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3 marzo 2014

Il cambogiano

Avevo già fatto un brevissimo campionario di ingegneri quando ero ancora in Belgio:
Visto che a breve me ne andrò da Parigi, è il momento adatto per parlare di alcuni esemplari che ho incontrato in quest'anno e mezzo di zoo ingegneristico. Con la raccomandazione di non avvicinarglisi troppo. Non sono aggressivi, ma non posso escludere che siano infettanti.

Ci sono un cinese, un indiano e un cambogiano. No, non è una barzelletta. É il mio ufficio. Oggi voglio parlarvi di Lin, il cambogiano. La vita del cambogiano è avvolta in un alone di mistero e odore di mais rancido. Di lui non so nulla tranne quello che ho potuto osservare in questi diciotto mesi di convivenza d'ufficio. Raramente ci siamo rivolti la parola ed è sempre stato per questioni strettamente contingenti del tipo: "anche a te non funziona la rete?". Tanto per farvi capire, il nome non me l'ha detto lui, sono andato a cercarlo sul sito del dipartimento. Non so quanti anni abbia. Non so di preciso di che gruppo faccia parte all'interno del dipartimento. Non so esattamente su cosa lavori. Nessuno nel dipartimento mi ha mai parlato di lui. Tutto quello che so su di lui o l'ho visto con i miei occhi o l'ho sentito con i miei orecchi (anche se spesso non avrei voluto).
  1. Il cambogiano fa colazione con il mais in lattina. Non sempre. Alcune mattine, verso le dieci, prende in mano la lattina di mais e s'infila i chicchi in bocca a forchettate. I rumori che fa ingerendolo rende improprio l'utilizzo del verbo mangiare. Sono più adatti risucchiare e biascicare. Rumorosamente (sia il riuscchio che il biascichio). Per vostra fortuna non ho la possibilità di farvi sentire registrazioni audio. Ma tengo a precisare che sono costanti relative a qualsiasi cosa che ingerisca, non solo al mais. Vi assicuro che è una cosa che, dopo un po', fa uscir di testa. Ma mai come fa uscire di testa il puzzo di mais in scatola che si sparge per l'ufficio dopo che ha finito di ingurgitarlo.
  2. Il cambogiano va a pranzo alle undici e mezzo. Quindi forse il mais è solo un antipasto. (Alla stessa ora va a pranzo anche il cinese e a volte vanno insieme. Ignoro se insieme ad altra gente.)
  3. Il cambogiano spesso si appisola in ufficio, con la testa sulla scrivania. Succede sia di mattina che di pomeriggio. In realtà tutti tranne me nel mio ufficio si fanno delle gran dormite. Ma nessuno con la frequenza del cambogiano. Una volta mi è capitato di andare a lavoro il sabato perchè avevo del lavoro da finire e l'ho trovato in ufficio. Dormiva. In ufficio, un giorno non lavorativo. Quello che differenzia sostanzialmente il cambogiano dagli altri due quando dormono è che a volte il cambogiano russa.
  4. Alcuni pomeriggi, verso le cinque, un suo amichetto cambogiano (suppongo) viene a trovarlo in uffcio. Non so da dove arrivi. Certamente da fuori perchè ha borsa e giubbotto. Il suo amichetto è sempre sorridente, al limite dell'instupidimento. Quando entra in ufficio saluta solo me. Non l'indiano. Non il cinese. Si siede accanto al cambogiano e stanno a ridacchiare o a guardare lo schermo del computer, ma principalmente a non fare niente. A volte al posto del cambogiano sorridente viene un altro cambogiano, ma le dinamiche tra i due non cambiano.
  5. Non ho mai visto il cambogiano rivolgere la parola all'indiano e viceversa.

27 febbraio 2014

17 dicembre 2013

Stereotipi italiani in supermercati francesi


Si noti la faccia da gastronomo provetto di Angelo. Se avessero allargato l'inquadratura si vedrebbe che nella mano sinistra tiene un mandolino e nella destra una manciata di spaghetti alla pummarola.


