Diciamo che si fa leggere. Ma scriverlo è molto meno piacevole. Con quell'inutile ostentazione di accenti gravi, acuti, circonflessi e di circostanza. Io faccio il possibile per dimenticarli per strada.
Sorvoliamo, ma non troppo, sull'assurdo sciovinismo linguistico che li porta a sviluppare vistose bolle sulla pelle nel caso siano costretti ad inserire una parola straniera in un discorso in lingua francese. Tanto che s'industriano a trovare ridicoli equivalenti francesi di ogni parola. E se non ci riescono, la pronunciano alla francese storpiandola irrimediabilmente e compromettendone la comprensione.
Caso limite aberrante: i nomi. Sentono il dovere irrefrenabile ed irrinunciabile di pronunciarli alla francese. Indipendentemente dal fatto che sappiano la pronuncia originale o meno. Lo stessa persona è in grado di chiamarmi Francesco se parla con me in inglese e Francescò se parla con me in francese. Per non parlare dei nomi inglesi. L'altro giorno sulla Metro 1 quando la voce automatica ha annunciato la fermata Franklén Rusvél stavo per cadere per terra. Qualche giorno fa, in una riunione col mio capo, c'ho messo diverso tempo a capire che quello che lui chiamava Relé era Rayleigh. Va detto che tutto questo non è colpa dei francesi, poveretti, ma della lingua stessa che li spinge irrevocabilmente verso questi deturpamenti.
Ciliegina sulla torta: i numeri. Settanta, ottanta, novanta. O meglio, sessanta dieci, quattro venti e quattro venti dieci. Non é normale. Per dire novantasette devono snocciolare quattro numeri. Quattro venti dieci sette. Tombola!
La cosa bella è che i francesi prendono in giro i belgi francofoni perchè dicono septante e nonante. Senza rendersi conto che quelli assurdi sono loro. C'è un motivo se contiamo in base dieci. E allora perchè non dicono trois-deux cents per dire seicento, per esempio?

7 giugno 2012

Parigi val bene una messa?


E per messa intendo affitti allucinanti.

5 giugno 2012

18 dicembre 2011

Nuvole

A volte perdendomi a guardare il cielo nuvoloso fuori da una finestra ho l'impressione che le nuvole siano ferme e che sia la terra a girare vorticosamente sotto di loro.


ps.
Ero convinto di aver già scritto questo post qualche tempo fa, ma non sono riuscito a trovarlo.

8 ottobre 2011

Auto tedesche e pubblicità assurde


Passi la BMW che vuole farci credere che quello che rende le persone uniche è il tipo di macchina che guidano. Concetto stupido, ma classico nel mondo della pubblicità. Ma la Mercedes è davvero sconfinata nel ridicolo.


Scappi dalla civiltà e vai a vivere in montagna e ti porti dietro un cavallo bianco? Che poi da una parte c'è il lago e dall'altra il bosco fittissimo. Lu usi per andare avanti e indietro sulla spiaggia? Lo specchio? Che minchia te ne fai di uno specchio di dieci metri quadrati? Ti fai bello per il cane? La giacca e la cravatta te le sei portate dietro per andare a cena fuori con Fido? Che fra l'altro cosa se ne fa della medaglietta di riconoscimento? Se lo ritrova Big-Foot te lo riporta indietro? Visto che c'eri potevi portarti dietro una porta, che con quelle due assi sbilenche appena va sotto zero che fai? Ti guardi allo specchio? E la sciarpina da hipster? La vita semplice che l'uomo avrebbe dovuto vivere è andare in mezzo ai monti per passare il tempo a guardarsi allo specchio e a pensare a quanto è figa la sciarpa? Che poi in mezzo ai monti....tempo venti secondi di corsa ed è già su una strada. E son bastati tre giorni lontano dalla civiltà che hai già disimparato ad attraversare una strada per andare a riprenderti il cane?
Ma prendiamo per buone tutte queste assurdità. Che turba mentale ha uno che fa una scelta di vita e decide di andare into the wild, poi vede una macchina e cambia idea? Schizofrenia, mi sa. Era buono come spot di una clinica per malati mentali.

25 settembre 2011

90° Minuto

Ho visto 90° minuto dopo un sacco di tempo. I sevizi delle partite sono una cosa allucinante. Gli inviati urlano come dei disperati simulando spezzoni di telecronaca diretta. Il tentativo neorealistico naufraga di fronte all'evidenza lampante che si tratti di una recita creata ad arte nel post-partita. La sensazione che passa è di qualcosa di falso come un Babbo Natale a Ferragosto. Non è colpa loro. Sono giornalisti e non attori. Dovrebbero raccontare e non recitare. Ma perchè tutto questo? Qual è il senso? Aridatece Tonino Carino, Franco Strippoli, Pierpaolo Cattozzi e Tonino Raffa

31 agosto 2011

Mosca


Sono almeno tre giorni che questa enorme mosca è immobile nella stessa identica posizione sul vetro della finestra del mio ufficio. Da quando sono tornato lunedì non si è mai mossa di un millimetro. Per quanto ne so potrebbe essere stata lì anche tutta la settimana scorsa. Ma il punto è:

  1. è finta?
  2. è morta ed appartiene ad una specie di mosche che quando muoiono rimangono attaccate su qualunque superficie si trovino?
  3. è ninja e si muove mentre non la guardo e si posa nella stessa identica posizione un secondo prima che guardi verso di lei?
  4. è molto paziente e sta aspettanto di diventare abbastanza grande per potermi mangiare?
C'è un entomologo che sappia rispondere a queste domande?
Qualcuno vuole fare altre ipotesi?

