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24 aprile 2014

Ultima settimana a Parigi

Dopo pressappoco 18 mesi, l'avventura parigina volge al termine. Sono di nuovo al tempo di scatoloni e valige da riempire, abbonamenti da rescindere, burocrazia da sbrigare, gente da salutare (ben poca questa volta) et cetera. Ormai inizio a farci abitudine a traslochi fisici e metafisici di questo tipo. A questo giro, il lavoro certo non mi mancherà. Da quel punto di vista non è stata un'avventura particolarmente gratificante. E questo è il motivo principale per cui, nonostante l'offerta di rinnovo del contratto, ho deciso di andarmene. D'altro canto, Parigi è sempre Parigi e viverci per un anno e mezzo è stata un'esperienza molto interessante. Per quanto poco nostalgico possa essere, è probabile che le passeggiate lungo la Senna o per i Boulevards mi mancheranno più di quanto mi sono mancate le viuzze pedonali anonime della cittadina universitatia belga dove ho vissuto i precedenti quattro anni e mezzo.


2 febbraio 2013

When universes collide


25 giugno 2012

Belgio addio

La vecchia (quasi undici anni ormai) Opel Corsa è stipata all'inverosimile. Valigie, borse, sacchetti, zaini, buste, scatole di cartone e altro materiale sparso. Quasi cinque anni di vita in una macchina e altri lasciati alle spalle. Davanti a me quasi milleduecento kilometri di strada. Dall'autunno di fine Giugno belga all'estate torrida fiorentina. Ma pronto a ripartire.
Louvain la Neuve, piccola cittadina universitaria dove ho vissuto tutti questi anni, non penso mi mancherà. Dopo un po' inizia a starti stretta. E alla fine contavo i mesi e i giorni che mi mancavano per partire.
Adesso posso dirlo: sono libero.



Almeno fino a Settembre.

22 giugno 2012

La scatola di cartone

Come da migliore tradizione hollywoodiana, stasera me ne sono andato dal lavoro con la scatola di cartone contenente (quasi) tutte le mie cose. Ultimo giorno di lavoro, dopo quasi cinque anni dal lontano Settembre 2007, un dottorato, colleghi da ogni continente e da quasi ogni paese del mondo, trovati, arrivati, partiti. Viaggi (gentilmente offerti dall'università per presentare il mio lavoro) in mezza Europa e anche una volta in Canada.
Adesso vacanza. Poi a Settembre si ricomincia. Altrove.
Non mi sono commosso salutando tutti, perchè ho un cuore di ghiaccio. Per adesso non sento la nostalgia. Vediamo se mi prenderà prossimamente. Probabilmente no. Non ne avrò tempo. E alla fine sono contento di andarmente. Questo paesino universitario era un po' di tempo che mi stava troppo stretto.

ps.
Ecco la scatola


6 febbraio 2012

Le stagioni

C'era una volta una ragazza. 
Quando era arrabbiata tirava un forte vento di tramontana che le scompigliava i capelli e faceva turbinare il mondo intorno a lei. Quando la malinconia prendeva il posto della rabbia le foglie cadevano dagli alberi, danzando lentamente sotto la spinta di un vento leggero. I suoi periodi di tristezza si riflettevano in un cielo grigio accompagnato da una pioggerella sottile e incessante. A volte, durante brevi intervalli di tempo, era distaccata e priva di emozioni; durante quei periodi le giornate erano corte ed il freddo pungente. Quando il distacco lasciava il posto alla rassegnazione, il clima diventava ovattato, le nuvole grigie lasciavano cadere un'abbondante nevicata e tutto diventava bianco. Poi però succedeva la ragazza che s'innamorasse e allora le temperature tornavano miti, i raggi del sole si facevano spazio tra le nuvole, i fiori sbocciavano e la natura si riempiva di colori. Un caldo afoso ed un sole abbagliante erano la diretta conseguenza del suo struggimento. La passione arrivava a folate e portava con se un vento accompagnato da nuvole che scaricavano un temporale fragoroso, illuminato da lampi e scosso da tuoni. E, appassionata, la ragazza era felice e allora dopo il temporale uno splendido arcobaleno solcava il cielo rasserenato.
Tale era la meraviglia che questa ragazza suscitava nella Natura che questa decise di plasmare i propri cicli sulle di lei emozioni e sui di lei sentimenti. E fu così che nacquero le stagioni.

26 ottobre 2011

Negazionismo

Il governo non cade.
La Fiorentina non vince.
Louvain-la-Neuve non è Lisbona.
Mercoledì non è nè Sabato nè Domenica.
Ottobre non è Giugno.
La tesi non si scrive da sola.
Anche il blog non si scrive da solo e si vede.

(si accettano suggermineti per aggiungere nuovi elementi alla lista)

6 luglio 2010

Just Breathe

Stay with me.
Let's just breathe.