*Si noti anche il bisogno impellente di dover mettere l'asterisco con la traduzione. Questa è un'abitudine onnipresente. Nei giornali. Nelle pubblicità. Dappertutto. Non sia mai che il povero francese si trovi perso e disorientato davanti ad una parola in lingua straniera e gli pigli un attacco di labirintite.

10 dicembre 2013

Conversazioni skype



Ps.
Blogger mi fa notare che questo è il post numero 500, in poco più di quattro anni.

29 ottobre 2013

Risvegli

Buio.
Lieve sensazione di freddo sulla parte sinistra del corpo.
Stavo dormendo?
Su qualcosa di non particolarmente morbido.
Apro gli occhi a metà.
Sono sdraiato su qualcosa di color ocra.
Dove diavolo sono?
Mattonelle.
Perchè diavolo stavo dormendo per terra?
Mi guardo intorno.
Sono sul pavimento del bagno.
Mi alzo confuso.
Come diavolo sono finito qui?
Cos'è l'ultima cosa che mi ricordo?
Mi ero sdraiato sul divano perchè mi sentivo poco bene. Dopo un po' mi ero alzato per andare in bagno. Poi mi ricordo le gambe che cedono e gli occhi che si chiudono.
Buio.



30 settembre 2013

Questa casa non è uno zoo

Chi legge questo blog da almeno un anno ha un'idea delle tribolazioni che ho affrontato (e che affronta qualsiasi essere umano in questa città) per trovare un tetto sotto cui vivere a Parigi. Alla fine ho trovato la casetta qui sotto:


Pur essendo soddisfatto di quello che mi è capitato (non posso neanche definirla scelta, visto che l'alternativa era un ponte o una stazione della metro), la casetta ha due principali difetti. Il primo difetto è l'isolamento termico. O la sua totale assenza. Per cui dentro casa fa più o meno la stessa temperatura di fuori, a meno di non accendere il riscaldamento (o di un improvvisato ventilatore). L'altro problema, probabilmente favorito dal giardinetto che divido con la casa della proprietaria, è l'irrefrenabile attrazione che spinge tutti gli animali di ogni razza, specie, forma, dimensione, colore e credo religioso ad entrarci dentro.
Lo scorso autunno c'era un passerotto che tutte le mattine si andava a scatafasciarsi di becco contro la porta-finestra nel tentativo di entrare. La padrona di casa ha una gatta, Kitty, che fa gli appostamenti e gli assalti per entrare non appena lasci uno spiraglio di porta o finestra aperti. Uno sterminato esercito di lumache lascia la propria scia nel mini-ingresso entrando di notte da non si sa bene ancora quale pertugio e uscendoci nuovamente prima che faccia giorno. Poi un florilegio di insetti volanti fra cui farfalle, zanzare giganti, affarini verdolini non meglio identificati, eccetera. Ultimamente c'è stato un preoccupante aumento nella presenza e nella dimensione dei ragni, culminato con un mega ragno nero e peloso che ieri sera ho dovuto uccidere sette volte prima che morisse definitivamente.

19 maggio 2013

Mél

In questi giorni sto facendo la mia prima dichiarazione dei redditi francese. Ma questo non è l'argomento del post. Nel formulario da riempire per fare la dichiarazione, nel riquadro relativo ai dati personali e firma, ho trovato un termine che mi è risultato completamente nuovo: Mél. Dunque mi sono messo a cercare su internet il significato di questo vocabolo misterioso.
Con mio massimo stupore, vengo a scoprire che si tratta dell'abbreviazione che indica l'indirizzo e-mail. Così come Tél. indica il numero di telefono. Ma questo non è nulla. Scopro [1] che il termine è stato adottato in seguito alla delibera della commission générale de terminologie et de néologie (commissione generale di terminologia e neologismi) interpellata dalla délégation générale à la langue française (delegazione generale per la lingua francese). Allo stesso tempo, la commissione generale ha adottato i termini adresse de courier électronique oppure adresse électronique per designare l'indirizzo e-mail, message électronique per designare il messaggio e-mail e courier électronique oppure messagerie électronique per designare il sistema di posta elettronica.
Sul patetico sciovinismo della lingua francese (e altro) avevo già scritto in questo post: http://stb-09.blogspot.com/2012/11/divergenze-tra-la-lingua-francese-e-me.html.
Adesso vengo a sapere che ci sono addirittura delle istituzioni che promuovono e valorizzano questo sciovinismo. Particolarmente raccapricciante è l'esistenza della commisione di terminologia e neologismi che è la summa della chiusura linguistica di questo paese. Secondo definizione, ha la missione di favorile l'arricchimento della lingua francese. A me sembra che lo stupido proibizionismo dei termini stranieri porti esattamente all'opposto, cioè all'impoverimento. Diversità e commistione, certo non la chiusura xenofoba, sono ricchezza.
La commissione generale, insieme all'Académie française, ha il compito di approvare i nuovi termini proposti dalle commissioni speciali sui neologismi. Io penso che una lingua debba evolvere naturalmente e spontaneamente e non per decreto ministeriale [2].