    17 agosto 2011

    Stavo proprio per scrivere un nuovo post stasera

    Poi mi ha fatto troppa fatica.

    23 giugno 2011

    La grande truffa dei colori

    Sul blog Il Ballo dei Flamenchi ho letto:
    E se gli uomini non vedessero le stesse cose? E se uno vede il cielo giallo e l'altro vede il cielo rosso ed entrambi hanno l'idea di questi colori sotto il nome di blu?
    Ed è una cosa che mi sono sempre chiesto anche io. Si fa presto a dire che il cielo è sempre più blu e l'erba del vicino sempre più verde, ma come si fa ad essere sicuri che quando parliamo di blu e di verde intendiamo la stessa cosa? E i daltonici che scambiano i colori come fanno a sapere di essere daltonici e non è soltanto questione di nomi sbagliati di colori giusti? E poi magari ci sono i daltonici che non sanno di essere daltonici perchè oltre a scambiare i colori scambiano coerentemente anche i nomi e allora sembra che tutto sia a posto ma in realtà vedono il cielo verde e l'erba blu.
    Insomma quella dei colori secondo me è una gran truffa.

    20 aprile 2011

    Che fretta c'era?

    Particelle di primavera danzano soavemente
    nell'aria riscaldata da un inaspettato sole d'Aprile
    e provocano nei miei sensi un tumulto incontrollabile.
    Mentre mi asciugo le lacrime, detnro di me ripeto:
    che fretta c'era, maledetta primavera?

    Anonimo poeta del XXI secolo,
    allergico al polline.

    16 febbraio 2011

    Hornby

    Giuro che fino ad ora ero convinto che Simonetta Agnello Hornby fosse la moglie italiana di Nick Hornby.

    8 dicembre 2010

    Animali al Grande Fratello

    Qualcuno li avverta che, per quanto possa sembrare strano, i concorrenti sono degli esseri umani.

    30 novembre 2010

    L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello

    Il titolo del post è il titolo di un libro di Oliver Sacks che non ho letto. Ma un dubbio mi attanaglia tutte le volte che lo vedo in libreria. Scambiò in che senso? Diede via la moglie in cambio di un cappello oppure pensò che la moglie fosse un cappello?


    15 novembre 2010

    Innovazioni calcistiche

    Stamattina, navigando nel tempestoso mare dei siti sportivi mi sono imbattuto in questa pubblicità.
    Il primo dei tre ha attirato la mia attenzione. Tralasciando il fatto del calciomercato attraverso gli annunci di Google, il contenuto mi ha lasciato un po' perplesso. Da una parte è evidente che i giocatori debbano essere resistenti, che le partite sono lunghe ed è sempre meglio correre più del tuo avversario a fine partita che correre meno. Alcuni dubbi sull'efficacia dei giocatori richiudibili mi rimane. E' vero che risparmi sullo spazio e invece del pullman, una volta ripiegati, fra titolari e riserve ti entrano nel bagagliaio della macchina, ma d'altro canto non vorrei che a forza di chiuderli ed aprirli si sciupassero che già quelli ingombranti tradizionali son sempre rotti. Quello che mi lascia interdetto è il fatto che siano ignifughi. Cosa fanno? Li ricoprono di amianto? Non è che ne perdono in agilità? E poi quando ti torna utile l'essere ignifugo in una partita di calcio? Se gli avversari si presentano con il lanciafiamme? Magari se crei una squadra con sede sociale e campo nel cratere dell'Etna. In quel caso quando giochi in casa gli avversari li annienti. Grande idea.

    7 novembre 2010

    Foglie

    La luce del mattino* esaltava tutte le sfumature di arancione dei tre alberi che sorgevano intorno all'antenna parabolica in disuso. Fu l'autunnale tappeto di foglie ai loro piedi che mi fece saltare alla mente il dubbio per la prima volta. Chissà quanta gente ci vuole per raccogliere tutte le foglie del mondo. E quanto impegno per ridipingerle tutte di verde in tempo per la primavera. E che maestria nel riattaccarle tutte senza che nessuno se ne accorga.




    * finzione letterara

    18 ottobre 2010

    Nato a Tolosa

     

    Dall'accento non si direbbe, che i francesi quando parlano inglese li sgami in due secondi netti. Eppure sembra convinto.

    E mi sa che con questo siamo proprio alla frutta. Che brutta fine ha fatto questo blog.

    1 settembre 2010

    Senza Fili




    Come sono finito, io che ho un cellulare solo perchè me lo hanno regalato ma lo tengo spento chiuso in un cassetto, a fare il teaching assistant in un corso di wireless communications?


    12 giugno 2010

    Via d'estinzione: reprise

    I panda sono in via d'estinzione.
    Secondo me è perchè sono un po' troppo aggressivi alla guida.

    Eccone la prova.