Dopo pressappoco 18 mesi, l'avventura parigina volge al termine. Sono di nuovo al tempo di scatoloni e valige da riempire, abbonamenti da rescindere, burocrazia da sbrigare, gente da salutare (ben poca questa volta) et cetera. Ormai inizio a farci abitudine a traslochi fisici e metafisici di questo tipo. A questo giro, il lavoro certo non mi mancherà. Da quel punto di vista non è stata un'avventura particolarmente gratificante. E questo è il motivo principale per cui, nonostante l'offerta di rinnovo del contratto, ho deciso di andarmene. D'altro canto, Parigi è sempre Parigi e viverci per un anno e mezzo è stata un'esperienza molto interessante. Per quanto poco nostalgico possa essere, è probabile che le passeggiate lungo la Senna o per i Boulevards mi mancheranno più di quanto mi sono mancate le viuzze pedonali anonime della cittadina universitatia belga dove ho vissuto i precedenti quattro anni e mezzo.
24 aprile 2014
12 aprile 2014
31 marzo 2014
30 marzo 2014
La desolante situazione della lettura di libri in Italia
Il titolo è autoesplicativo. I dati ISTAT dicono che in Italia la maggior parte delle persone non legge libri neanche sotto minaccia di tortura. Alcuni dati:
- solo il 43% di chi ha più di 6 anni ha letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi
- la fascia di età in cui la percentuale di chi ha letto almeno un libro è più alta è quella che va dagli 11 ai 14 anni
- i lettori forti, coloro che leggono in media almeno un libro al mese, sono soprattutto over 50
- solo il 5% di coloro che hanno tra i 25 e i 35 anni è un lettore forte
- come se non bastasse, il trend dei lettori è in ribasso rispetto all'anno precedente.
C'è chi vuole spiegare questo ultimo fattore con la crisi ma in Spagna, che certo non se la passa meglio, c'è l'andamento opposto: un aumento di lettori. Anche se i dati si riferiscono all'anno precedente. In questo paese, il 59% della popolazione con più di 14 anni ha letto almeno un libro. Percentuale che sale al 65% tra i 25 e i 35 anni (in Italia è intorno al 47% per la stessa fascia d'età). Certo non si può dire che il livello qualitativo sia molto alto visto che Moccia è il settimo autore più letto nel paese iberico.
In Francia la situazione è ancora più rosea per la letteratura. Il 69% delle persone con più di 15 anni ha letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi. Anche i lettori forti sono molto più numerosi. Il 18% ha letto almeno 20 libri. Numeri leggermente inferiori per gli USA, ma sempre ben al di sopra di quelli italiani. Il 59% ha letto almeno un libro e il 18% almeno 11 libri. I dati riguardo a Germania e Inghilterra non sono relativi a studi ben definiti, ma nel primo caso il 79% ha letto almeno un libro, mentre nel secondo solo il 18% non legge affatto. Le percentuali schizzano ancora più in alto, immagino, nei paesi del Nord Europa.
Inoltre ho trovato questo interessante report della Commissione Europea sul livello di pratica culturale (libri, musei, concerti, cinema, visite a monumenti, teatro, eccetera). Drammaticamente in basso l'Italia. Una tra le ultime aggregando i livelli "medio" e "basso" (ovvero arancione e rosso). Cipro, Grecia, Portogallo, Ungheria e Romania ci sono dietro. A distanza siderale dalla Svezia che ha livelli altissimi di partecipazione culturale.
Immagino che i dati si commentino da soli...
Inoltre ho trovato questo interessante report della Commissione Europea sul livello di pratica culturale (libri, musei, concerti, cinema, visite a monumenti, teatro, eccetera). Drammaticamente in basso l'Italia. Una tra le ultime aggregando i livelli "medio" e "basso" (ovvero arancione e rosso). Cipro, Grecia, Portogallo, Ungheria e Romania ci sono dietro. A distanza siderale dalla Svezia che ha livelli altissimi di partecipazione culturale.
Immagino che i dati si commentino da soli...
Fonti:
La produzione e la lettura di libri in Italia, ISTAT
Hábitos de lectura y compra de libros en España, Federación de gremios de editores
Observatoire de l'économie du livre, Ministère de la culture et de la communication
YouGov/Huffington Post survey on reading
Cultural access and participation report, European Commission
23 marzo 2014
L'arcipelago delle Sept-Îles
Il grosso battello che porta a fare il giro del piccolo arcipelago delle Sept-Îles, pochi km a largo della costa di granito rosa in Bretagna, si avvicina lentamente alla Île Rouzic, la prima delle isolette. Una parte è completamente bianca e, da lontano, io ed Eva ci chiediamo se sia per via di una roccia calcarea o di cos'altro.
L'altoparlante che gracchia in francese la voce della guida probabilmente lo sta spiegando che non è così, che non è roccia, ma noi non capiamo. E in fondo ci si poteva arrivare, visto che les Sept-Îles (che poi sono cinque e non sette) formano una delle più importanti riserve naturali ornitologiche in Europa. E l'Île Rouzic è l'unico punto di nidificazione europeo della sula bassana, uccello bianco con il capo giallo e i piedi neri. Quando il battello si avvicina alle scogliere dell'isola lo spettacolo è impressionante. Migliaia di questi uccelli ricoprono completamente una metà dell'isola e altri volteggiano in aria. Più di ventimila coppie di sule abitano l'isola da gennaio a settembre.
Lo spettacolo compensa la difficile convivenza con tutti gli altri turisti di mezzo mondo sul battello che si agitano, sgomitano per prendere posto, usano le loro reflex come cannoni. La crociera di due ore e mezzo intorno all'arcipelago è infatti una delle attrazioni più frequentate della Bretagna. Nei periodi di punta (luglio e inizio agosto), come quello in cui c'eravamo noi, conviene prenotare il giorno precedente il biglietto (19€ a persona) per poter scegliere l'orario o, addirittura, non rischiare di rimanere a terra. Le prenotazioni si possono fare su internet, ma anche in un qualsiasi ufficio di informazioni turistiche della zona.
La fauna ornitologica non si limita alla moltitudine di sule. Ovviamente ci sono gli onnipresenti gabbiani e, in cima ad alcuni scogli, abbiamo visto dei cormorani neri. In altre stagioni dell'anno, fino ad inizio luglio per la precisione, le specie sono più numerose. Ma se la fortuna assiste, come è successo a noi, è possibile vedere anche una foca grigia, che si mimetizza mirabilmente adagiata su uno scoglio di rocce appuntite.
Lo sbarco è vietato su tutte le isole dell'arcipelago, che sono a totale appannaggio degli uccelli, tranne una, l'Île aux Moines, dove il battello ci fa scendere per una visita di una mezzoretta. Si chiama così perchè a partire dal XV secolo ha ospitato un convento di cui adesso sono rimaste solo le rovine.
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