[1]  http://www.culture.gouv.fr/culture/dglf/mel.htm
[2] http://fr.wikipedia.org/wiki/Décret du 3 juillet 1996 relatif à l'enrichissement de la langue française

26 aprile 2013

In tema

Questa settimana sono tornato, per lavoro, alla mia vecchia università in Belgio. Questa premessa non è in tema, ma serve per l'ambientazione.
Ieri ho appreso una notizia. Durante un convegno sulla blasfemia all'Università Libera di Bruxelles, un gruppo di attiviste Femen a seno nudo ha gettato in faccia all'arcivescovo André-Joseph Leonard, capo della Chiesa cattolica belga, dell'acqua santa contenuta in delle bottigliette a forma di Madonna per protestare contro le posizioni dell'arcivescovo particolarmente intransigenti nei confronti degli omosessuali. Si può concludere che l'intervento delle Femen è stato in tema con l'argomento del convegno.

3 aprile 2013

Ué ciao ragazzi, si gioca a figu?

Cosa c'hai tu?
Io c'ho...Bergoglio.
Eh, lo sappiamo tutti. C'hai sempre solo Bergoglio. Ahahah.
Hai fatto cinque album solo con Bergoglio. Porca troia.


Non si tratta di un fotomontaggio. Hanno davvero fatto l'album di figurine del papa appena eletto. La vita di Bergoglio in 400 figurine. Uscita in tempo record, si dovrebbe già trovare in edicola. Anche se non penso tra chi legge questo blog ci sia molta gente interessata a questo genere.

Ps.
Vince che indovina da dov'è tratta la citazione iniziale (e il titolo).

12 marzo 2013

Francia vs. Cina

Ho un collega cinese che è seduto nella scrivania di fronte alla mia. La sua caratteristica principale è il rutto fotonico, ma non è di questo che voglio parlare.
Stamattina s'è dovuto recare presso non so che ufficio comunale per ritirare la carta di soggiorno sua e della moglie. Ufficio comunale francese che assomiglia, suppongo a quelli italiani. Prende il numero e si mette in coda ad aspettare il suo turno.
Una volta allo sportello, l'impiegato gli consegna prontamente la sua carta di soggiorno. Il mio collega cinese gli fa notare che avrebbe bisogno anche di quella della moglie. Lo zelante impiegato gli comunica che, per avere quella della moglie, avrebbe dovuto rifarsi un'altra volta la fila dopo aver preso un nuovo numero. Un numero = un documento.
Dopo aver fatto notare l'assurdità della cosa all'impiegato, il cinese si mette l'anima in pace, prende un nuovo numero e attende un'altra mezzora che arrivi di nuovo il suo turno.
Arrivato nuovamente allo sportello, capita di fronte allo stesso impiegato. Questo impiegato, secondo voi, porge gentilmente la carta di soggiorno della moglie al cinese? Ovviamente no. Gli dice che la carta di soggiorno è possibile ritirarla solo dal diretto interessato.
Questo è il risultato quando unisci la burocrazia alla spocchia parigina e agiti bene.