18 giugno 2010

Illusionismo

Ovvero l'arte di crearsi delle illusioni. Fingere di dimenticare di essere artefice e creatore di quelle illusioni. Credere a quelle illusioni. Vivere per quelle illusioni.
Sbattere contro la realtà. Rimanere puntualmente deluso. Soffrirne.
Non crearsi degli anticorpi. Invece appigliarsi a qualche scampolo di illusione come ad un ramo sporgente quando si è trascinati a valle dalla piena di un torrente. Sperare intensamente che da quello scampolo possa nascere una nuova illusione per poter di nuovo fingere di dimenticarsi che sia un'illusione, per crederci, per vivere in sua funzione e per rimanerne deluso come in un eterno ritorno dell'uguale.
Illusionismo, ovvero essere il mago che esce fuori dal cilindro di un coniglio bianco.


10 giugno 2010

Il concerto

Ed io m'immagino di essere ad un concerto. Il più bel concerto che sia mai stato suonato e cantato. Tutto si muove intorno a noi. Tutto tranne il mio sguardo che è fisso su di te. Sui tuoi occhi. Sulle espressioni del tuo volto. Tutto in te esprime l'estasi del momento. Ed allora il gruppo sul palco, la folla ed il resto si riduce a rumore di fondo. Perchè la musica che sento io scaturisce da te. Il concerto sei te.


29 aprile 2010

Cappelli

...la guardò partire e provò un immenso stupore, come un uomo che, dopo aver creduto per cinque anni di essere completamente cieco, scoprisse d'un tratto di avere solo portato un cappello troppo largo.

10 marzo 2010

Come la luna ed il sole


osservo da lontano
il tuo splendore

vivo
per un tuo riflesso

ti inseguo
consapevole
che ti vedrò sparire
ogni volta
sotto l'orizzonte


La luna al tramonto su Montevecchia

9 gennaio 2010

Woudn't it be nice?

Sarebbe bello innamorarsi di te.
Non riesco ad immaginare niente di più bello al mondo che innamorarsi di te.
Potersi capire solo con uno sguardo.
Sarebbe bello poterti tenere per mano, come se fosse l'unica cosa che contasse al mondo.
Sarebbe bello mollare tutto ed andare a giro per il mondo guidati solamente dalla bellezza delle cose, senza un piano, senza una meta.
Sarebbe bello emozionarsi insieme per un'alba e per un tramonto.
Sarebbe bello vederti tentare di imprigionare la bellezza del mondo con la tua macchina fotografica.
Ma sarebbe ancora più bello farsi sopraffare da questa bellezza ed arrendersi ad essa, incondizionatamente.
Lasciare che fugga via senza tentare di fermarla. Vivere quell'attimo e basta.
Sarebbe bello cogliere che la bellezza della vita stia nella sua semplicità senza senso.
Sarebbe bello perdersi nei tuoi occhi una volta ancora.
Sarebbe bello non pretendere nulla di più.
Non sarebbe bello?

28 dicembre 2009

Primo Febbraio 2006

L'avevo capito una sera d'inizio febbraio, ormai quasi quattro anni fa. L'avevo capito senza neanche sapere di averlo capito.
Pensando solamente di fare il brillante con una citazione da un film.
Forse stavo iniziando a vedere in te quello che neanche te stessa sembri riuscire a vedere.
Ma era già troppo tardi. Tutto è sempre successo troppo tardi. Magari di poco, ma tardi.
La tua risposta fu molto lunga per una frase così breve.
Anzi furono molte risposte, una per ogni lettera dell'alfabeto.
Una divertente, l'altra ironica. Una assurda e l'altra seria. In una prendevi in giro me e nell'altra te stessa.
Avrei potuto comportarmi diversamente in mille ed una occasione.
Più cinico o più irrispettoso. Meno imbranato o meno freddo.
Alla fine ho la sensazione di essere stato una Cassandra per me stesso.
Perchè anche se consapevolmente non lo sapevo ancora o se non me ne rendevo ancora conto, era già chiaro che non sarebbe potuto succedere nulla, non avresti potuto dire nulla o fare nulla perchè quelle sensazioni sparissero da me.
Da quella sera sarebbe iniziata la nostra danza infinita. Questi passi che in maniera alterna ci hanno portati vicino e poi lontano.
E poi di nuovo vicino. E poi di nuovo lontano.
E' quello che devo scontare per il mio peccato originale, probabilmente.
Ancora non so se sia il mio inferno o un purgatorio. La parola fine ancora non è stata scritta. Non c'è nulla di definitivo.
Ma in questo pomeriggio del 26 dicembre, a pochi giorni dal 2010, ho sentito forte questa sensazione. Come quasi quattro anni fa.
L'ho percepito con il cuore e con la mente, che sarai sempre mia.
Sempre e mai.

11 novembre 2009

Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie

In attesa di un colpo di vento.
Ma di un colpo di vento che venga dalla giusta direzione e con la giusta intensità.
Non un colpo di vento qualsiasi.
Cercando strenuamente di resistere a tutti gli altri colpi di vento che non vengono dalla giusta direzione e non hanno la giusta intensità.
Mettendo tutte le forze residue in quel flebile legame che ti tiene sospeso per aria.
Sopportando pioggia e freddo, mentre vedi cadere una per una quelle che ti stanno accanto.
In attesa di quell'unico colpo di vento che ti possa far cadere accanto a quel fiore meraviglioso, nato e cresciuto, non si sa come, nel cemento.