20 febbraio 2013

Oscar Wilde, I spit on your grave

Sabato, insieme ad Evey, siamo andati a visitare il cimitero di Père Lachaise, uno dei cimiteri più famosi al mondo e luogo di sepoltura di numerosi artisti di vario genere e natura.
Una delle sepolture più visitate è quella di Oscar Wilde. Realizzata dallo scultore Jacob Epstein, rappresenta un angelo dalle sembianze pseudo-egizie che sorvola la tomba vera e propria.


La foto qui sopra, fatta da me sabato, rappresenta lo stato attuale del monumento, perchè tale immagino possa essere considerato. Nell'inverno del 2011, per il 111° anniversario della morte dello scrittore, la tomba è stata ripulita e restaurata nonchè circondata da una parete di vetro, come è visibile dalla foto. A partire dagli anni '90, la tomba è stata oggetto dell'attenzione morbosa di presunti, o meglio di presunte, fan che avevano tempestato la tomba di baci lasciati con rossetto rosso e graffiti riportanti scritte di varia natura, come si può vedere dall'immagine sottostante trovata su internet.


Non ci sarebbe bisogno di sottolineare che una tomba non è un sottopassaggio di una stazione. Mi chiedo quale sia il senso di tutto ciò, se non una vuota dimostrazione di passagio del tipo: "io sono stato qui".
Ma per la serie "Darwin awards" ovvero selezione naturale: non è certo una parete di due metri di vetro a fermare la bimbominkiaggine. E allora, mentre eravamo davanti alla tomba, un addetto al cimitero stava raccontando la seguente storia:
Qualche giorno prima due ragazze, nel tentativo di baciare la scultura al di sopra della parete di vetro, sono montate sulla tomba alla destra di quella di Oscar Wilde. L'imponente croce che l'adornava non ha retto il peso delle due ragazze ed è crollata loro addosso. Al momento le due si trovavano all'ospedale in non so che condizioni di salute.
Anche i genitali della statua sono stati oggetto di un atto vantalico, in tempi imprecisati. Voci dicono che adesso si trovino sulla scrivania del direttore del cimitero, utilizzati come fermacarte.

 Yet each man kills the thing he loves
By each let this be heard
Some do it with a bitter look
Some with a flattering word
The coward does it with a kiss
The brave man with a sword

da The Ballad of Reading Gaol di Oscar Wilde (ironia della sorte)

5 dicembre 2012

23 settembre 2012

Cercare casa a Parigi. Atto II. Climax.

Segue da http://stb-09.blogspot.fr/2012/09/cercare-casa-parigi-dramma-atto-i.html.
Sono a Parigi da una settimana e sono ancora senza fissa dimora. Alcuni proprietari mi hanno rifiutato la visita all'appartamento perchè non avevo un contratto a tempo indeterminato, altri perchè non ero più uno studente. Ad un appuntamento che ero riuscito a prendere, il proprietario non si è presentato. Quando ho chiamato per chiedere informazioni, mi è stato risposto che l'appartamento era già stato affittato e che non mi aveva richiamato perchè il numero di telefono era troppo lungo.
Durante la settimana ne ho visitati tre. Uno a Ivry-sur-Seine, appena fuori Parigi, ma nel frigorifero stavano crescendo forme di vita aliena e i mobili della camera pendevano tutti pericolosamente verso il letto, come in procinto di suicidari. Un altro, nel 14e arrondissement, occupato da ingegneri indiani (che sarebbero partiti nel giro di una settimana) e odore di curry, aveva i muri simpaticamente adornati da infiltrazioni d'acqua.
Poi c'è il terzo. Non era nè un appartamento, nè un monolocale. Era una piccola casetta a sé stante ad Issy-les-Moulineaux, sobborgo molto tranquillo nell'immediata periferia sud-ovest di Parigi. Non la sistemazione ideale, ma decisamente la cosa migliore che ho visto tra questa settimana e quella a fine Agosto che avevo passato qui a cercar alloggio. La proprietaria è stata disponibile e ragionevole e durante la visita mi ha ripetuto più volte che ero esattamete il profilo di affittuario che cercava. Si è perfino spinta a dire che si sarebbe presa a carico le spese di abbonamento internet. Considerando che nel primo pomeriggio dovevo visitare un altro appartamento (quello delle infiltrazioni), mi ha chiesto di tenerla rapidamente informata del risultato dell'altra visita. Visto le terribili condizioni dell'altro, ieri pomeriggio le ho scritto che ero orientato ad affittare la sua casetta e che avremmo potuto vederci per discutere dei dettagli, convinto che ormai avessi trovato una soluzione alle mie tribolazioni. Mi ha risposto dicendo che in realtà ci sarebbe un'altra agenzia che l'avrebbe contattata prima di me e che mi avrebbe fatto sapere entro martedì mattina.


15 settembre 2012

Altre cose interessantissime che mi sono successe nel mio breve viaggio on the road

Bestie feroci
  • Durante il viaggio mi sono imbattuto in numerosi animali selvatici più o meno ai bordi della strada tra cui: un paio di caprioli (uno in val d'Orcia e uno, nella foto sottostante, in Garfagnana), una volpe sul bordo della strada da qualche parte in Francia, un uccello rapace che si è messo a volare per un centinaio di metri accanto alla mia macchina nelle Alpi svizzere, la solita marea di gabbiani sulla Manica.

Il pittore
  • Dalle parti di Pontremoli ho pernottato in una specie di agriturismo in un paesino sperdutissimo di nome Oppilo. L'atmosfera era molto conviviale, il gestore e famiglia molto amichevoli. Dopo cena si è sviluppata una interminabile discussione tra me, il gestore, un milanese e due ciociari. Il milanese, ospite dell'agriturismo con la moglie e cliente abituale, ha cercato a lungo di convincermi di abbandonare il lavoro a Parigi ancora prima di iniziare perchè i francesi ed in particolare i parigini sono cafoni e provinciali (conclusione che si basava su un periodo di tempo passato a Marsiglia una cinquantina di anni fa). Sarei dovuto andara a Londra o a New York. Oppure a lavorare per suo figlio ingegnere che, a quanto pare, ha inventato il sistema a finestre nei computer e il GPS. Alla fine viene fuori che il milanese è un pittore ed la mattina successiva, prima che io partissi, mi regala e mi autografa un libro dedicato alle sue opere (che io ho aperto per la prima volta mentre stavo scrivendo questo post). 
  • http://www.agriturismofilippitoscana.it
  • http://www.antoniotonelli.it/index.htm
Vertigini
  • Mentre percorrevo la strada che mi portava dal Passo del Gran San Bernardo al Lago di Ginevra, noto un cartello turistico con l'indicazione per le Gorges du Durnand. Gorge in francese sta per gola scavata da un fiume o canyon. Non ne avevo mai neanche sentito parlare, ma mi sono fatto ispirare dal momento, che è un po' il senso di un viaggio on the road senza tappe fisse decise in partenza. Ma veniamo al dunque. Da piccolo (o almeno fino a qualche anno fa) non soffrivo di vertigini. Adesso sì. Non so come e quando sia iniziato. Nulla di invalidante, ma un senso di malessere di fronte ad ogni altezza significativa. Bene. Per visitare questo canyon ho dovuto intraprendere questo percorso in legno e a scale, attaccato con lo sputo ad una parete verticale a strapiombo sul torrente tuonante (vedi foto sotto). La visita vale la pena e lo scenario naturale è molto bello, ma arrivato in cima ero piuttosto contento che il supplizio fosse terminato.
  • http://www.gorgesdudurnand.ch 

Esibizionismo
  • Francia. Tra il confine con la Svizzera e Besançon. Mi fermo in una piazzola lungo una strada panoramica che si inoltra nella gola formata del fiume Loue per fare qualche fotografia. Dopo essere rientrato in macchina, mentre scrivo luogo e soggetto della fotografia, parcheggia davanti a me una macchina con targa svizzera. Scendono un uomo sulla settantina e una donna sulla quarantina. L'uomo va a vedere il panorama. La donna rimane accando alla macchina, proprio di fronte a me, e si sfila da sotto la gonna le mutande. La gonna era lunga e quindi non s'è visto niente. Lo fa con molta naturalezza e come se fosse la cosa più ovvia del mondo. Poi le tiene in mano e raggiunge il compagno di viaggio. Io accendo la macchina e me ne vado. Una delle cose più surreali a cui abbia mai assistito.
Colazione
  • Negli alberghi francesi vale la simpatica usanza che la colazione non sia compresa nel prezzo, ma te la vendono a peso d'oro (anche una decina d'euro). Ovviamente io ho sempre rinunciato, andando a comprare brioches o pain au chocolat nelle boulangeries (a meno di un euro) e succo di frutta al supermercato. Nel B&B di Canterbury mi sono rifatto con una full english breakfast con tanto di uovo con bacon, prosciutto, fagioli, funghi e tutto il resto. Fra l'altro, durante questa colazione, ho anche intrattenuto una simpatica conversazione con un signore tedesco, in viaggio solitario come me, e l'ho convinto della superiorità delle strade secondarie e del viaggiare con lentezza rispetto alle autostrade. Mi ha promesso che avrebbe seguito il mio consiglio per il prosieguo del suo viaggio.

7 settembre 2012

Alcune cose interessantissime che mi sono successe a Parigi mentre non trovavo un appartamento

  1. Un tizio ha tentato di scipparmi il portatile poche ore dopo essere arrivato. Me lo sono un po' cercato. Però non era troppo convinto e alla fine ha desistito.
  2. Almeno una volta al giorno una linea a caso della metropolitana o della RER subiva pesanti ritardi o prolungate interruzioni per "incidenti che hanno coinvolto passeggeri". Epidemia di suicidi o gente che non mind the gap?
  3. Sono stato fatto oggetto di attenzioni decisamente invadenti, al limite dello stalking, da parte di un gatto mentre aspettavo un agente immobiliare che doveva farmi vedere un appartamento in una strada deserta nella periferia sud di Parigi.
  4. Ho visitato un appartamento al trentunesimo piano di un grattacielo della Défence. Peccato non ci fosse la doccia, altrimenti poteva essere una soluzione interessante. Nel caso remoto il padrone di casa mi concedesse la possibilità di affittarlo.
Più altre cose che nel frattempo mi sono dimenticato.

2 settembre 2012

Cercare casa a Parigi. Dramma. Atto I

Stramaledetto il giorno in cui ho accettato il lavoro a Parigi!
Prendere un dottorato in ingegneria in quattro anni in Belgio si sta rivelando come bere un bicchiere di acqua fresca rispetto all'impresa semi-impossibile di trovare un alloggio decente a Parigi.
Sono appena ritornato dopo aver passato una settimana sul posto alla ricerca di un appartamento da affittare e dire di aver fatto un buco nell'acqua è dire poco. I fatti sono che tra due settimane devo iniziare a lavorare e ancora non ho un posto dove stare.
All'inizio pensavo che Parigi fosse semplicemente cara assatanata e si trattasse semplicemente di spendere una cifra esorbitante per un appartamento di piccole dimensioni. Invece, complice l'enorme richiesta e la relativamente limitata disponibilità di alloggi, i proprietari si permettono di fare i difficili e gli schizzinosi ed ho presto scoperto che devi pregare in ginocchio per farti concedere il privilegio di farti spillare i quattrini duramente (non nel mio caso) guadagnati.
La prima regola è quella del 3. Pretendono cioè che il postulante abbia uno stipendio almeno tre volte maggiore dell'affitto mensile che, nel caso di Parigi, è una pretesa inverosimile. Seguendo questa regola, col mio buon stipendio (ma nulla di eccezionale se paragonato ad altri paesi europei, Italia esclusa ovviamente) sarei in grado di affittare solamente un monoloculo di 15m2, probabilmente con il bagno in comune. Alcuni annunci mettono come requisito che il postulante abbia un CDI, ovvero un contratto a tempo indeterminato. Ma questo è niente. Chi va alla ricerca di un alloggio da affittare a parigi deve munirsi di un dossier che presenti nei minimi dettagli la propria vita, morte e miracoli. Tra i vari documenti richiesti, i più comuni sono:
  • contratto di lavoro,
  • ultima dichiarazione dei redditi,
  • ultime tre buste paga,
  • dichiarazione dei redditi dei genitori, nonni, zii, cugini e parenti fino al settimo grado e generazione,
  • dichiarazione da parte della banca che si dice pronta a fare una fidejussione che garantisca il pagamento dell'affitto al posto dell'affittuario nel caso quest'ultimo non lo faccia,
  • raccomandazione da parte dell'ultimo proprietario presso cui il postulante è stato in affitto
  • eccetera, eccetera
L'agenzia immobiliare con cui ho visitato l'ultimo appartamento mi ha dato da riempire un formulario di due pagine che fra le altre cose richiede:
  • il numero di telefono di casa,
  • il numero di telefono cellulare,
  • il numero di telefono del lavoro,
  • il numero di telefono del datore di lavoro,
  • il numero di telefono del precedente proprietario presso di cui si è stati affittuari,
  • la data ed il luogo del matrimonio (nel caso uno sia sposato), 
  • la data del divorzio (nel caso uno sia divorziato),
  • eccetera, eccetera
Ancora non siamo a niente. A volte il proprietario o l'agenzia richiedono che tu dimostri di avere la possibilità di pagare l'affitto (stipendio, garanzia da parte di qualche parente o conoscente residente in Francia, garanzia da parte della banca) semplicemente per poter visitare l'appartamento.
Tutto qui? Neanche per sogno. In una settimana sono riuscito a visitare cinque o sei appartamenti, tutti con affitti più o meno esorbitanti e che superano ampiamente la soglia di un terzo del mio stipendio. Praticamente tutti erano vecchi decrepiti, in pessime condizioni, con i bagni minuscoli che per rigirarsi uno dovrebbe essere contorsionista (e io non lo sono), senza doccia (solo la vasca), al sesto piano senza ascensore con le scale che strettissime in legno che se metti male un piede ti ritrovi al pianterreno senza passare dal via e chi più ne ha più ne metta.
Naturalmente per avere il privilegio di poter affittare un pessimo appartamento ad un prezzo esorbitante devi lottare con il coltello tra i denti e a colpi di dossier con decine di altri postulanti che stanno visitando l'appartamento insieme a te o che l'hanno già visitato o stanno per visitarlo.
Si salvi chi può! Io purtroppo non posso.

1 giugno 2012

Dr. Stealthisnick


I sottotitoli in francese non sono voluti ma ho trovato solo questo.

8 aprile 2012

Alcune cose sugli olandesi che avreste sempre voluto sapere ma non avete mai osato chiedere

A inizio settimana sono stato un paio di giorni a Leiden in Olanda per un meeting. Prendo spunto per sottolineare alcuni aspetti dell'olandesità. Non è la prima volta che metto piede in Olanda e quindi non sono cose che scopro adesso, ma questo breve soggiorno mi ha fatto venire in mente l'idea di farne un post:
  1. è comune in Olanda bere il latte durante i pasti (soprattutto a pranzo); mi sconvolse quando qualche anno fa andai ad un altro meeting in un'università olandese e l'unica bevanda disponibile per pranzo era il latte (fra l'altro io il latte non lo bevo neanche a colazione);
  2. gli olandesi fanno un utilizzo molto parsimonioso delle tende; camminando per le strade di una cittadina olandese è molto frequente vedere che le finestre del piano terra siano completamente sprovviste di tende oppure che queste siano completamente aperte così che i salotti siano in bella mostra per tutti i passanti;
  3. l'Olanda è il paese delle biciclette e questa non è una grande scoperta, ma vedere la distesa di biciclette in un parcheggio di una stazione è sempre impressionante (a Leiden c'è anche il parcheggio coperto e a due piani per le biciclette); quello che forse non tutti sanno è che la bicicletta ha la precedenza su qualsiasi altro veicolo e anche sui pedoni, tanto che l'ignaro e distratto passante rischia di essere messo sotto da una o più biciclette ad ogni incrocio; è inoltre comune vedere ragazzi che viaggiano in due in bicicletta (non in tandem), come in Italia si viaggia in due in motorino.

24 marzo 2012

Segnaletica stradale


Su un marciapiede a Bruxelles.